AMITERNUM: TROVATI I RESTI DI UNA GRANDE BASILICA MEDIEVALE

di Sandra Console

18 Novembre 2013 17:06

L’AQUILA- “Abbiamo rinvenuto i resti di una grande chiesa, con tre navate, un abside semicircolare, rivolta a occidente” racconta ad AbruzzoWeb Fabio Redi, professore di archeologia medievale all’Università dell’Aquila.

Il 5 novembre, infatti, si è concluso i trimestre di scavi archeologici che hanno interessato il sito di Amiternum, a cui hanno lavorato un gruppo di archeologi dell’Università dell’Aquila diretti dal professor Redi.

“La squadra è composta da una quindicina di persone tra cui dottori di ricerca, dottorandi e laureandi, e il lavoro prevede un’attenta analisi stratigrafica- spiega -per questo motivo gli scavi interessano sempre la bella stagione perché con la pioggia il rigore scientifico viene meno dato che la terra si impasta e sarebbe impossibile studiarne i risultati”.

Questa volta lo scavo condotto dall’Università, ha focalizzato l’attenzione sul periodo medievale, visto che gli scavi precedenti della Soprintendenza avevano prestato grande attenzione al periodo classico.

Invece, “il medioevo è stato un periodo molto importante per Amiternum , poiché la sua fine, sulla carta, viene attestata intorno al X secolo, nel periodo longobardo. In realtà però con gli scavi si è visto che la storia della città va avanti fino alla nascita della vicina città dell’Aquila nel XIII secolo” aggiunge il professore.

Alcune ipotesi tuttavia attribuiscono la fine della città di Amiternum alla nascita del capoluogo abruzzese.

Infatti, i reperti ceramici ritrovati sarebbero databili al periodo longobardo, mentre la ristrutturazione del XI secolo a cui fu sottoposta la grande chiesa potrebbe essere “non successiva al periodo longobardo, ma sicuramente successiva rispetto alla villa romana che si affaccia sul decumano massimo (strada principale)”.

L’interesse per il sito archeologico di Amiternum è nato perché “era l’unico sito occupato da sterpaglie, che non permettevano foto aeree o georadar” e dalle fonti scritte a disposizione era emersa la presenza di un toponimo che indicava la presenza di una basilica dedicata a Santa Maria “in civitatae o ad civitataem” ovvero nella località di Santa Maria o nelle zone circostanti.

“Ci vorranno ancora due o tre anni con questi ritmi, i risultati sullo studio di quest’anno sono parziali perché abbiamo dovuto interrompere lo scavo, comunque, negli anni a venire continueremo a concentrarci proprio sui dati appena emersi” conclude Redi.

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