ASL L’AQUILA: DI ROCCO DIRETTORE AMMINISTRATIVO TESTA SCEGLIE NOME CONTESTATO DA LEGA

MANAGER NEL MIRINO DEL CENTRODESTRA CONFERMA IN RUOLO FACENTE FUNZIONE DA SETTEMBRE 2019, SALVINIANI AVEVANO CONTESTATO SUOI REQUISITI; DIRIGENTE 57ENNE TRA CANDIDATI IDONEI ELENCO REGIONALE, GUADAGNERA' QUASI 10MILA EURO AL MESE LORDI, PIU' PREMIO PRODUZIONE

di Filippo Tronca

26 Aprile 2021 08:08

L’AQUILA  – Dopo oltre un anno e mezzo da facente funzione, il dirigente della Asl Stefano Di Rocco sarà per i prossimi tre anni direttore amministrativo a tutti gli effetti dell’azienda sanitaria Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

La nomina di Di Rocco, 57 anni nato a Tivoli, in provincia di Roma, marsicano di adozione, è stata ratificata in una delibera del 22 aprile scorso adottata dal direttore generale, il romano Roberto Testa, pubblicata sul sito dell’azienda ma non comunicata alla stampa e quindi ai cittadini. Come emerge dalla documentazione, il neo direttore amministrativo percepirà un compenso annuo di 119.200 euro, ovvero 9.933 mensili, al lordo di oneri e ritenute di legge, compenso che equivale all’80% dell’emolumento del direttore generale. Al suo stipendio base si potrà aggiungere un ulteriore 20% come premio di risultato, che scatterà al raggiungimento degli obiettivi.

Si chiude così la vacatio aperta con l’addio di Laura Coppola, anche lei facente funzione, che si è dimessa nel settembre del 2019 perché scelta come direttore amministrativo al policlinico di Napoli.

La nomina di Di Rocco avviene in un clima di forti tensioni nella Asl aquilana ed è quindi destinata a causare altri scontri: il dg Testa è da tempo al centro di polemiche e attacchi da parte della stessa maggioranza regionale di centrodestra che lo ha indicato, in particolare Fdi con il governatore, Marco Marsilio, che ha lanciato molti strali nelle ultime settimane e la Lega, in particolare con il coordinatore regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo che ha contestato la legittimità dello status di Di Rocco.

La nomina quindi non fa altro che gettare benzina sul fuoco nel già incandescente rapporto con i meloniani e con i salviniani, prima forza della coalizione che governa la Regione con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6, tra cui l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.

La scelta di Testa avviene anche in presenza di un bando già lanciato dalla Asl in seguito al quale Testa aveva indicato tre nomi papabili, senza mai effettuare la nomina. Una selezione che probabilmente è stata revocata: anche in questo caso, il dg non ha ritenuto giusto darne notizia alla collettività.

Testa, nominato nell’agosto del 2019 dall’attuale Giunta di centrodestra in particolare su indicazione del governatore Marsilio, con la benedizione dell’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, anche lui di Fdi, è finito nel mirino in particolare di D’Eramo, per la nomina a direttore sanitario di Alfonso Mascitelli, medico pescarese ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, tecnico di area centrosinistra ed ex senatore e consigliere regionale dell’Idv.

Questo dopo che il manager, nell’ambito di uno scontro molto acceso con il centrodestra, ha fatto scadere i termini a fine gennaio per la conferma per il successivo triennio della facente funzione  Sabrina Cicogna, primario del reparto di cardiologia dell’ospedale aquilano e direttore del Dipartimento di Medicina, non prorogando, dopo sette mesi di lavoro, la sua carica prima della raggiunta età di 65 anni. Un tecnico di area Lega, partito che da allora non lesina bordate a Testa. Contrariato per la nomina decisa da Testa, che in un anno e mezzo ha cambiato tre direttori sanitari, e più in generale del suo operato nel corso della pandemia, del resto anche Marsilio, che pure lo aveva voluto alla guida della Asl.

Testa è finito nel mirino delle critiche anche fuori il recinto del centrodestra, per “l’aquilanità” tradita: per il suo essere un romano, che ha nominato direttore sanitario un pescarese, e ora un romano marsicano acquisito.

E lo stesso D’Eramo, subodorando la nomina, ha duramente attaccato a fine febbraio lo stesso Di Rocco, arrivando a mettere in discussione la legittimità della sua qualifica dirigenziale, e contestando al direttore amministrativo facente funzioni aziendale, di essere nello stesso tempo “direttore del Dipartimento amministrativo, direttore dell’Unità operativa complessa Affari Generali e legali, direttore della Unità operativa complessa Beni e servizi, ‘servizio acquisti’, presidente della Commissione di disciplina aziendale”, ovvero nello stesso tempo “controllore” e “controllato”. Dura la reazione di Testa, che senza mai citare D’Eramo, ha giudicato gravi e illazioni sui suoi requisiti,” sotto il profilo pubblico e assai spiacevole sotto quello strettamente privato, umano”, difendendo a spada tratta la professionalità di Di Rocco.

