ANCE L’AQUILA, TRE IN CORSA PER PRESIDENZA: PACIONE, CIRILLO E FRATTALE. GIOCHI ANCORA APERTI

COSTRUTTORI: PARTE LA SECONDA FASE DOPO LA SOSPENSIONE DELLE ELEZIONI LO SCORSO LUGLIO; FALLITO TENTATIVO CANDIDATO UNICO E ASSOCIAZIONE ANCORA PIU' SPACCATA; ALTRI BIG POTREBBERO SCENDERE IN CAMPO CON STRUMENTO DEL 20 PER CENTO DELLE FIRME

25 Ottobre 2021 22:44

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – I costruttori aquilani ci riprovano dopo il rinvio del voto, a due giorni dalla consultazione fissata per gli inizi del mese di luglio, a causa della sospensione decisa dal presidente uscente, Adolfo Cicchetti (47 anni), innescata dai dubbi espressi dai probiviri nazionali sulla eleggibilità dell’imprenditore aquilano Eliseo Iannini (62), che si contrapponeva al suo collega, sempre aquilano, Marino Serpetti (61), e che nel mese di settembre hanno fatto un passo indietro per il bene della categoria e per ritrovare un clima di serenità e una figura che unisse tutti.

In un’Ance sconquassata da dissidi e tensioni interne, rese ancora più evidenti dal rinvio delle elezioni che ha segnato la pagina più nera nella storia dell’ente che è da quattro mesi alle prese con la scelta del nuovo “capo”, sono tre gli imprenditori candidati ufficialmente alle elezioni per la presidenza dell’associazione della provincia dell’Aquila in programma il prossimo 18 dicembre: si tratta della aquilana Serena Pacione (53), titolare della società ‘Servizi integrati’, del sulmonese Giovanni Cirillo (52), della Ise Impianti, presidente dell’Ese Cpt L’Aquila, e dell’aquilano Gianni Frattale (72), patron della Edilfrair, ex presidente dei costruttori per due mandati, per circa 6 anni e fino al 2017, con una gestione energica nel pieno del post terremoto. Da sottolineare che Frattale, nei giorni scorsi, per avere campo libero alla candidatura, si era dimesso dalla presidenza della commissione di designazione, sostituito da Sergio Palombizio.

Ma nonostante in questo quadro, non concordato, quindi frutto di iniziative individuali, il favorito sia l’ex presidente che darebbe vita ad un Frattale ter, i giochi non sembrano ancora fatti: secondo quanto si è appreso, quello di sabato non sarebbe un passaggio decisivo, infatti ci sarebbero altri big intenzionati a scendere in campo approfittando della finestra, dal 24 ottobre al prossimo 21 novembre, termine entro il quale si possono presentare candidature corredate dal 20% delle firme dei costruttori in regola con il pagamento delle spettanze. Secondo quanto si è appreso, le aziende iscritte all’Ance sarebbero circa 200, ma solo 110 sarebbero quelle in regola con i pagamenti e quindi aventi diritto al voto.

Nelle passate settimane si è parlato di inviti fatti da numerosi imprenditori a Valter Franco Rosa, patron della omonima impresa, e delle candidature di Pierluigi Frezza, figlio di Armido, e Mauro D’Intino.

I tre aspiranti ufficiali hanno presentato l’ autocandidatura, sabato entro la scadenza fissata per le ore 23,59: in giornata, Pacione e Cirillo, in serata, a poche ore dalla deadline, Frattale, per il quale evidentemente la decisione è stata più laboriosa.

I termini erano scattati dal 10 ottobre scorso, (domenica!), elemento che rivela con chiarezza la confusione e il caos che regnano in seno ai costruttori.

Pacione, Frattale e Cirillo si giocheranno le poltrone di candidati lasciate libere nelle scorse settimane da Iannini e Serpetti: in una conferenza stampa, i due imprenditori e il presidente Cicchetti, avevano spiegato che il passo indietro era stato suggerito dalla grande tensione e contrapposizione e per lavorare ad un clima di serenità ed unità di intenti per arrivare ad una unica candidatura.

Ma così non è stato: gli equilibri e le distanze si sono acuiti pericolosamente con l’Ance che assomiglia ad una vera e propria polveriera. Ed in effetti i tre sono espressione dei blocchi che si contrapponevano già nella elezione rinviata: Pacione per la “corrente” Serpetti, imprenditore nel campo dell’edilizia, della ristorazione e della ricettività che in campagna elettorale con coraggio e sparigliando le carte, ha sostenuto una netta inversione di tendenza tesa alla costruzione di una associazione più trasparente, inclusiva e non d’élite, mentre Cirillo e Frattale si erano schierati convintamente con Iannini nel segno della continuità gestionale.

A presentare un esposto ai probiviri nazionali con cui ha denunciato la incandidabilità di Iannini per una vicenda giudiziaria legata all’attività di dirigente sportivo, l’ex presidente, Ettore Barattelli (56), ai ferri corti con lo stesso Iannini e Frattale.

Sulla vicenda che ha creato ulteriori divisioni e scontri e tre mesi di stop dei percorsi elettorali, non è stata mai fatta chiarezza fino in fondo: l’unica presa di posizione è stata quella del presidente Cicchetti il quale ha spiegato che il lavoro dei probiviri e del direttore, Lucio Cococcetta, è stato corretto, che i due erano candidabili e che il tutto era stato comunicato ai probiviri nazionali. Ricordiamo che anche nella seconda fase sono state confermate sia la commissione di designazione (il già citato Palombizio al posto di Frattale), poi Enzo Cicolani, titolare dell’impresa Edile, e Antonio Angelone, sia i probiviri con l’ex presidente regionale e provinciale dell’Aquila, Armido Frezza, per la territoriale dell’Aquila, Luciano Bartolucci per Avezzano e Angelo Palombizio che ha sostituito Tonio Di Giannantonio, per Sulmona.

Nei quattro mesi passati sono stati numerosi gli scontri anche nelle riunioni del consiglio direttivo, di presidenza e le relative territoriali, che hanno causato frizioni e polemiche interne ed anche esterne, considerando che l’Ance, nella percezione della opinione pubblica, pur essendo privato, è un ente vicino alla gente alla luce dei circa due miliardi di euro per la ricostruzione post terremoto arrivati nel cratere del sisma del 6 aprile 2009: a nulla sono valsi i richiami alla unità del presidente Cicchetti che lo scorso anno aveva deciso di non presentarsi per il secondo mandato per ragioni di famiglia e aziendali e che ora si ritrova a gestire un passaggio che mai nella storia l’associazione aveva vissuto. Tanto che al capezzale dell’Ance è accorsa anche la politica ma, alla luce del disastro attuale, con scarsi risultati.

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