ARRESTI CELANO: “FAVORI SESSUALI” E GARE PILOTATE, LE ACCUSE ALL'”IMPERATORE” FILIPPO PICCONE

INCHIESTA "ACQUA FRESCA": VICESINDACO ED EX PARLAMENTARE FI RINCHIUSO NEL CARCERE DI VASTO, SINDACO DI FRATELLI D'ITALIA AI DOMICILIARI, BUFERA SUL COMUNE MARSICANO OGGI COMMISSARIATO; GIP PROIA, "POTERE CLIENTELARE, DISPREZZO DELLE REGOLE".

23 Febbraio 2021 13:00

L’AQUILA  – Definito dagli stessi dirigenti “padrone” e “imperatore”, dominus incontrastato del “sistema illecito” al Comune di Celano, depositario di “un potere gestito secondo logiche clientelari, favorendo persone a lui conosciute o comunque vicine all’amministrazione comunale, sempre in dispregio dei criteri di imparzialità e buon andamento e quali si deve sempre ispirare la pubblica amministrazione”. Arrivando addirittura a chiedere  favori sessuali ad una dipendente di una cooperativa che svolge servizi per il Comune “in cambio di un aumento delle ore lavorative” e la promessa una assunzione presso l’amministrazione a tempo indeterminato. Una scarsa stima del sindaco Settimio Santilli, considerata una sua “creatura”, ma definito “il capo degli asini”.

E’ quanto si legge nella ordinanza di applicazione di misura cautelare firmata dal gip Maria Proia del tribunale di Avezzano, a proposito di Filippo Piccone, 59 anni, ex senatore e deputato di Forza Italia e Pdl, ex coordinatore regionale del Pdl, già sindaco e attuale vice. Finito ieri in carcere a Vasto. Il suo avvocato Antonio Milo, del foro di Avezzano, alla luce dei gravi problemi di salute, in particolare cardiaci, ha chiesto però la misura dei domiciliari.

Questo nell’ambito della clamorosa inchiesta “Acqua fresca” della Procura di Avezzano, che ieri mattina ha smantellato un presunto sistema corruttivo e clientelare finalizzato ad attribuire appalti e incarichi ad imprenditori e liberi professionisti amici, orchestrato dai vertici politici e dirigenziali del comune di Celano, in particolare sarebbero emerse una trentina di procedure pilotate per un ammontare di 13 milioni di euro di fondi pubblici, tra cui anche concorsi pubblici per assunzioni di impiegati e dirigenti comunali.

Gli indagati nella inchiesta per quale è stato impiegato un centinaio di carabinieri agli ordini del comandante provinciale dell’Aquila, colonnello Nazareno Santantonio, sono complessivamente 56, di cui 25 custodia cautelare. Le indagini sono state condotte dal maggiore Edoardo Commandè a capo del nucleo investigativo dei carabinieri dell’Aquila.

A far scattare le indagini le denunce di Calvino Cotturone, segretario del Pd di Celano e consigliere comunale.

A finire in carcere è stato Piccone, mentre il sindaco, Settimio Santilli, di Fratelli d’Italia, è finito agli arresti domiciliari.

ll Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, a   ha sospeso i due amministratori dalle cariche ricoperte e ha nominato  commissario prefettizio Giuseppe Canale, viceprefetto in quiescenza, per svolgere le funzioni del sindaco e della giunta del Comune di Celano, limitatamente al periodo di perduranza della sospensione degli amministratori oggetto delle misure cautelari.

Ai domiciliari oltre al sindaco, il segretario comunale di Celano, Giampiero Attili ed i dirigenti Daniela Di Censo, Luigi Aratari e Valter Specchio, quest’ultimo già coinvolto una inchiesta su irregolarità negli appalti per le scuole, ai tempi in cui era direttore generale della Provincia dell’Aquila.

Agli arresti domiciliari anche i due imprenditori Goffredo Mascitti e Livio Paris.

Barbara Marianetti, assessore allo sport del comune marsicano, ed Ezio Ciciotti, vice sindaco nella precedente amministrazione, hanno invece l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria dal lunedì al venerdì alle ore 16.

