ANCE L’AQUILA: LAURINI, “NON SIAMO DIVISI, SOLO DIVERSE VEDUTE, MA SERVE PIU’ COINVOLGIMENTO”

A SORPRESA IL CANDIDATO PRESIDENTE DEI COSTRUTTORI "APPOGGIATO DA CHI VUOLE IL RINNOVAMENTO", NEGA CHE L’ASSOCIAZIONE SIA UNA POLVERIERA:  "METTO A DISPOSIZIONE MIA ESPERIENZA", "NON ENTRO NEL MERITO DEL CASO DELLA SEDE SCUOLA PA". "CARENZA MANODOPERA UN PROBLEMA, INCREMENTARE FORMAZIONE E ACCRESCIMENTO COMPETENZE"

30 Novembre 2021 08:36

Regione - Abruzzo, Video

L’AQUILA  – “L’Ance non è un’associazione divisa. E’ un insieme di imprenditori, che vedono le cose in modi differenti, ed è un bene che sia così. Su invito di tanti imprenditori, più di quelli che si possa pensare, ho deciso di mettermi in gioco, dopo tanti anni di militanza all’interno dell’Ance, e 35 anni di esperienza lavorativa”.

Si presenta così, con una visione ottimistica della situazione, Francesco Laurini, ultimo candidato in ordine di tempo alla presidenza dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della Provincia dell’Aquila, nelle attese elezioni del 18 dicembre prossimo.

Nella intervista ad AbruzzoWeb, nel tentativo, forse, di placare animi surriscaldati da tempo in seno all’associazione alle prese con il passaggio storico più nero della sua storia, il 65enne ingegnere aquilano, amministratore della storica impresa Unirest, fornisce un quadro troppo distante dalla realtà visto che i costruttori aquilani stanno provando dallo scorso mese di luglio di eleggere un presidente al posto dell’uscente, Adolfo Cicchetti, 47 anni, che alcuni mesi prima della scadenza del suo mandato ha annunciato la rinuncia al secondo mandato per ragioni familiari e di lavoro. Pur essendo appoggiato da tanti colleghi che auspicano il rinnovamento attraverso una netta inversione di tendenza.

Laurini è entrato nell’agone ad alcune settimane di distanza dagli altri tre candidati, grazie allo strumento della presentazione a corredo della istanza del 20 per cento delle firme dei soci, un fatto questo (si parla in realtà del 30 per cento delle adesioni) che lo fa irrompere nella contesa con i favori del pronostico rispetto ai suoi competitor, di cui parla in termini positivi: Serena Pacione, 53enne aquilana, titolare della società di restauro ‘Servizi integrati’, da anni sul fronte della ricostruzione post sisma, prima donna in corsa per la presidenza l’Ance, da sempre guidata da uomini, il 52enne imprenditore di Sulmona Gianni Cirillo, presidente dell’Ente scuola edile – Cpt della provincia dell’Aquila e patron della Ise Impianti, da 20 anni in seno agli organi direttivi dell’Ance, e soprattutto il 72enne aquilano Gianni Frattale, per circa sei anni guida forte dell’associazione, dal 2011 al 2017, in piena ricostruzione post terremoto, attuale vice presidente della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia.

Il 65enne ingegnere è sostenuto da numerosi imprenditori, tra cui alcuni big del comparto, che mirano alla discontinuità con la gestione passata troppo centralistica e poco inclusiva, e, soprattutto, a cancellare questa lunga parentesi nera innescata dalla sospensione delle elezioni del 3 luglio a due giorni dal voto a causa dell’esposto ai probiviri nazionali dell’ex presidente, l’aquilano Ettore Barattelli, con il quale sono state gettate ombre sui requisiti di candidabilità di uno dei due aspiranti alla presidenza della prima fase, l’imprenditore aquilano Eliseo Iannini (62), opposto all’altro costrittore del capoluogo regionale Marino Serpetti (61), un punto mai chiarito ma che ha portato ad un passo indietro dei due per trovare una candidatura unitaria e di pacificazione, per rasserenare l’Ance, un progetto alla luce dei fatti fallito in un’Ance che assomiglia sempre più ad una polveriera.

Fa notizia quindi che il patron della Unirest, che è stato candidato alle ultime elezioni perdendo nettamente con Adolfo Cicchetti, neghi la forti tensioni interne e le continue “guerre” che si accendono da mesi e giornalmente in queste settimane di avvicinamento al voto.

