ANCE L’AQUILA “IMPORTA” MANODOPERA DA BANGLADESH. POCHI ADDETTI, LA VIA DELLA SETA DI FRATTALE

NEO PRESIDENTE COSTRUTTORI STRINGE ACCORDI CON ASSOCIAZIONE ITALIA-BANGLA E CHIEDE AD IMPRESE FABBISOGNO.

di Filippo Tronca

24 Gennaio 2022 08:09

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Importare” manodopera, più o meno già formata, dal Bangladesh, approfittando del decreto flussi che scade il 27 gennaio prossimo: questa la “via della seta” ingegnata dal vulcanico presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dell’Aquila, Gianni Frattale, per far fronte alla sempre più drammatica carenza di personale nei cantieri edili della provincia dell’Aquila, e in quello della ricostruzione post sisma, considerato uno dei più grandi d’Europa.

È la prima iniziativa del rieletto presidente dei costruttori tornato in sella lo scorso 18 dicembre.

Il l 72enne aquilano patron dell’impresa Edilfrair, la stessa che sta ultimando il primo lotto dei sottoservizi a L’Aquila, ha infatti scritto una lettera a tutte le imprese associate, rivelando che, a seguito di un suo incontro con il presidente dell’Associazione Italia-Bangla di Roma, ma operante in tutta Italia, è stata attivata una collaborazione per “utilizzare addetti con un minimo di formazione da importare direttamente dal Bangladesh in 36 mesi previa richiesta da fare entro il 27 gennaio, oppure affidarsi a manodopera senza formazione sempre dal Bangladesh e sempre tramite formale domanda”.

Terza possibilità,  “quella di utilizzare manodopera bengalese già presente in Italia senza formazione ma con un minimo di familiarità con la lingua italiana”.  Sarà la stessa associazione a fornire i nomi degli addetti necessari per la compilazione della domanda, e dunque Frattale chiede alle imprese di rendere noto il loro eventuale fabbisogno.

Il termine utilizzato nella lettera, “importare”,  ha fatto storcere il naso più di un imprenditore destinatario della missiva.

Del resto con buona pace dello slogan “prima gli aquilani, o anche “gli abruzzesi” e gli “italiani”, evidentemente di manodopera in numero sufficiente in loco e a filiera corta non se ne trova, e la situazione nei cantieri si è fatta critica, non solo per l’aumento del costo delle materie prime a cui ora si sta aggiungendo quello della bolletta energetica, ma anche e soprattutto per la mancanza di personale. Tenuto conto che, in particolare nell’Aquilano, ai cantieri della ricostruzione post sisma 2009 e  2016 si sono aggiunti anche quelli dell’ eco-sisma bonus e a breve partiranno molte opere pubbliche finanziate col Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

L’allarme del resto era stato lanciato inizio anno anche dall’Ance Abruzzo: “Non è possibile sottovalutare la difficoltà delle imprese a reperire addetti per portare a termine i lavori in tempo. Ad oggi, si stima la mancanza di almeno 300.000 lavoratori”, si legge in una nota.

Un problema evidenziato dallo stesso Frattale in un accalorato intervento nell’incontro organizzato all’Ance dal Partito democratico e in particolare la deputata Stefania Pezzopane, dedicata proprio alle strategie di utilizzo del Pnrr.

Ed è stato questo non a caso uno dei primi problemi da Frattale afferrati per le corna, una volta eletto presidente dei costruttori, il 18 dicembre, vincendo al primo turno con 119 voti contro lo sfidante Francesco Laurini che si è fermato a 60 e Maria Serena Pacione, che ha preso 12 preferenze.

Per il titolare della Edilfrair si tratta del terzo mandato: Frattale, infatti, è già stato presidente dell’associazione dei costruttori per già due volte, dal 2010 al 2017. La terza elezione è arrivata dopo una profonda profonda spaccatura in seno all’Ance, a seguito della sospensione del voto previsto  2 luglio che vedevano in corsa Eliseo Iannini e Marino Serpetti, decisa dall’uscente Adolfo Cicchetti, ‘invitato’ ad approfondire la la verifica dei requisiti di eleggibilità di Iannini in seguito all’intervento dei probiviri nazionali sollecitato da un esposto. Sebbene i probiviri provinciali avessero poi confermato la validità delle candidature, Iannini e Serpetti, visto il clima infuocato in seno all’associazione, avevano deciso di ritirarsi comunque.

“Le procedure per le imprese  – spiega nella lettera Frattale – saranno illustrati in una imminente circolare che seguirà la presente informativa, tesa solo a conoscere visti i tempi ristretti il fabbisogno di manodopera straniera delle imprese locali”.

“I contratti sono in corso con l’associazione suddetta – scrive ancora Frattale – che può fornire i nomi degli addetti necessari per la compilazione della domanda. I tempi sono molto limitati. La stessa associazione può fornire, al di fuori del decreto flussi, dietro il riconoscimento delle spese logistiche e di segreteria, un numero consistente di immigrati già residenti in Italia. Vi prego quindi, per il momento,  semplicemente di inviarci una manifestazione di interesse per darci un’idea generica della dimensione delle necessità degli associati ance e della procedura da adottare”.

“Nel frattempo – conclude il presidente Ance –  stiamo litigando tramite prefetture la possibilità di una richiesta massiva e complessiva tramite Ance L’Aquila anziché per le singole imprese limitate a poco unità. A breve  vi metteremo a conoscenza degli sviluppi”.

 

 

 

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