AMA: LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE, ”GRAVE ATTEGGIAMENTO DELLA POLITICA”

21 Ottobre 2019 19:48

L'AQUILA – “La proprietà che smentisce chi dalla stessa proprietà è stato indicato al vertice dell’Ama. Una situazione ridicola, inaccettabile e poco dignitosa”.

E' quanto hanno denunciato oggi i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, e Ugl, che hanno annunciato lo stato di agitazione di tutto il personale, al termine di una riunione che si è svolta per ridiscutere la contrattazione di secondo livello disdetta dall'Ama, la società comunale dell'Aquila che gestisce il trasporto pubblico. La cronaca di una giornata convulsa, ricostruita dai sindacati, lascia trasparire le tensioni sempre più evidenti tra l'assessore alla Mobilità Carla Mannetti e l'amministratore unico di Ama, Gianmarco Berardi.

“Ne abbiamo viste e sentite tante ai tavoli sindacali. Abbiamo affrontato tante situazioni difficili. Mai però avremmo immaginato di dover essere testimoni di una condizione farsesca. Provando a fare ordine in una situazione difficile anche a ricostruirsi vi riportiamo quanto successo oggi in sede aziendale. Sin da subito era parsa sospetta l’assenza dell’amministratore unico”. 






“Con fatica, in presenza del direttore e di tutto l’apparato tecnico aziendale – spiegano i sindacati -, abbiamo nonostante tutto e con senso di responsabilità presidiato il tavolo. Dopo l’introduzione dell’esperto Asstra assoldato come consulente aziendale e provando a capire quali fossero le necessità di efficientemento da chiedere ai lavoratori, abbiamo ricevuto solo risposte evasive. Improvvisamente a quel tavolo è intervenuta l’assessore alla Mobilità del Comune dell’Aquila ritrattando sostanzialmente quanto sino a quel momento affermato dall’azienda e denunciando atteggiamenti e comportamenti poco chiari da parte del vertice aziendale. Denunce gravissime di manomissione di dati e conti. Insomma la proprietà che smentisce chi dalla stessa proprietà è stato indicato al vertice dell’azienda”.

“Un atteggiamento gravissimo rispetto al destino di 140 lavoratrici e lavoratori che sono quasi certamente destinati a perdere salario – incalzano i sindacati – per pagare inefficienze altrui. Non vogliamo fare da testimoni delle beghe che stanno caratterizzando l’azione politica dell’attuale maggioranza. Mentre loro però si contendono pezzi di potere, i lavoratori sono giustamente preoccupati per il loro destino, e per il loro posto di lavoro. Non vogliamo essere testimoni di tanto fallimento. Noi avevamo immaginato un percorso diverso, un percorso che abbracciasse il destino di tutto il trasporto pubblico abruzzese. Se si vuole continuare un percorso di confronto a questo punto è necessaria chiarezza. Chi ha portato all’attuale condizione farebbe il bene dell’azienda e della città se rimettesse il mandato. Noi abbiamo bisogno di un solo interlocutore, credibile e trasparente. Nei prossimi giorni noi ascolteremo i dipendenti in assemblea. Da lì e con il loro mandato determineremo le azioni da intraprendere. Nel frattempo annunciamo l’attivazione dello stato di agitazione di tutto il personale”.

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