ANCI ABRUZZO: D’ALBERTO, ”RICOSTRUZIONE RIGUARDA TUTTA LA REGIONE”

19 Ottobre 2019 17:52

TERAMO – “E' una opportunità e un onore, affronto questo incarico convinto seppur cosciente del ruolo impegnativo e importante che vado a ricoprire”.

Lo dice all'Ansa il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, nuovo presidente regionale Anci. Un inizio pieno di entusiasmo perché “sono consapevole anche della responsabilità di rappresentare tutti i sindaci d'Abruzzo, visto anche l'elemento unitario della mia elezione – prosegue il sindaco di Teramo – non so però dire se questa elezioni avvenuta con modalità brevi possa essere interpretata come un premio al mio ruolo di sindaco di Teramo: penso però che fin qui ho cercato di avere sempre avuto un profilo più istituzionale che politico e l'Anci appunto rappresenta le istituzioni”.

Finito l'orgoglio ecco però “le note dolenti”. “Non c'è dubbio però che attualmente il ruolo del sindaco è innanzitutto il più difficile tra quelli istituzionali perchè ti porta ad avere contatto con la gente, è in sostanza l'ultimo vero ruolo rappresentativo che la gente riconosce – prosegue D'Alberto – Con le criticità che tutti evidenziano, ossia che è l'ultimo baluardo di un sistema nel quale non si sa cosa fare. Per esempio la riforma del Titolo V che un po' ci ha tradito; è un sistema nel quale 'chi fa cosa?'”.






“Ecco perchè con l'Anci dobbiamo riprenderci spazio nei momenti decisionali”.

Le esigenze primarie in Abruzzo, per D'Alberto, sono “Agir e Ersi. Ossia rifiuti e acqua – dice il nuovo presidente Anci – tutte cose non attuate o non avviate. Il Cal che non ha mai funzionato. Poi autostrada e GranSasso. E grave è anche la situazione del personale: con Quota 100 i comuni si sono svuotati, specie quelli del cratere. Insomma, sento che anche nelle Marche ci sono luoghi nei quali si fa fatica a trovare chi è disposto a fare il sindaco: è un sistema che non incide più”.

Ma D'Alberto ha anche un altro appello da fare, in senso macro unitario: “Sì perchè in merito alla Ricostruzione dai sismi va detto che riguarda tutto l'Abruzzo, non solo una parte: l'intera regione è coinvolta. Non pensiamo a pezzi territoriali distinti, non facciamo l'errore di pensare che non si ripercuota sull'intero territorio. Così come le aree interne, che rappresentano l'82% dei comuni sotto ai 5 mila abitanti, sono il vero tessuto istituzionale centrale d'Abruzzo, non sono solo aree disagiate”, chiude il nuovo presidente Anci Abruzzo.

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