APPALTI ASL PESCARA: TROTTA, LE CENE CON CIAMPONI E IL POSTO DA DIRETTORE SANITARIO

7 Giugno 2021 18:28

Pescara: Cronaca

PESCARA – “Poco prima della firma del contratto c’era stato un problema legato al fatto che la Di Ilio e Maria Luigia Di Blasio, che erano rispettivamente la presidente della Rondine, poi ovviamente dimessa, e il direttore del Consorzio Sgs, erano state implicate in una turbativa d’asta, che però fino a quel momento era rimasta tutta sospesa e invece intervenne il rinvio a giudizio che andava dichiarato. Noi quella cosa l’abbiamo saputa il 2 febbraio”.

Lo riferisce Luigia Dolce, ex coordinatrice della Coop, che ai magistrati spiega come prima della firma del contratto che assegnava alla Coop “La Rondine” di Domenico Mattucci, la gara da 11 milioni di euro per le residenze psichiatriche non ospedalizzate, finita poi sotto inchiesta perché truccata, si era verificato un piccolo giallo che aveva creato subbuglio fra i protagonisti della vicenda: e cioè tra il direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, il dirigente Sabatino Trotta, morto suicida nel carcere di Vasto, e il presidente della Coop Mattucci.

Era un problema grosso perché Ciamponi non avrebbe più potuto firmare l’aggiudicazione della gara, si legge sul Centro: “Nel bando – le parole di Dolce – si diceva che se ci fosse stato soltanto un rinvio a giudizio, poteva intervenire la revoca del contratto. Questa cosa allarmò molto Trotta e Mattucci il quale fece una serie di telefonate con l’ufficio legale e da lì partì la richiesta di farsi fare dei pareri pro veritate. Trotta se ne fece fare uno da uno studio di Roma per 24 mila euro, soldi che gli avrebbe restituito Mattucci. Anche Ciamponi, ne avrebbe fatto fare uno da 15 mila euro ad un esperto di Milano, ma Trotta mi disse di non averlo mai visto”.

Poi evidentemente tutto si aggiustò e la gara venne assegnata, si legge ancora sul Centro. I magistrati chiedono a Dolce anche di Terenzio Rucci ed Etel Sigismondi, due personaggi di Fratelli d’Italia molto vicini al presidente Marco Marsilio, ma la donna non sa dire molto se non che con Trotta si conoscevano bene e andavano spesso a cena fuori e a giocare a tennis. Più precisa, invece, è in riferimento alla scalata di Trotta ai vertici Asl.

“A lui era stata proposta la nomina a direttore sanitario, ma era poco convinto perché economicamente non gli conveniva. Mi disse che quell’avviso era stato fatto su misura per lui e mi diceva ‘Ciamponi vuole me come direttore sanitario’. Era quel periodo in cui Trotta lo invitava spesso a cena. Anche se l’ambizione di Trotta non era quella di fare il direttore sanitario, ma era quella di fare il direttore generale, un domani ovviamente”.

Al primo posto per Trotta c’era quella ambizione politica per la quale stava intrecciando rapporti sempre più stretti con i vertici romani di Fratelli d’Italia: “Il suo ritorno di voti se lo conteggiava proprio. Le famiglie dei pazienti, i dipendenti, ma anche per esempio rispetto alla gara vinta, lui ad un certo punto mi disse: ‘Dobbiamo aprire un Appartamento Supportato’, che non è proprio il Gruppo Appartamento, ma è una convivenza semplice tra pazienti che era stata messa come miglioria da noi. ‘La dobbiamo aprire a Tocco’, disse: uno perché era il suo territorio e lì aveva proprio presa sul territorio quindi accontentando ulteriori famiglie e forse qualche politico locale, sicuramente avrebbe ampliato ulteriormente il suo bacino di voti e poi perché, lo dico perché lo disse, che Ciamponi credo che fosse anche lui di quella zona”, conclude Dolce davanti ai magistrati

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