APPALTI ASL PESCARA: MATTUCCI VUOTA IL SACCO, TREMANO I PALAZZI DELLA POLITICA

22 Aprile 2021 10:37

Pescara: Abruzzo

PESCARA – Un interrogatorio di tre ore mezza, che ora fa tremare i palazzi della politica, con esponenti di spicco che, questa l’ipotesi dei magistrati, potrebbero essere i destinatari finali di un giro di mazzette, nell’ambito  degli appalti truccati della Asl di Pescara. I primi nomi confessati,  l’episodio scottante di una busta piena di soldi portata in un ministero a Roma.

Ha vuotato il sacco, Domenico Mattucci, ex presidente della cooperativa “La Rondine”, arrestato lo scorso 7 aprile nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Pescara su un presunto appalto pilotato riguardante l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, del valore complessivo di oltre 11 milioni di euro.

A riferirlo i quotidiani Il Centro e Il Messaggero.

L’inchiesta è stata segnata dal suicidio in carcere del principale imputato, Sabatino Trotta,  55 anni, dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, che si è tolto la vita nel carcere di Vasto (Chieti), candidato non eletto di Fratelli d’Italia alle elezioni del febbraio 2019 e con grandi ambizioni politiche. E che per l’accusa avrebbe ottenuto denaro e costosi regali in cambio del suo interessamento per far vincere appalti alla cooperativa, truccando le gare.

Mattucci, che subito dopo l’arresto non aveva risposto al gip Nicola Colantonio in sede di interrogatorio di garanzia, è arrivato ieri in Procura nel pomeriggio. Assistito dal suo avvocato, Giuliano Milia, l’ex presidente della cooperativa ha risposto a tutte le domande dei pm Luca Sciarretta e Anna Benigni, titolari dell’inchiesta.

Come riferito dal quotidiano Il Centro, ci sarebbero state conferme sulla pista politica ora seguita da magistrati, già accennata nella richiesta di carcerazione firmata dal gip Nicola Colantonio, per Mattucci, la coordinatrice della cooperativa Luigia Dolce, ora ai domiciliari dopo un lungo interrogatorio.

Da quanto trapela Mattucci avrebbe confermato che Trotta che coltivava l’ambizione di ricandidarsi con Fratelli d’Italia, chiedeva soldi per la politica regionale e nazionale. L’arrestato avrebbe fatto anche dei nomi, rivelati da Trotta.

Al centro dell’interrogatorio l’episodio già rivelato da Dolce nel suo interrogatorio della busta piena di soldi, consegnata da Mattucci, e portata a Roma, in un ministero da parte di Trotta e da Dolce. Il sospetto che si rafforza è dunque che ci siano destinatari di mazzette anche dentro i palazzi della politica.

Del resto Trotta stava lavorando ad una sua ricandidatura, con Fratelli d’Italia, dopo i quasi 2mila voti presi nel 2019, e anche per questo confidava nell’appoggio di Mattucci, che con le sue società ha 700 dipendenti, e a cui il dirigente aveva garantito il suo appoggio per fargli vincere anche altri appalti, a favore della società Airri, della casa di riposo la San Giorgio, e nel business della Telemedicina.

Confermate anche le cifre di ogni singola dazione: dai 50mila euro in contanti versati in più tranche da Mattucci a Trotta, al rolex che è però misteriosamente scomparso.

Saranno interrogati nelle prossime ore gli altri tre indagati: il direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, e i due componenti della commissione di gara, Antonio D’Incecco Anna Rita Simoni.

Marco Marsilio, presidente della Regione ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, è stato già sentito dai magistrati in qualità di testimone e il cui verbale è stato secretato. I magistrati ascolteranno nei prossimi il portavoce Etelwardo Sigismondi, segretario regionale Fdi, e lo stretto collaboratore di Marsilio Terenzio Rucci, più volte interlocutore di Trotta, come è emerso dall’inchiesta, e che ha accompagnato Marsilio davanti ai magistrati.

Determinante anche la perizia sul cellulare di Trotta, che potrebbe fornire altri elementi utili all’inchiesta.

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