ASL CHIETI: POSTI DI LAVORO E PARQUET GRATIS, SOTTO ACCUSA PRIMARIO DI GIANNANTONIO

14 Ottobre 2022 09:30

Chieti - Cronaca

CHIETI – Posti di lavoro ai parenti e 180 metri quadri di parquet per la sua casa romana: queste le accuse a carico  professor Massimo Di Giannantonio, direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl di Chieti, che nel frattempo è in aspettativa e sta per andare in pensione, ora inquisito e destinatario del sequestro preventivo dei beni e di denaro, finalizzato alla confisca, per 96 mila euro.

Questo perché avrebbe preteso  l’assunzione nella cooperativa La Rondine, della moglie Silvia Fraticelli, teatina di 47 anni, della sua segretaria, Simona Malandra, 43 anni, anche lei di Chieti e della figlia di Fraticelli, in occasione della gara per l’affidamento quinquennale di servizi di riabilitazione psichiatrica, valore 10 milioni di euro, indetta dalla Asl e vinta dalla cooperativa.

Di Giannantonio è indagato per concussione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa. Fraticelli e Malandra  devono rispondere di falso e truffa: verso di loro è stato disposto il sequestro rispettivamente di 48.441 euro e 21.003 euro. La figlia di Fraticelli non è indagata.

A renderlo noto il quotidiano Il Messaggero e il Centro.





Il provvedimento, eseguito dagli uomini della Guardia di Finanza, comandati dal colonnello comandante provinciale Michele Iadarola, è stato emesso dal Gip, Luca De Ninis su richiesta del pm Giancarlo Ciani.

Rigettata le richieste di arresti domiciliari per Di Giannantonio e la moglie, e di divieto di dimora per Malandra.

La cooperativa la Rondine è implicata anche nell’inchiesta della procura di Pescara, su un appalto milionario “pilotato” per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere. In cui è stato rinviato a giudizio il g della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi.

Mentre hanno patteggiato due anni di reclusione, Domenico Mattucci e Luigia Dolce,  all’epoca dei fatti presidente della Cooperativa “La Rondine”, che si aggiudicò l’appalto, e era coordinatrice della stessa cooperativa.

Una vicenda cui è legato il suicidio, avvenuto nel carcere di Vasto l’8 aprile 2021, di Sabatino Trotta, dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl, arrestato quel giorno stesso con l’accusa di corruzione.





Tornando alla vicenda della Asl di Chieti: la Procura parla di “condotte di sopraffazione rivolte nell’arco di ben 5 anni”, ovvero tra aprile 2015 e luglio 2020, al presidente della cooperativa. Di Giannantonio, come membro della commissione aggiudicatrice dell’appalto e direttore esecutivo del contratto, lo avrebbe infatti obbligato ad assumere nell’organico della coop la moglie e Malandra. Entrambe, sostiene sempre l’accusa, non hanno però svolto alcun tipo di mansione relativa ai servizi di riabilitazione ma sono state impiegate come “segretarie personali” di Di Giannantonio.

L’ex primario per imporre le assunzioni avrebbe fatto valere  “poteri di verifica e controllo sull’esecuzione del contratto: autorizzava i pagamenti, in assenza della sua firma le ore non venivano liquidate, poteva mettere in difficoltà la cooperativa contestando i servizi erogati”.

Inoltre Di Giannantonio avrebbe obbligato il presidente della coop a sostenere i costi per il parquet della sua abitazione a Roma, ovvero 8.762 euro, che sarebbe stato consegnato con un furgone

La Asl con una nota di ieri ha spiegato di aver offerto agli inquirenti massima collaborazione, di aver messo a disposizione tutti i documenti riferiti alla gara.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©


    Ti potrebbe interessare: