ASL L’AQUILA: TUTTI CONTRO TESTA, “IN BILICO”. D’ERAMO: “MALA GESTIO”. DOCUMENTI IN PROCURA

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO, ACCUSE AL VETRIOLO DEL COORDINATORE DELLA LEGA, BOCCIATO ANCHE DA OPPOSIZIONI: "CONSULENZE FACILI E DEBITO DA 30 MLN"

di Azzurra Caldi

19 Febbraio 2021 23:46

L’AQUILA – Tutti contro il manager Asl: il Consiglio comunale dell’Aquila, nel corso di un’infuocata seduta straordinaria, boccia il direttore generale Roberto Testa, in quota Fratelli d’Italia.

Accuse circostanziate arrivano da parte del segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, che lancia ulteriori siluri dopo i numerosi attacchi dei giorni scorsi, che hanno generato un caso politico spaccando il centrodestra che governa la Regione, e che torna a denunciare la malagestione della sanità nel pieno dell’emergenza pandemica. Parole pesantissime e gravi accuse che portano l’opposizione ad annunciare di rivolgersi alla Procura e a chiedere il commissariamento della Asl e con il primo cittadino, Pierluigi Biondi, anche lui di Fratelli d’Italia, che salva l’operato del Comune.

Sempre più a rischio il ruolo di direttore generale per Testa, nominato nell’agosto del 2019 dall’attuale Giunta di centrodestra su indicazione del governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, con la benedizione dell’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, anche lui di FdI, dirigente medico della Asl in aspettativa, ha attinto dall’albo regionale pubblicato nelle scorse settimane. Solo ieri Testa ha nominato direttore sanitario Alfonso Mascitelli, medico pescarese ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, di area centrosinistra: si tratta della quarta in meno di un anno e mezzo.

“Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro della salute su tutti i punti, dettagliati di documentazione, e quindi ci faremo aiutare anche dal Ministero della Salute a fare luce e chiarezza non sono sulle mancate scelte ma sulle scelte che oggi noi riteniamo sbagliate che hanno pesantemente penalizzato la vita amministrativa di quest’anno”, tuona D’Eramo.

“Non ho dubbi sulla veridicità delle sue parole, visto che conosciamo D’Eramo, e annunciamo che come minoranza invieremo gli atti della seduta del Consiglio alla Procura della Repubblica perché all’interno ci sono delle accuse ben precise e circostanziate”, incalza il capogruppo di Articolo 1 Giustino Masciocco. “Mi permetto di dire che io, insieme al mio al mio partito, questo tema l’abbiamo posto molto tempo fa. In tempi non sospetti abbiamo chiesto di affiancare una persona esperta di organizzazione di emergenza alla figura del direttore. Ho fatto delle interrogazioni parlamentari per segnalare quello che stava accadendo”, ribadisce la deputata Dem Stefania Pezzopane.

Sempre dal Pd, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci aggiunge: “Se serviva una ulteriore, ennesima prova di insipienza, ecco, il manager della Asl 1 ce l’ha fornita oggi. Invece di cambiare direttori sanitari, basterebbe commissariare la Asl 1”.  E il consigliere regionale e comunale Americo Di Benedetto che sottolinea come “sentir dire dal sindaco che in questa pandemia tutto ciò che ha funzionato è merito dell’Amministrazione comunale  e che tutto ciò che non ha funzionato è demerito della Asl,  va ben oltre quel limite della decenza che la politica non dovrebbe mai superare”.

D’Eramo è un fiume in piena: “Il tema non riguarda solo l’emergenza sanitaria della nostra città e della nostra provincia ma la gestione della stessa Asl e qualcuno si aspetta che in questo Consiglio oggi si parli in maniera chiara rispetto ad una serie di lacune, di ombre, di perplessità, di manifeste incapacità gestionali. Sembra una situazione surreale. Ho sentito la lezione del direttore generale che parla di risultati che non appartengono ai tempi e alla situazione che stiamo vivendo, che sono assolutamente meno della ordinaria amministrazione. Non ci sono delle posizioni chiare da parte della presidenza della Giunta regionale sull’operato della Asl, sembra che si dimentichi e si ometta di rispondere ad una serie di sollecitazioni che diversi amministratori degli enti locali, deputati, assessori regionali, hanno pure rivolto sull’operato di questa Asl negli ultimi mesi”.

“Si finge che vada tutto bene e che gli ‘zampognari’, termine molto caro come mi viene riferito, secondo qualcuno possano essere raggirati con la pelliccia di pecora e la zampogna sulle spalle da scienziati che provengono anche da territori che poi non è che abbiano fatto la storia di questa nazione. Bene, oggi prendiamo atto che gli zampognari si sono incazzati e quindi ci iniziamo a dire quello che probabilmente andava detto e fatto con maggiore convinzione e determinazione nelle settimane precedenti”.

