ASILO L’AQUILA: MADRE 38ENNE, “MARCIA TOLTA PER ERRORE”. PROSEGUONO INDAGINI SU PIANI DI SICUREZZA

21 Maggio 2022 10:52

L'Aquila - Abruzzo, Cronaca

L’AQUILA – “È stato un errore umano…una marcia tolta inavvertitamente”.

In lacrime, disperata, in una atmosfera drammatica, così la 38enne ha raccontato al pm Stefano Gallo cosa è accaduto davanti all’asilo Primo Maggio, ieri pomeriggio nell’interrogatorio durato circa un’ora e mezza.

La Procura parallelamente lavora anche a fare luce sui piani di sicurezza adottati all’interno della scuola, in riferimento all’accesso delle automobili  e alle aree di osta, e sulla adeguatezza della recinzione.

La donna, conducente della Passat sfrenata dal parcheggio sovrastante che ha travolto i bimbi, ha ricostruito quegli attimi terribili e ha spiegato che oltre ad aver tentato di frenare a mani nude l’auto, è riuscita a mettersi di lato all’ultimo secondo anche lei per non essere investita, ricorda nettamente il grido del figlio che era dentro l’auto: “Mamma!”, avrebbe gridato.

Presenti oltre al sostituto procuratore titolare dell’inchiesta Gallo, il difensore Stefano Valentini, rappresentanti della Squadra Mobile, e in alcune fasi ha presenziato anche il capo della Procura aquilana, Michele Renzo.

“Ricordo quando ho parcheggiato di aver inserito la prima marcia ma non il freno a mano”, ha dichiarato la donna “disperata”, assieme a tutta la famiglia per il dolore provocato per la morte del piccolo Tommaso e il ferimento degli altri cinque bimbi.

Piangendo la 38enne, che è indagata per omicidio stradale, ha confessato che “mi ha detto mio figlio di aver inavvertitamente tolto la marcia. Mio figlio si è anche ferito nel gettarsi dall’abitacolo”.

La procura indaga intanto anche  sulla questione della sicurezza all’esterno dell’asilo e negli spazi circostanti. E non si escludono, nelle prossime ore, avvisi di garanzia, per eventuali responsabilità.

In particolare gli approfondimenti documentali e tecnici tendono a chiarire se le macchine potessero parcheggiare e se a norma e sufficiente era la recinzione nel giardino, in fondo alla discesa, di metallo leggero, e soprattutto non ancorata a un muretto, ma al suolo.

L’immobile della scuola dell’infanzia, risalente almeno agli anni ’80, è di proprietà del Comune dell’Aquila ed avrebbe avuto un intervento dopo il sisma del 6 aprile 2009.

La gestione della struttura è ‘mista’: al primo piano c’è il nido, che ospita i bambini da 0 a 3 anni, gestito dall’Amministrazione comunale, mentre nel seminterrato, dove è successa la tragedia, c’è la Materna, che ospita i bambini da 3 a6 anni,  la cui competenza è dell’Istituto comprensivo “Mazzini”.

Di conseguenza, anche i piani di sicurezza sono due e distinti.

Dirimente, nel piano di sicurezza, quanto è stato disposto per l’accesso alle auto dentro il perimetro dell’asilo, la dislocazione dei parcheggi, la previsione dei passaggi pedonali, e relativi divieti di sosta.  E’ un dato di fatto che nella discesa, che costeggia l’edificio, non c’è alcuna segnaletica stradale né verticale, né orizzontale.

 

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