ANCE L’AQUILA: UN ANNO FRATTALE E TRE LAURINI, PROVA INTESA DI CICCHETTI, FALLITO PRIMO ROUND

IN UNA ASSOCIAZIONE DIVENTATA UNA POLVERIERA VA IN SCENA IL TENTATIVO DEL PRESIDENTE DI METTERE D’ACCORDO I QUATTRO CANDIDATI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 18 DICEMBRE. IL PATRON DELLA EDILFRAIR APRE LA ROTAZIONE E QUELLO DELLA UNIREST CHIUDE IL MANDATO. PROPOSTA BOCCIATA DA QUEST’ULTIMO. IL PRESIDENTE USCENTE CI RIPROVERA’

3 Dicembre 2021 08:24

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – Un tentativo estremo, ma per ora andato a ramengo, per arrivare ad una candidatura unica alle elezioni del 18 dicembre per la presidenza dell’Associazione nazionale costruttori edili, (Ance) della provincia dell’Aquila, con il nobile intento di riportare la pace in una compagine sempre più conflittuale e lacerata, tra cordate e personalismi, a maggior ragione in tempi di campagna elettorale. Tutto questo anche a costo di una rotazione della presidenza nel mandato di quattro anni tra due dei quattro candidati.

Succede anche questo in una associazione che assomiglia sempre più ad una polveriera, per stessa ammissione di moltissimi costruttori: in un clima di caos e giornaliere liti per accaparrarsi i preziosi voti, è in atto un tentativo, estremo ma improbabile, per contrastare quella che è la pagina più nera nella storia dell’Ance. Il primo round non è andato bene con il risultato che la situazione è diventata, se possibile, ancora più incandescente.

A mettere in campo il piano il presidente uscente, il 47enne imprenditore aquilano Adolfo Cicchetti, uno degli ultimi ad arrendersi ad una realtà davvero dura da digerire alla luce delle grandi di responsabilità in capo ai costruttori, e che nei giorni scorsi ha riunito intorno ad un tavolo i quattro candidati in campo alle elezioni del 18 dicembre: obiettivo trovare un accordo con una staffetta alla presidenza e con ruoli per gli “esclusi”, per dar seguito a quanto aveva pubblicamente dichiarato di voler fare a seguito del clamoroso sospensione, a due giorni dal voto, delle elezioni indette per il 3 luglio scorso, e il successivo passo indietro, motivato proprio dalla volontà di favorire una soluzione unitaria, degli oramai ex candidati, l’imprenditore aquilano Eliseo Iannini (62), e il collega, sempre aquilano, Marino Serpetti (61),

Cicchetti ha dunque proposto ai due attuali candidati dati come favoriti, Francesco Laurini, 65enne ingegnere aquilano, amministratore della Unirest e il 72enne aquilano Gianni Frattale, per circa sei anni guida forte dell’associazione, dal 2011 al 2017 e attuale vice presidente della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, la seguente ipotesi: un anno di presidenza per Frattale, e tre per Laurini.

Garantendo al contempo ruoli di vertice e responsabilità negli organi direttivi e ampia condivisione delle loro istanze programmatiche, agli altri due candidati: il 52enne imprenditore di Sulmona Gianni Cirillo, presidente dell’Ente scuola edile – Cpt della provincia dell’Aquila e patron della Ise Impianti, da 20 anni in seno agli organi direttivi e Serena Pacione, 53enne aquilana, titolare della società di restauro ‘Servizi integrati’, da anni sul fronte della ricostruzione post sisma, prima donna in corsa per la presidenza l’Ance.

La proposta però è stata rispedita al mittente, e a dire no è stato in particolare Laurini, che evidentemente sente la vittoria in tasca,  pur essendo entrato nell’agone per ultimo, grazie allo strumento della presentazione a corredo della istanza del 20 per cento delle firme dei soci, anche se si parla in realtà del 30 per cento delle adesioni, tra cui molti big. Firme che, c’è da ricordare, devono essere riconfermate con il voto il 18 dicembre, quando si riparte quindi da zero. I suoi tre competitor sarebbero stati d’accordo.

Ci saranno però altri tentativi, mentre intanto la campagna elettorale si accende ancora di più. Come infatti rivelano fonti interne all’associazione, sarebbero in corso azioni di avvicinamento e “moral suasion” su numerosi imprenditori che hanno firmato per la candidatura di Laurini, ma nulla impedisce loro di votare altri candidati.

Sullo sfondo uno scenario ancora segnato da rancori e veleni, provocati proprio dalla sospensione delle elezioni del 3 luglio a due giorni dal voto, a causa dell’esposto ai probiviri nazionali dell’ex presidente, l’aquilano Ettore Barattelli, ora sostenitore di Laurini, con il quale sono state gettate ombre sui requisiti di candidabilità di Iannini, un punto mai chiarito ma che ha portato ad un passo indietro dello stesso Iannini e di Serpetti.

Pochi giorni fa ad accendere la nuova competizione Cirillo che, assieme al cda dell’’Ese Cpt, ha proposto la sede della scuola edile di San Vittorino, come struttura idonea per ospitare la scuola nazionale formazione della Pubblica amministrazione, al posto dell’ex Reiss Romoli, che è di proprietà  di Aldo Del Beato e di Barattelli, Questo qualche giorno dopo la visita del ministro per la PA Renato Brunetta all’Aquila che nel fare un sopralluogo nella ex Reiss Romoli ha dato più di un indizio sulla scelta della location. presa di posizione che ovviamente è stata letta come un attacco a Barattelli, sponsor di Laurini, al quale non viene perdonato la iniziativa dell’esposto, e c’è chi sostiene che sia stata “benedetta” anche da Iannini, molto vicino a Cirillo, e suona come una vendetta contro Barattelli reo di aver mandato all’aria le elezioni di luglio.

Si era detto che la mossa di Cirillo, siano stati tenuti all’oscuro i vertici dell’Ance e lo stesso Cicchetti, nonostante l’Ese Cpt sia una costola operativa dell’associazione: ma sempre stando ai spifferi che escono dalla sede di viale Alcide de Gasperi dell’Aquila, gli organi direttivi sarebbero stati informati e questo significherebbe che il malcontento contro Barattelli sarebbe abbastanza diffuso.  (red.)

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