ASL L’AQUILA: SERVER HACKERATI, FURTO DATI, E’ PARALISI, RIUNIONE DI EMERGENZA TASK FORCE

5 Maggio 2023 10:51

- Cronaca, Sanità

L’AQUILA – I capi dipartimento della Asl dell’Aquila sono in riunione con il direttore generale Ferdinando Romano e i vertici aziendali, per fare il punto per il gravissimo blocco del sistema informatico, con i server inaccessibili, a seguito di un attacco hacker, che sta mettendo in ginocchio in tutta la provincia aquilana i servizi sanitari, semi paralizzati. Inviato dalla Regione Abruzzo all’Aquila il dirigente del servizio Sanità Digitale, Camillo Odio, per una ricognizione.

In azione, da quanto si è appreso il cosiddetto “gruppo Monti”, hacker che utilizzano un  programma informatico che riesce a sottrarre dati sensibili, e poi come già in altri casi avvenuto, chiedere un riscatto in valute digitali per la restituzione.

E in base a quanto rivelato dal consigliere regionale M5s, Giorgio Fedele, che in un comunicato stampa allega una immagine di un documento, gli hacker hanno pubblicato sul “Deep web,  il referto di una ecografia ginecologica, con tanto di nome e cognome della paziente in chiaro.

“La pubblicazione – commenta Fedele -, qualora si rivelasse autentica, sarebbe una prova del possesso dei dati sensibili, personali e sanitari, di migliaia di cittadini in cura nell’Azienda sanitaria della provincia dell’Aquila. Un’eventualità spaventosa che mi auguro vivamente non venga confermata”

Come riferisce il quotidiano Il Messaggero: “il gruppo criminale dice anche di aver trovato nell’infrastruttura informatica dell’Asl 1 Abruzzo una ‘situazione di vulnerabilità sfruttabile’, tale da permettere una massiccia sottrazione di dati. Con la minaccia della loro diffusione pubblica, online, se non dovesse essere pagato il riscatto. In tutto sarebbe stato trafugato materiale per 522 gigabyte”.





Anche oggi dunque grandi disagi, nei Centri unici di prenotazioni, i Cup, e nei pronto soccorso, per tutti i servizi, prestazioni e reparti che presuppongono una interfaccia informatici. Impossibile ad ora recuperare lo storico delle visite prenotate e i dati relativi alle liste di attesa, con i database “imprigionati” nei server inaccessibili. A rilento gli esami del sangue, effettuati solo per emergenze.

I tre quarti delle operazioni della Asl provinciale sono insomma in fortissima difficoltà. Le registrazioni dei pazienti e altre pratiche avvengono con carta e penna, anche se non è previsto dai protocolli.

Ci sono poi altri reparti che non sono collegati al server aziendale, e dove i problemi sono limitati.

Da ieri sono al lavoro squadre di cyber esperti arrivate anche da fuori città, ma non si sa nulla in merito alla risoluzione della drammatica emergenza.

La Asl ha ieri assicurato: “I nostri tecnici e gli esperti di una task force cyber security si sono mesi immediatamente al lavoro e stanno portando avanti un’analisi tecnica sui server aziendali, definendo l’area da cui sono partiti i malware che hanno colpito i server. Si spera di poter risolvere il problema al più presto ma possiamo rassicurare che nessun dato sanitario o sensibile è stato trafugato o perduto. L’archivio informatico è integro”.





Denuncia il consigliere regionale del M5S Giorgio Fedele: “Con sconcerto ho potuto constatare che il gruppo che ha rivendicato l’hackeraggio nel sistema informatico della Asl 1 ha pubblicato sul deep web il referto di una paziente in cura nella Asl 1. La pubblicazione, qualora si rivelasse autentica, sarebbe una prova del possesso dei dati sensibili, personali e sanitari, di migliaia di cittadini in cura nell’Azienda sanitaria della provincia dell’Aquila. Un’eventualità spaventosa che mi auguro vivamente non venga confermata, perché significherebbe trovarsi davanti a una violazione gravissima e senza precedenti nella nostra regione. A questo punto l’interruzione del servizio per la prenotazione degli esami sarebbe solo la punta dell’iceberg di un problema ben maggiore”.

“Le domande sono molte e le porrò in ogni sede possibile. La prima sicuramente sarà in merito alle rassicurazioni della Asl, secondo la quale non c’è stata “esfiltrazione” di dati. Eppure da quanto ho potuto constatare il gruppo che ha prodotto il ransomware, o effettuato l’hackeraggio, riporta sulla propria ‘wall of shame’ (muro della vergogna) l’hackeraggio della Asl 1, e come ‘sample’, cioè come dimostrazione dell’avvenuta esfiltrazione dei dati, pubblica addirittura l’immagine che parrebbe essere un referto di un’ecografia ginecologica, con i dati sensibili della paziente in chiaro . Sono molte le nebulosità su questa vicenda ma una cosa è certa: dovrà essere fatta molta luce, sia sugli eventi che hanno permesso al sistema di essere hackerato, sia sulla gestione della crisi messa in atto dalla Asl 1 e dalla Regione Abruzzo, che delle Asl ha il controllo”.

 

 

 

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