“Una parte politica che si è presentata alle elezioni ci ha messo la faccia spendendo tesi, visioni, programmazione, rivoluzione. Una visione diversa da chi aveva amministrato precedentemente l’Asl e diversa anche da chi rappresentava una maggioranza politica che guidava la Regione prima della vittoria del centrodestra e di Marco Marsilio. Quell’impegno che è stato premiato da migliaia di voti di consenso. Avevamo detto che se avessimo vinto le elezioni avremmo interrotto quel meccanismo perverso della consegna a mò di mercato delle consulenze legali ed è un tema questo che io oggi voglio portare al centro del dibattito politico regionale, e che chiederò al capogruppo della Lega in Consiglio regionale dovrà essere inserito tra i primi punti all’interno della proposta di istituzione della Commissione d’inchiesta su questa Asl”.

“Perché dovremmo spiegare ai cittadini dell’Aquila perché in un anno e mezzo ad un solo avvocato sono state concesse cause per 690.000 euro – l’affondo di D’Eramo -, dovremmo spiegare a questa città perché c’è un fil rouge che collega scelte apparentemente tecniche ad una realtà politica che ha segnato anche pagine importanti in questa regione e che si richiudeva e si riconosceva sotto i simboli dell’Italia dei valori in un meccanismo perverso che passa dalle consulenze legali alle direzioni sanitarie. Sarà casualità? Possibile, anzi, ne sono convinto voglio assolutamente credere che non ci sia alcun collegamento di amicizia di fratellanza, di sorellanza, tra la concessione di circa 196.000 euro di consulenze legali dell’amicizia politica di chi ha condiviso per anni un’esperienza all’interno dello stesso partito”.

“Sarei un disonesto – aggiunge – se omettessi quello che mi viene riferito e cioè che anche un consigliere di questo Consiglio comunale si prodigava ieri e l’altro ieri nel cercare di contattare esponenti amici di centrosinistra chiedendo di avere un atteggiamento più sobrio rispetto alle ultime scelte che hanno caratterizzato la vita all’interno della Asl. È poi incontrovertibile il fatto che si è alimentato uno scontro di campanile tra il capoluogo e Avezzano, è incontrovertibile il fatto che si è tentato di dare delle giustificazioni quando le scelte dovevano essere altre da quelle prese qualche ora fa e la Marsica doveva essere il futuro di questa provincia”.

“E poi consentitemi di toccare alcuni punti: anzitutto voglio ancora una volta esprimere la mia solidarietà agli organi di stampa, ai giornalisti, ai direttori, agli operatori del mondo della stampa perché non voglio essere accomunato, politicamente parlando, a chi evidentemente ha condiviso la scelta di un direttore generale che cerca di tacitare il personale medico e non medico e accusa la stampa di fare tutoraggio nei confronti della Asl. Io credo nella libertà di stampa e credo che una pagina così buia in questa città non sia stata mai raggiunta prima”.

“Questa mattina mi sarei aspettato di parlare, ad esempio, dei concorsi dei primari che sono bloccati da tempo. Siamo sollecitati quotidianamente da bravissimi professionisti che attendono da mesi la possibilità di essere stabilizzati. Rischiamo di perdere medici bravi e giovani che, evidentemente, non trovando interlocutori in grado di ascoltare le loro esigenze, evidentemente saranno costretti a doversi rivolgere ad plessi ospedalieri. Abbiamo fatto un dibattito interno già nei primi mesi della pandemia sulla questione del laboratorio dove ci servirebbero due giorni per raccontare in dettaglio tutte le vicende che si sono succedute ma ci saremmo attesi una scelta strategica precisa, quella di investire diverse centinaia di migliaia di euro. dotare l’ospedale dell’Aquila di un laboratorio che fosse nelle condizioni di poter garantire tamponi immediati e rapidi alla popolazione, garantire

“C’è poi il fatto che questa è l’unica Asl che ha deciso di non anticipare i fondi di bilancio per iniziare i lavori rispetto a quelle che sono necessità che il covid impone. Lo ha fatto Teramo, lo ha fatto Pescara, lo ha fatto Chieti. Vorremmo capire se è vero che il direttore generale di questa Asl porta un debito contratto fino adesso di oltre 30 milioni di euro. Se voleva raggiungere un primato ci è riuscito, se questi sono i numeri credo che sia il primato e nessuno le potrà rubare delle altre delle altre Asl, su questo forse avremmo dovuto ragionare ad esempio comprendere il motivo per il quale è stato necessario contrarre 30 milioni e più di euro di debiti. Questo vuole sapere la città, non il concorsino delle oss”.

“Concludo invitando tutti i colleghi ad aprire gli occhi, presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute su tutti i punti che ho trattato in questo intervento, chiaramente dettagliati di documentazione, e quindi ci faremo aiutare anche dal ministero della salute a fare luce e chiarezza non sono sulle mancate scelte ma sulle scelte che oggi noi riteniamo sbagliate che hanno pesantemente penalizzato la vita amministrativa di quest’anno”, chiosa D’Eramo.

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