Nella lunga intervista a questa testata, Laurini vuole parlare piuttosto di futuro e progetti: uno su tutti, accrescere la condivisione tra gli iscritti, “fare in modo che gli associati crescano oltre che numericamente, anche in termini di partecipazione, e di qualità della stessa”, e per far questo occorre rivedere e innovare le modalità di comunicazione, ricordando che lui stesso “io continuo a ricevere normalmente 100 telefonate al giorno, 70-80 mail e una lunga serie di messaggi whatsapp e sms. Eppure, “le riunioni streaming, diventate consuetudine durante il lockdown, sarebbe stato possibile implementarle anche prima dell’emergenza covid, avevamo già tutti i mezzi tecnologici per poterlo fare”.

Altro tema centrale per un uomo che vuole mettere sul piatto tutta la sua esperienza, è “la formazione delle maestranze” visto la scarsità di manodopera che rappresenta, assieme al caro materiali, uno dei problemi che si trovano oggi ad affrontare le imprese edili. Auspica poi una grande opera di valorizzazione attrattività del territorio aquilano, per rivalutare il patrimonio edilizio ricostruito nel post-sisma.

Ma l’imprenditore, in prima linea nella ricostruzione post-sisma con la sua azienda di 40 dipendenti diretti, non si pronuncia in merito all’ultimo episodio in ordine di tempo che scuote l’associazione, la sortita del suo avversario Cirillo che, assieme al cda dell’’Ese Cpt, ha proposto la sede della scuola edile di San Vittorino, come struttura idonea per ospitare la scuola nazionale formazione della Pubblica amministrazione, al posto dell’ex Reiss Romoli, che è di proprietà  di Aldo Del Beato e di Ettore Barattelli, sostenitori dello stesso Laurini. Questo qualche giorno dopo la visita del ministro per la PA Renato Brunetta all’Aquila che nel fare un sopralluogo nella ex Reiss Romoli ha dato più di un indizio sulla scelta della location.

C’è da ricordare che la famiglia Laurini porrebbe fare il pieno in seno all’Ance: sua figlia, Eleonora Laurini è stata nominata a giugno  presidente dell’Ance giovani della provincia dell’Aquila, raccogliendo il testimone da Giordano Equizi. (red.)

Francesco Laurini, cosa l’ha spinta a candidarsi alla presidenza dell’Ance provinciale dell’Aquila?

C’era una necessità di una presenza ulteriore nella competizione, e mi sono sentito nel dovere, dopo tanti anni di militanza all’interno dell’Ance, di riproporre una mia candidatura, alla luce anche dei  trentacinque anni di attività imprenditoriale.  Ho ancora voglia di mettermi in gioco, e c’è tanto lavoro da fare.

Che giudizio ha dei suoi tre competitor?

Sono persone di esperienza, chi più lunga, chi  più breve, ma in ogni caso  persone assolutamente valide, assolutamente all’altezza. Ognuno di noi può mettere sul piatto della bilancia proposte e esperienze differenti, ed è un bene che sia così. L’importante è avere un progetto univoco, quello di portare avanti le attività associative nella difesa dei costruttori.

Va detto che però l’Ance, ultimamente, non appare così coeso e “univoco” soprattutto a seguito della sospensione delle elezioni di luglio…

L’Ance non è un’associazione divisa. E’ un insieme di imprenditori che vedono le cose in modi differenti, ed è un bene che sia così, è un bene che ognuno abbia una sua idea, che ognuno abbia una sua visione. L’obiettivo però  deve restare uno solo: è quello di portare a casa dei risultati per le imprese, è di fare il bene proprio, non calpestando il bene degli altri, quindi migliorare la società nel suo complesso, ed anche la professionalità e la qualità della vita dei nostri dipendenti e delle loro famiglie.

 Lei è considerato il candidato di Ettore Barattelli, che è poi l’imprenditore che ha fatto ricorso ai probiviri, innescando il meccanismo che ha portato all’annullamento delle elezioni di luglio.

Gli imprenditori che mi sostengono sono molti, e molto diversi tra loro, molti di più di quelli che si potrebbe teoricamente immaginare. Mi sono candidato su richiesta di una serie di persone di indubbio valore ed esperienza nell’attività imprenditoriale. Nessuno di loro è più o meno importante.