E Testa, come nel caso di Mascitelli, è dunque andato dritto per la sua strada con la nomina in ruolo effettivo che avrà durata di tre anni e sottolineando nella delibera la presenza di requisiti e status. Il dg, nel prossimo mese di settembre, dovrà sottoporsi alla valutazione di metà mandato del suo operato, in autunno, in un clima politico a lui a dir poco ostile, seppure poi a far fede dovranno essere criteri oggettivi sui risultati ottenuti, e non il gradimento politico.

L’iter seguito nomina di Di Rocco è quello della valutazione dei curriculum selezionati da parte di una commissione interna della Regione, nominata a fine dicembre, dei candidati che avevano risposto all’avviso indetto a novembre, per aspiranti a ricoprire l’incarico di direttore amministrativo. L’elenco degli idonei è stato approvato dalla Giunta regionale il 22 febbraio. Una quarantina di nomi, tra cui quella di Di Rocco, nominabili, non solo alla Asl provinciale aquilana, ma anche in quella della Asl di Lanciano-Vasto Chieti dove il ruolo era vacante da dicembre, dopo che il gip del Tribunale di Chieti Luca De Ninis ha disposto la sospensione per 12 mesi di Giulietta Capocasa, misura richiesta dal pm Giancarlo Ciani, titolare dell’inchiesta che a fine ottobre ha portato all’arresto per corruzione del primario della Cardiochirurgia Gabriele Di Giammarco.  Il 9 aprile a Chieti è stato così nominato nuovo direttore amministrativo, con iter analogo a quello della Asl aquilana, il 60enne Giovanni Stroppa.

Nel leggere la delibera di nomina di Di Rocco, non è dato a sapere che fine abbia invece fatto il bando indetto da Testa nel gennaio 2020 proprio per la nomina del direttore amministrativo, a cui ha fatto seguito la delibera del 7 luglio, con l’indicazione di una terna di nomi,  Giampaolo Grippa, direttore amministrativo dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza e consulente dell’Agenas agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Paola Longo direttore amministrativo dell’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma e Massimo Romano, da dicembre direttore generale dell’ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi (Egas) della sanità della regione Friuli Venezia Giulia. Avviso pubblico che aveva provocato veementi polemiche da parte dei sindacati e del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità, per una sua presunta illegittimità, al pari del bando “gemello” per la nomina del direttore sanitario della Asl provinciale chietina, carica per la quale a fine marzo 2020 è stato già nominato Angelo Muraglia.

Nella delibera di nomina di Di Rocco si dà atto “dell’esperienza specifica” del candidato, “maturata quale Dirigente della Pubblica Amministrazione dal 26 ottobre 1987 e successivamente come Dirigente dell’Azienda Sanitaria dal 20 giugno 2011, della capacità dimostrata in relazione ai numerosi incarichi ricoperti presso l’Azienda Sanitaria nelle diverse Unità Operative Complesse sia quale titolare che ad interim e, da ultimo, come Direttore di Dipartimento dal 18 marzo 2020” e ovviamente della particolare specifica competenza dimostrata nello “svolgimento dell’incarico di Direttore Amministrativo facente funzione”.

Bisogna ora vedere le mosse della Lega, a cui il nome di Di Rocco non può che risultare indigesto.

Aveva del resto tuonato D’Eramo: “Da quanto emerge Di Rocco è approdato all’Asl nel 2011, a seguito di mobilità, proveniente dalla Comunità Montana Valle Roveto, ente in cui, dal 26 ottobre del 1987, aveva la stessa qualifica. Essendosi laureato nel 1985, appare evidente che dopo soli due anni non avrebbe potuto acquisire la qualifica di dirigente perché, in forza dell’ordinamento giuridico vigente, anche nel periodo di riferimento, per poter accedere al concorso per dirigente è richiesto l’aver svolto il servizio nella qualifica immediatamente inferiore (funzionario amministrativo) per almeno cinque anni. Dal curriculum non emerge né l’avvenuto superamento di un pubblico concorso per funzionario né il superamento del pubblico concorso per l’accesso alla dirigenza e benché mai l’avvenuto svolgimento delle mansioni nel ruolo di funzionario per almeno un quinquennio”.

“Dunque emerge dal curriculum stesso che il dottor Di Rocco non poteva aver acquisito la qualifica di dirigente amministrativo in due anni; se così è all’epoca non dirigente, non può esserlo in Asl e sarebbe nullo il rapporto in corso”, la perentoria conclusione del deputato.

Altrettanto dura la replica del dg Testa in una nota della Asl: “Senza alcuna cura nella analisi obiettiva dei fatti è stato recato un danno all’Amministrazione, nel suo ruolo di soggetto preposto al perseguimento dei fini istituzionali attraverso donne e uomini con idonee competenze, e alla persona, le cui elevate competenze professionali e doti gestionali sono state riconosciute da tutte le Direzioni Strategiche che si sono succedute nella storia della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e che si sono avvalse del dottor Di Rocco, come strettissimo collaboratore, per la cura delle questioni più complesse e delicate”.

“La storia professionale del dottor Di Rocco è nelle carte e il suo giusto ingresso nel profilo dirigenziale ha superato ogni vaglio di legittimità da parte degli Organi competenti. Non si può fare a meno di cogliere questa occasione per ringraziare il dirigente del prezioso e qualificato lavoro che egli giornalmente svolge affinché, pur senza la percezione di adeguati benefici economici, molteplici servizi ottengano guida sicura”, conclude la nota del manager romano.

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