ANNO GIUDIZIARIO: “PER LA PRIMA VOLTA TRATTAMENTO SANITARIO ADULTI, MA NO A ‘PENSIERO MAGICO'”

22 Gennaio 2022 12:01

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – “Anche quest’anno la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario si svolge, in piena sicurezza, in un contesto di emergenza sanitaria, prorogata ancora una volta nello scorso dicembre, in ragione delle preoccupazioni seguite alla maggiore contagiosità della variante Omicron; siamo ormai alla ‘quarta ondata’, in una sequenza della quale non si vede la fine, tanto da
convincere il legislatore della necessità di imporre, per la prima volta nella storia, un trattamento sanitario obbligatorio per gli adulti, che si auspica duri il tempo strettamente necessario per mettere la collettività al riparo da danni maggiori”.

Sono le parole del Presidente della Corte di Appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera nella Relazione sull’amministrazione della giustizia in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

“La pandemia condiziona la nostra vita quotidiana, i nostri progetti, i nostri movimenti ormai da tempo, molto più di quel che potevamo immaginare quando esplose; il virus muta e ci sorprende,
costringendoci ad una emergenza tanto protratta da diventare una nuova normalità, con l’attenzione spasmodicamente puntata sui numeri -contagi, ricoveri, decessi- e sulle varie disposizioni che si rincorrono, indirizzate dalle mutevoli circostanze e dalle conoscenze che man mano si ampliano e cambiano l’orizzonte di riferimento”.

“Mai come in questa drammatica occasione la scienza ha mostrato di essere l’unico strumento di cui l’uomo moderno dispone per combattere questa battaglia di vita, baluardo di razionalità che ha
messo a nostra disposizione in un tempo brevissimo vaccini e cure che stanno salvando insieme alla salute, il nostro stile di vita, l’economia, il lavoro. Eppure emergono ogni tanto in superficie le tracce di quel che il virus sta lasciando sedimentare sul terreno, una sorta di irrazionale ‘pensiero magico’, che si esprime anche in forme organizzate di protesta, sia pure minoritarie”.

“Ce lo ha confermato il Censis nel rapporto annuale uscito alla fine dello scorso anno, sorprendendoci con la notizia che per alcuni milioni di italiani (che pure sono vaccinati in percentuali molto alte) il Covid non esiste, il vaccino è inutile, le misure che adottiamo per fronteggiare la pandemia sono l’occasione per confiscare ai cittadini le loro libertà, per manipolarli e condizionarne le scelte, in una sorta di “dittatura sanitaria” voluta dai soliti ‘poteri forti'”.

“La logica sembra quella del complotto, che ha dimenticato il tempo iniziale del ‘ne usciremo migliori’, i canti e gli striscioni colorati sui balconi, l’adesione diffusa alle dure misure necessarie, la solidarietà nei confronti delle famiglie colpite e del personale sanitario, in una sfiducia nei confronti delle classi dirigenti che preoccupa. Eppure, ferma la convinzione che solo le conoscenze e le competenze consentano di governare realtà complesse come quella attuale, bisogna riuscire ad andare avanti nel percorso intrapreso, conciliando il diritto di tutti alla salute con quello al dissenso,
muovendoci -come acrobati- su una corda tesa in precario equilibrio tra eccezione emergenziale e normalità, tra nuove decisioni, nuove regole e rispetto per chi le deve osservare senza condividerle”.

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