ASL L’AQUILA: UIL FPL E FSI, “25 INFERMIERI DA ALTRI OSPEDALI AL ‘SAN SALVATORE’, NON ESISTE SOLO COVID, CARENZA ORGANICO E’ OVUNQUE”

22 Ottobre 2020 16:57

L’AQUILA – “La sanità della provincia dell’Aquila rischia di implodere a causa dell’emergenza covid. È infatti in pieno caos per carenza di personale e registriamo una grave situazione all’interno di tutti gli ospedali della provincia”.

A lanciare il grido di allarme e un appello alla politica affinché “metta fine alla deludente gestione dell’azienda sanitaria” sono il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti, il responsabile del dipartimento Sanità Uil Fpl Gianfranco Giorgi e il segretario della Fsi Salvatore Placidi.

“Chiediamo chiarimenti riguardo una lettera a firma del direttore sanitario della Asl, Sabrina Cicogna, e della responsabile del Dipartimento delle Professioni sanitarie Adriana Pignatelli, con la quale si intende reclutare 25 infermieri dagli ospedali di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro da impiegare all’interno dell’ospedale del capoluogo abruzzese, struttura covid di riferimento della provincia aquilana, per l’attivazione di ulteriori 40 posti letto di Medicina covid da allestire nell’edificio Delta 7 – spiegano – Riteniamo che siano posti necessari e che vadano attivati, ma non si può reclutare personale da strutture sanitarie già carenti di organico. Non c’è solo il covid da curare, ma anche le altre patologie”.




“Insistiamo da mesi che bisognava fare investimenti sul personale e sulla tecnologia, data la seconda ondata di  pandemia, ma il manager, Roberto Testa continua a essere orientato a risanare il bilancio, predisponendo una politica di tagli sul personale – proseguono – Fino ad oggi le unità operative in prima linea nella lotta al covid hanno retto grazie al sacrificio dei medici e del personale del comparto, ma la resistenza umana ha un limite. Come si può parlare di tagli quando invece in tutte le Asl d’Italia si sta investendo? La prima ondata di pandemia ci ha graziato, la seconda ondata ci  sta mettendo in grande difficoltà e questa cosa c’era da aspettarsela. I nostri ospedali, invece, sono completamente impreparati. Gli infermieri del Delta 7 dovranno essere operativi già entro il 23 ottobre. I reparti del ‘San Salvatore’ sono stati nel frattempo già depotenziati per utilizzare il personale nella zona grigia, dove i pazienti in attesa di ricovero attendono gli esiti dei tamponi. La zona grigia è stata infatti nelle ultime ore ampliata come numero di posti letto”.

“Noi ci opponiamo fermamente a questo nuovo rastrellamento di personale – aggiungono – Se questo accadrà, c’è il serio rischio di mandare al collasso gli ospedali che si occupano anche di altre patologie e non solo di covid. Nuovo personale medico e del comparto va integrato, ma attingendo all’esterno della Asl. L’azienda avrebbe dovuto assumere per tempo altro personale per creare strutture in grado di reggere l’impatto della nuova ondata di pandemia”.

Ginnetti, Giorgi e Placidi chiedono quindi “chiarimenti riguardo la lettera a firma della Cicogna e della Pignatelli e chiamano la politica e il comitato ristretto dei sindaci a intervenire, finché si è ancora in tempo, sulla sprovveduta gestione dell’azienda sanitaria”.

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