Altri 15 i provvedimenti cautelari emessi, con divieti a esercitare l’attività professionale (da sei a 12 mesi), sono stati emessi nei confronti dell’architetto Lucio Zazzara, attuale presidente del Parco nazionale della Majella, 71 anni di Pescara, di Franco Felli, 39 anni, di Celano, dell’architetto Luca Piccirillo, 49 anni, di Avezzano, del costruttore John Carmine Lastella, 55 anni, di Celano e residente a Silvi Marina, di Claudia Stornelli, 36 anni, di Celano, Roberto Tonelli, 54 anni, di Avezzano, Giovanni Maceroni, 30 anni, di Pescina, Valeria Pacchiarotta, 36 anni, di Celano, Andrea Pandolfi, 33 anni, di Celano, Francesco Stornelli, 42 anni, di Celano, Fabrizio Confortini, 42 anni, di Pescara, Eugenio Russo, 37 anni, di Roma, Leonardo Gatti, 48 anni, di Viterbo, Vincenzo Santilli, 36 anni, di San Benedetto dei Marsi, Sergio Rossi, 68enne di Paganica.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio e Pasquale Milo, Roberto Verdecchia, Gianluca Presutti, Franco Colucci, Vittoriano Frigioni, Leonardo Casciere, Stefano Rossi, Domenicantonio Angeloni

I reati contestati a vario titolo sono “induzione indebita a dare o promettere utilità”, “istigazione alla corruzione”, “tentato peculato”, “turbata libertà degli incanti”, “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio”.

In particolare gli amministratori e i dirigenti comunali avrebbero turbato numerose procedure di gara, pilotando l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi o frazionando gli appalti in modo da procedere con affidamenti diretti sotto soglia, a favore di persone conosciute, per lo più imprenditori e liberi professionisti locali, “spesso ricorrendo alla falsificazione di atti pubblici”.

Nelle carte dell’inchiesta spunta anche a carico di Piccone, la presunta richiesta di favori sessuali.

Si legge fatti nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare: “Piccone quale consigliere presso il Comune di Celano con abuso delle sue qualità di pubblico ufficiale e dei corretti poteri”, ha prospettato a una dipendente 31enne di una cooperativa operante per il Comune, “l’aumento non dovuto da 15 a 30 delle ore settimanali di lavoro, inducendola a prestazioni sessuali in suo favore”. Impegnandosi poi anche a “farle vincere un concorso pubblico per assunzione di personale presso il comune di Celano”.

Nell’ordinanza vengono anche documentate nel dettaglio gli  “approcci” e “avance” molto esplicite di Piccone nei confronti della donna.

Gli incontri sono stati ripresi dalle telecamere e dalle microspie piazzate dai militari  del nucleo investigativo dei carabinieri nell’ufficio dell’ex senatore. In una occasione, si legge nell’ordinanza, “i due si baciavano in bocca mentre Piccone ne rimaneva eccitato”. A seguire particolari ancora più scabrosi ed espliciti.

L’ex senatore, secondo le accuse,  avrebbe poi continuato con successive richieste alla donna perché lei acconsentisse ad avere un rapporto sessuale con lui.

La donna rispondeva però che “Non ho tempo devo studiare, la tesi”. E Piccone replica: “Tu devi solo… Se hai voglia di farlo, trovi il tempo per farlo punto se non hai voglia di farlo, lo farai quando avrai voglia. Non mi dire che il tempo perché… prima o poi lo farai”. E ancora: “Un po’ più egoista, e sii un po’… devi essere un po’ più… leggera… che non vuoi dire essere superficiale, devi essere un po’ più leggera”.

Assicurando che “mò adesso che tiro fuori quattro concorsi a tempo determinato e quattro a tempo indeterminato. Tu ne devi partecipare a due: uno a tempo determinato e uno a tempo indeterminato… Li tiro fuori adesso, entro aprile… capito? Mo’ questa cosa te la sistemo io non te preccupa’… quello che vuoi… (incomprensibile)”.

Commenta il gip: “Si ritiene di poter desumere ragionevolmente da tali conversazioni che   Piccone si fosse impegnato a pilotare fraudolentemente il concorso pubblico in favore della ragazza,  invitandola, però, in cambio di tale interessamento a trascorrere del tempo con lui”.

Anche la 31enne è indagata, ed è difesa dall’avvocato Roberto Verdecchia,  sarà ascoltata dalla polizia giudiziaria per spiegare se ha avuto con Piccone una relazione o se lo avrebbe fatto per  bisogno e per avere un lavoro.