Come giuridica la sortita di Cirillo che, assieme al cda dell’Ese Cpt, propone la sede della scuola edile di San Vittorino, come struttura idonea per ospitare la scuola nazionale formazione della Pubblica amministrazione, al posto dell’ex Reiss Romoli, che va ricordato per completezza di informazione è anche di proprietà di uno, anche se non l’unico, dei suoi sostenitori, Ettore Barattelli?

E’ una questione che io non conosco: non so cosa si è detto, quali sono le caratteristiche di questa o quella struttura. E certamente  non ho alcuna intenzione di prestarmi a nessun tipo di considerazione in materia.

Quali sono i problemi principali  che oggi si trovano, anche nella sua provincia, ad affrontare gli imprenditori edili? 

Il caro materiali, e poi la scarsità della manodopera, e quella della sua formazione. In questi giorni sono stato all’estero e ho constatato di persona il quantitativo dei lavoratori in edilizia altrove disponibile, era semplicemente impressionante. Hanno già compreso che bisogna elevare il livello qualitativo delle maestranze. La professione del muratore sarà sempre meno un lavoro sporco e faticoso, e sempre più sarà un lavoro che cresce in qualità, ma occorre dunque puntare presto e bene sulla la formazione, aggiornare le competenze.

Va detto però che a differenza degli anni passati, quando gli imprenditori lamentavano il blocco dei cantieri e del crollo del mercato immobiliare, oggi possono fare leva su un’immensa mole di denaro pubblico: quello del Pnrr,  dell’eco-sisma bonus, e qui in Abruzzo e nell’Aquilano, anche della ricostruzione post-sismica. Non si è esagerato ora sul versante opposto, visto che le imprese edilizie non sembrano avere una adeguata potenza di fuoco,  necessaria a tradurre in cantieri tutti questi finanziamenti?

Occorre un progetto olistico: quando viene messo ad esempio sul piatto della bilancia una iniziativa della portata del super bonus, non è poi possibile dettare dei tempi così stretti, o non risolvere i tanti problemi di interpretazione normativa, non semplificare le procedure.

Da presidente Ance quale sarà la sua priorità per la vita dell’associazione?

La condivisione: fare in modo che gli associati crescano, oltre che numericamente, anche in termini di partecipazione, e di qualità della stessa. A questo proposito ho idee da sviluppare sul versante decisivo della comunicazione: le riunioni streaming, diventate consuetudine durante il lockdown,  sarebbe stato possibile implementarle anche prima dell’emergenza covid, avevamo già tutti i mezzi tecnologici per poterlo fare. Io continuo a ricevere normalmente 100 telefonate al giorno, 70-80 mail e una lunga serie di messaggi whatsapp e sms. Ecco, ritengo che  questa valanga di informazioni può e deve essere evitata, snellita, con l’innovazione, modificando il modo di comunicare, all’interno dell’associazione. Con una maggiore interconnessione, possiamo trovare tra di noi, sul territorio, conoscenze tecniche, competenze, opportunità di collaborazione, che magari oggi andiamo a cercare altrove.

Sua figlia è presidente dell’Ance Giovani, cosa accadrà se lei sarà presidente dell’Ance senior?

Le associazioni e chi dovere, faranno le loro serene considerazioni in materia, e ci si atterrà a quanto deciso.

Ultima riflessione, doverosa, sullo stato dell’arte della ricostruzione.

Nel post-sisma ci siamo trovati di fronte ad una montagna di cose da fare con una organizzazione che non era ancora pronta. Oggi l’organizzazione da parte di molti imprenditori è rodata, però nel frattempo sono passati 12 anni. Occorre far sì che i meccanismi siano ancora più interconnessi, e ci sia una più ottimale divisione dei ruoli. Si è deciso di ricostruire tutto a tutti e dov’era e com’era. Ora bisogna  avere rispetto della montagna di soldi che sono stati investiti per la ricostruzione: non si può ricostruire spendendo 1000 e poi magari aver un valore o vendere di 500, questo è assolutamente inaccettabile. Si sono abbassati i valori immobiliari facendo danni a tutti i proprietari, dal piccolo box e pollaio al grande palazzo. Ognuno si ritrova con il 50% in meno del proprio patrimonio immobiliare. Occorre dunque una grande opera di rivalorizzazione,  aumentando l’attrattività dei nostri territori, e qui in gioco entra ovviamente ed inesorabilmente l’utilizzo dei fondi del Pnrr, il ruolo della politica. (Filippo Tronca)

 

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