ALTITONANTE QUERELA REPORT:
“SU DI ME DISINFORMAZIONE FAZIOSA”

di Ilaria Muccetti

28 Ottobre 2020 17:28

MONTORIO AL VOMANO – “Nella puntata di lunedì sera ho dovuto assistere ad una rappresentazione artefatta della mia persona durante la trasmissione di Rai3 Report. Su di me solo informazione faziosa. Per questa ragione, ho dato mandato ai miei avvocati di presentare una querela per diffamazione aggravata col mezzo della stampa nei confronti della trasmissione Report.

Ad annunciarlo, in una nota, il sindaco forzista di Montorio al Vomano, Fabio Altitonante, consigliere regionale della Lombardia, che si scaglia contro la ricostruzione fatta sulla sua disavventura giudiziaria, dalla trasmissione Report di Sigfrido Ranucci, in onda il lunedì sera su Rai3: secondo il noto programma di inchiesta, l’esponente azzurro avrebbe preso mazzette pari ad un importo di 20mila euro dall’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D’Alfonso della Ecol-Service srl di Varese.

La maxi inchiesta “mensa dei poveri” condotta dalla Procura distrettuale Antimafia della Lombardia, al centro della puntata Report, è esplosa dopo le elezioni in Lombardia, in cui Altitonante, oltre ad essere stato rieletto, è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, carica dalla quale si è poi dimesso proprio in seguito all’inchiesta che ha portato, nel maggio del 2019, all’esecuzione di 43 misure cautelari tra cui l’arresto ai domiciliari per tre mesi del 46enne ingegnere, in relazione ad un presunto giro di tangenti e corruzione legato al mondo politico ed imprenditoriale con la ‘Ndrangheta.

Una bufera che per il neo sindaco del popolo centro della provincia di Teramo, ben presto, si è sgonfiata: coinvolto nell’inchiesta, in un primo momento ai domiciliari per finanziamento illecito e poi per tornare libero per scadenza dei termini, Altitonante si è visto derubricare a “traffico di influenze illecite” dal Tribunale del Riesame di Milano il reato più grave che gli è stato contestato, come ha cercato di spiegare al giornalista della trasmissione Rai, all’indomani della presentazione della candidatura a sindaco di Montorio.

Sulla vicenda si attende il processo.

“Report su di me solo disinformazione faziosa. Cosa vuol dire fare una trasmissione d’inchiesta? Forse qualcuno lo ha dimenticato: distorcere i fatti per costruire un teorema è molto distante dalla ricerca della verità. Domenica sera ho dovuto assistere a una rappresentazione artefatta della mia persona durante la trasmissione di Rai3 Report – incalza nella nota il forzista teramano.




“Sono sempre stato disponibile a rispondere, ma non accetto che vengano fatte ricostruzioni allusive e menzognere, che hanno il solo obiettivo di insinuare nell’ascoltatore falsi teoremi che mi diffamano e gettano discredito sul mio nome”.

“Per questa ragione, ho dato mandato ai miei avvocati di presentare una querela per diffamazione aggravata col mezzo della stampa nei confronti della trasmissione Report”.

Sulla sua estraneità ai fatti, così come riportati dall’inchiesta giornalistica di Ranucci, rassicura inoltre il sindaco: “una certezza: non ho MAI preso mazzette o altro, infatti neanche i Pm mi contestano questo reato”.

“Per chiarire: a me si contesta un bonifico fatto sul conto elettorale di un candidato al Parlamento, di cui – secondo l’accusa – avrebbe beneficiato anche la mia campagna elettorale. Una ricostruzione complicata, difficile persino da spiegare, per chi, come il sottoscritto, ne è estraneo. Io ho già prodotto la documentazione che evidenzia che quei soldi sono stati utilizzati da un altro candidato per organizzare una sua festa a cui io, come altri canditati, ho partecipato come ospite”.

Infine l’ingegnere montoriese tornato nel suo paese che aveva lasciato per andare, a 18 anni, a studiare a Milano dove poi ha fatto carriera politica, su invito di tanti suoi concittadini stufi della piega che da anni ha preso l’amministrazione del centro teramano, segnato da ben due commissariamenti: “ho fiducia nei giudici e quando finalmente si svolgerà il processo nella sua sede naturale, chiarirò la mia posizione. Sono sicuro che ne uscirò pulito”.

“Purtroppo in Italia è tornato il clima delle condanne preventive a mezzo stampa e alcuni giornalisti si arrogano il diritto di emettere le sentenze prima ancora del processo”.

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