In questo “sistema illecito” si legge nelle carte del gip riveste un ruolo di vero e proprio dominus  Piccone, forte anche dei precedenti incarichi politici ricoperti.

Un potere tuttavia “gestito secondo logiche clientelari favorendo persona lui conosciute o comunque vicino all’amministrazione comunale sempre in dispregio dei criteri di imparzialità e buon andamento e quali si deve sempre ispirare la pubblica amministrazione”.

Una posizione si legge nelle carte dell’inchiesta “acquisita e consolidata negli anni” e “apertamente riconosciuta da dal segretario comunale Giampiero Attili” che “lo aveva addirittura definito il ‘padrone di Celano’ e ‘l’imperatore’”. E lo  stesso Piccone “si era dichiarato esplicitamente più importante del sindaco”.  Di cui si scopre ha anche scarsa stima. In un’intercettazione  Piccone infatti “definisce il primo cittadino un ‘capo degli asini’ ammettendo di essere stato lui ad aver agevolato l’assunzione di tale carica: ‘l’ho fatto sindaco e probabilmente lo rifaccio pure per quanto gli voglio bene, però è cap’iciucc, ci sta poco da fare. In sede di raffinazione ancora non c’è passato, lui è sempre allo stato grezzo’”.

In una conversazione  captata dai carabinieri Piccone poi dice: “Perché questa amministrazione l’ho fatta io, perché tu (rivolto ad Attili ndr) stai in questa amministrazione perché ti ho voluto io  perché Luigi (Aratari) sta in questa amministrazione perché l’ho voluto io, perché Valter (Specchio) sta in questa amministrazione perché l’ho voluto io… Nazzareno c’era già, non l’ho voluto certo io, ma abbiamo, penso, condiviso molto di più (incomprensibile)”

Si legge ancora: “Piccone era solito ricevere nel suo ufficio amministratori tecnici e imprenditori i quali successivamente provvedevano a tradurre in atti amministrativi le sue decisioni anche in accordo con i professionisti imprenditori illecitamente incaricati dati una parvenza di legalità le varie procedure”.

Prosegue l’ordinanza: “Il sistema corruttivo fondato su amicizie conoscenze interferenze degli amministratori con alcuni imprenditori o cittadini si articolava non solo nei reati di turbativa d’asta contestati o meglio descritti nei singoli capi di imputazione ma anche numerosi reati di falso ideologico in atto pubblico descritti nella metà dei reati contestati i quali fanno ritenere fondata se la reiterazione dei reati che il pericolo inquinamento probatorio”.

L’indagine, diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli e Lara Seccacini e coordinata dal Procuratore di Avezzano Andrea Padalino Morichini, prende le mosse da apprezzamenti informativi sviluppati a partire dal gennaio 2018 dai militari del Nucleo Investigativo di L’Aquila, che attribuivano agli esponenti dell’amministrazione comunale di Celano diverse condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica.

Il totale dei fondi pubblici destinati alle procedure turbate ammonta a circa 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500.000 euro per gli affidamenti dei servizi. Le procedure turbate sono state circa 30.

Le principali procedure cui si riferiscono i capi di imputazione sono le seguenti: affidamento della progettazione esecutiva, della direzione dei lavori, del coordinamento per la sicurezza e di incarico di supporto al RUP in riferimento alla sostituzione edilizia della scuola media Beato Tommaso da Celano, mediante delocalizzazione in Via della Torre; lavori di realizzazione di un parco giochi in località Crocifisso; gara per il servizio di custodia, manutenzione e assistenza all’uso dei campi sportivi Fabio Piccone, Riccardo Paris, e Francesco Baruffa e campo in terra battuta in località Borgo Strada 14, per il triennio 2018/2020;  direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonché l’affidamento dell’esecuzione dei lavori di riqualificazione urbana, sociale, e culturale delle aree degradate dei rioni Muricelle, Stazione, Tribuna, e Vaschette, suddiviso in tre lotti;  affidamento della progettazione di una scuola, di un parco e di un parcheggio da realizzare nelle zone cosiddette “Aia”, “Don Minozzi” e “Dietro Castello”; realizzazione e organizzazione del premio letterario “Vittoriano Esposito”; concorsi pubblici per l’assunzione di impiegati e dirigenti comunali.

 

 

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