INFLITTE PENE PIU' DURE AI DUE EX AMMINISTRATORI CHE HANNO GUIDATO LA SOCIETA' DI SERVIZI DI CONFARTIGIANATO RISPETTO A QUANTO CHIESTO DAL PM

ARTIGIANSERVICE L’AQUILA: BANCAROTTA FRAUDOLENTA, CONDANNATI LOMBARDO E FULVI

17 Ottobre 2019 08:10

L'AQUILA – Il Tribunale dell’Aquila ha condannato due ex amministratori che hanno guidato la Artigianservice, società di servizi di Confartigianato L’Aquila, che è stata dichiarata fallita per circa 60mila euro.

Si tratta dello storico segretario dell’associazione di categoria, Luigi Lombardo, al quale è stata inflitta la pena di 3 anni e mezzo di reclusione e di Pio Fulvi, condannato a tre anni e tre mesi. Il verdetto di primo grado viene considerato molto severo rispetto al buco di poche decine di migliaia di euro.

Il Tribunale ha comminato pene più dure rispetto alla richiesta del pubblico ministero, Roberta D’Avolio, che nella requisitoria aveva invocato una condanna, per entrambi, di i 2 anni e 4 mesi.

Le accuse sono relative alla bancarotta fraudolenta e cioè “l’aver sottratto ai creditori la massa fallimentare loro destinata e aver reso impossibile la ricostruzione contabile del patrimonio con presunte manipolazioni o sparizioni di carte”.






La gestione Lombardo è stata al centro di polemiche ed attacchi, soprattutto da parte dei vertici che sono subentrati. I difensori hanno annunciato ricorso in appello per cercare di chiarire conti e responsabilità.

Alla condanna si sarebbe arrivati tra le altre cose sulla base dei riscontri fatti dal curatore fallimentare. Per una serie di problematiche, la difesa non ha potuto presentare controperizie per controbilanciare i rilievi dell’accusa: secondo quanto si è appreso, dalla documentazione mancherebbe un inventario che, stando ai difensori, avrebbe chiarito vari elementi di accusa.

Lombardo è stato difeso dall’avvocato di ufficio, Fulvi da quello di fiducia Davide Calderoni.

“Sono stato nominato legale di fiducia da Lombardo, ma non mi è stato notificato mai nulla, non sono stato avvisato dell'udienza preliminare e del processo – ha spiegato ad Abruzzoweb l’avvocato Vincenzo Calderoni, legale dell’ex segretario della Confartigianato -. Quando si degneranno di coinvolgermi mi muoverò di conseguenza. Non posso dire altro perché non conosco questo processo, non avendo partecipato alle udienze – ha continuato il legale il quale ha sottolineato che “la mia nomina è stata depositata al momento della notifica del 415bis, parliamo quindi di una ipotesi di reato, da allora non ho saputo più nulla”. 

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