ASL L’AQUILA: SCHIARITA IN SCONTRO TRA MEDICI E DG: “CONFRONTO POSITIVO, PRONTO A DIALOGARE”

ROMANO, MANAGER AZIENDA SANITARIA, APRE ALLA RICHIESTA, DA PARTE DEGLI OPERATORI IN RIVOLTA, DI UNA MAGGIORE COMUNICAZIONE. QUESTO DOPO LA ACCESA ASSEMBLEA DI LUNEDI’ SCORSO NELL’OSPEDALE AQUILANO: ‘AFFRONTEREMO TUTTE LE SEGNALAZIONI ED AVVIEREMO SCAMBI CONTINUATIVI’. FRONTE PROTESTA SI DIFFERENZIA TRA OLTRANZISTI E DIALOGANTI

2 Novembre 2022 13:51

Regione - Sanità

L’AQUILA – Nello scontro tra vertici sanitari e medici ed operatori della Asl provinciale dell’Aquila c’è una schiarita: si registra l’apertura al dialogo da parte del manager, Ferdinando Romano, dopo che il serrato confronto nella partecipata assemblea di lunedì scorso all’Aquila, in particolare sulla situazione dell’ospedale San Salvatore del capoluogo regionale, ha portato l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, oltre i problemi legati alla carenza di personale, alla velocizzazione dei concorsi e alla indisponibilità di materiali, a sottolineare che è emersa la richiesta di una maggiore comunicazione tra i sanitari in rivolta ed responsabili diretti della gestione.

Il dg, assente lunedì per un problema di salute (visita di controllo in seguito ad un intervento chirurgico), e finito sotto accusa da un gruppo di medici per l’impossibilità ad operare, parla all’indomani di quella riunione durata circa tre ore che ha visto la presenza di oltre 50 medici e del direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale (ASR), Pierluigi Cosenza, aquilano, già primario del reparto Degenza breve del San Salvatore, tecnico di area Lega.

“L’esito del confronto è stato positivo e costruttivo tenuto conto anche dell’esiguo numero di coloro che hanno rappresentato criticità – spiega Romano ad Abruzzoweb -. Comunque, affronteremo con serenità, come abbiamo sempre fatto, la situazione e, in particolare, tutte le segnalazioni ed avvieremo un confronto continuativo e una serrata comunicazione con tutto il personale”.





Romano, manager in sella dal giugno dello scorso anno in quota Lega dopo il defenestramento di Roberto Testa, esperto di area Fdi licenziato anticipatamente per divergenze con la Regione, ha annunciato per le prossime settimane un approfondimento, nel merito, della situazione dopo che in una nota domenica scorsa aveva rigettato ogni rilievo, che gli era piovuto addosso dal segretario regionale abruzzese dell’Anaao, Alessandro Grimaldi, primario del reparto di Malattie infettive, e dalla pubblicazione da parte di questo giornale, dei contenuti di una lettera di una ventina di chirurghi del San Salvatore inviata nelle scorse settimane allo stesso manager. Anche se da questo punto di vista, Romano ridimensiona il fronte della protesta parlando di numero esiguo di coloro che hanno criticato.

Considerando però che una insufficiente comunicazione è stata ed è, da mesi, una delle critiche maggiori, si vedrà nelle prossime settimane se gli annunci fatti da ognuna delle parti in causa, produrranno effetti concreti nel cambiare una situazione di disagio che da tempo espone la sanità aquilana a periodiche polemiche che si stanno insinuando anche tra gli utenti con conseguenze gravi nell’aumento della mobilità passiva.

In rifermento, invece, ai medici in rivolta, nel confermare il quadro di gravi difficoltà, comunque l’assemblea di lunedì scorso convocata al culmine di furiose polemiche che si sono scatenate sulla affermazione, non certo un bel biglietto da visita su una struttura storicamente molto rispettata, di “ospedale San Salvatore allo sbando”, è stata caratterizzata da una differenziazione dei toni da parte del fronte sceso in piazza, con posizioni più dialoganti e posizioni più dure e oltranziste: secondo quanto si è appreso, nel corso del confronto che si è svolto in assenza di sindacati e rappresentanti politici ed istituzionali, alla presenza di oltre 50 operatori dell’ospedale dell’Aquila, la linea più dura è stata mantenuta da pezzi da novanta come il capo Dipartimento Medicina, Sabrina Cicogna, primario del reparto di cardiologia, il cui discorso ha strappato applausi dalla platea, Gennaro Bafile, responsabile di chirurgia vascolare, Carmine Marini, professore e direttore di neurologia, e Roberto Vicentini, primario del reparto di chirurgia ospedaliera; la linea più dialogante, da parte di Giuseppe Calvisi, capo dipartimento Anatomia patologica, Boris Di Pasquale vice direttore di Urologia, e Grimaldi, segretario regionale del sindacato medici Anaoo e primario di Malattie infettive.

Ai lavori erano presenti anche il direttore sanitario, Alfonso Mascitelli, il direttore amministrativo, Stefano Di Rocco.





Da sottolineare che numerosi medici, per essere presenti, sono tornati al lavoro nonostante il ponte di Ognissanti, e anche che chirurghi che avevano firmato la lettera di denuncia di condizioni molto difficili per lavorare, non hanno partecipato al confronto. A proposito della missiva, emerge che un mese fa il sindacato Anaao con Grimaldi e il segretario aquilano, Loreto Lombardi, hanno consegnato il documento al manager chiedendo l’avvio di un dialogo.

E a proposito di deficit di comunicazione, nel corso dell’assemblea è stata denunciato il fatto che il piano delle assunzioni non è stato concordato, come fatto in passato, con sindacati e medici.

Ma intanto, c’è quindi uno squarcio di sereno nel cielo, pieno di nuvole, che si addensano in seno alla Asl provinciale dell’Aquila dove da mesi, sommerso, e da alcuni giorni, pubblicamente, è in atto un duro scontro tra il manager Romano, ed i suoi vertici da una parte e medici ed operatori, dall’altra: questi ultimi contestano la gestione denunciando carenza di personale e scarsità di materiali di qualità e intempestività nella consegna.

In particolare, all’Aquila, dove le posizioni critiche da tempo parlano di “ospedale San Salvatore allo sbando”, con la partecipata assemblea, definita negli ambienti “lo sfogatoio dei medici”, sembra aver posto le basi per cominciare un dialogo che porti al miglioramento dei servizi agli utenti sempre più sfiduciati e sempre più propensi a rivolgersi in altre strutture, dentro e fuori regione. (bs ft)

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