ASL L’AQUILA, VIA TESTA E DENTRO ROMANO: SI CONSUMA VENDETTA CENTRODESTRA, ORA RISCHIO RICORSI

ESPLODE POLEMICA DOPO RIMOZIONE MANAGER, ESULTA LEGA AVEZZANO, CAPOGRUPPO PD PAOLUCCI, "IL FALLIMENTO E' DI MARSILIO", ITALIA VIVA, "MAGGIORANZA IN REGIONE SOLO A CACCIA DI POLTRONE", PIETRUCCI, "NUOVO DG ESITO DI 'SELEZIONI' CORRENTIZIE TRA I SALVINIANI"

22 Giugno 2021 09:47

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Tanto tuonò che piovve: la Giunta regionale, riunita ieri sera in presenza all’Aquila, ha revocato anticipatamente il contratto del direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Roberto Testa, nominato in quota FdI, per “gravi inadempienze”. Sostituendolo, con due anni di anticipo rispetto alla scadenza,  con il nuovo direttore generale l’ex docente all’università D’Annunzio Chieti-Pescara ed ex-direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Ferdinando Romano. Nome assai gradito alla Lega, che lo ha sostenuto, invano, nell’agosto del 2019, proprio nella corsa alla direzione della Asl provinciale aquilana che si è conclusa con la scelta di Testa, appoggiato dal presidente Marco Marsilio, di Fdi, che ora è pentito della scelta e si schierato contro il manager.

Romano si precisa della scarno comunicato stampa arrivato ieri sera,  “rientra nella rosa di candidati, ancora vigente, tra cui era stato attinto il nominativo del precedente manager”.

Ad esultare il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo: “Finalmente per l’Asl dell’Aquila si apre una nuova fase” oltre a Tiziano Genovesi, consigliere regionale Lega ad Avezzano, ma anche “nemici” a sinistra di Testa, come il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci che però aggiunge che “Ferdinando Romano è anch’egli frutto di una accurata selezione correntizia tra le file della Lega”, mentre il capogruppo Pd in Regione, Silvio Paolucci, parla di “fallimento del centrodestra nelle politiche sanitarie e nella scelta dei manager”, e il consigliere aquilano di Italia Viva Paolo Romano, accusa Lega e maggioranza di centrodestra di essere “interessati solo alle poltrone”, e ritiene grave, che “nella Asl dell’Aquila a pandemia ancora in atto e con la campagna vaccinale da completare, si vedranno i vertici più impegnati nella redazione delle liste di proscrizione tra le fila dei sanitari vicini all’ex manager che a fronteggiare coscienziosamente la mole di problematiche che assillano i cittadini”.

Si apre ora però un conflitto nelle aule di giustizia amministrativa, visto che l’oramai ex-manager,  indicato dalla maggioranza di centrodestra, ma poi caduto in disgrazia, è pronto a fare ricorso, con contestuale richiesta di ingenti risarcimenti danni, con il coinvolgimento della Corte dei Conti,  a carico di dirigenti e assessori che hanno avuto un ruolo, amministrativo e politico nell’iter di revoca.

Come pure a caduta, in caso di rimozione, data per scontata, sono pronti a resistere anche il direttore sanitario e amministrativi, nominati da Testa, ignorando i desiderata del centrodestra e mandando su tutte le furie la Lega: Alfonso Mascitelli, medico pescarese, ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, stimato tecnico, ma di area centrosinistra ed ex senatore e consigliere regionale dell’Italia dei valori, la cui nomina  è stata preceduta dalla mancata conferma della facente funzione, il primario di Cardiologia dell’ospedale dell’Aquila, Sabrina Cicogna, che è anche capo dipartimento di Medicina, professionista di area Lega in sella per sette mesi, un epilogo al quale il partito, soprattutto con il coordinatore regionale D’Eramo, ha reagito in modo furente contro Testa. E il dirigente marsicano Stefano Di Rocco, la cui nomina a direttore amministrativo è stata anche in questo caso contestata dai salviniani illegittima per la mancanza di requisiti.

Come nuovi direttori sanitario circola del dirigente della Asl Lora Cipollone, responsabile sanitario dell’ospedale di Avezzano. Il sub commissario per la parte amministrativa, si è appreso, sarà deciso direttamente da Marsilio.

Che la rimozione dei vertici sia un percorso ad alto rischio lo conferma il fatto che l’approvazione della delibera è stata rimandata più volte, per consentire agli uffici di limare e verificare la solidità del lungo elenco di contestazioni a Testa, che ne giustificano la rimozione ancor prima della valutazione di metà mandato, che sarebbe scattata a settembre. Il percorso amministrativo  è stato avviato dal capo del Dipartimento sanità, Claudio D’Amario, e dall’assessore regionale al ramo Nicoletta Verì, della Lega.

C’è del resto un precedente che non fa dormire sonni tranquilli : a metà maggio la Corte di Appello ha respinto il ricorso della Regione Abruzzo, confermando la decisione del Tar che ha dichiarato illegittima la decadenza anticipata a ottobre 2019, dell’ex dg in quota centrosinistra Armando Mancini, a seguito della bocciatura del Nucleo di valutazione, nel giudizio di metà mandato. La Regione Abruzzo ha fatto ricorso in Cassazione, ma rischia ora pesanti risarcimenti.

A Testa sono state contestate molte inadempienze: “inerzia operativa nell’attuazione della rete Covid”, “evidenti errori di programmazione nella campagna vaccinale”, “insufficiente capacità organizzativa per i test molecolari per la rilevazione del Covid”, “insufficiente capacità di contact tracing” per il  “mancato reclutamento delle risorse umane”. E ancora “mancata vigilanza sul corretto monitoraggio della situazione epidemiologica”.

Ma soprattutto gli è stato contestato un “atteggiamento ostruzionistico e pretestuoso nell’applicazione degli adempimenti da rendersi in attuazione dei provvedimenti programmatori regionali adottati”. Il centrodestra e in primis la Lega non ha perdonato l’eccessiva autonomia e indifferenza rispetto alle indicazioni della Regione, a cui compete la programmazione della politica sanitaria, in occasione delle nomina e di Di Rocco e soprattutto di Mascitelli, con contestuale non conferma di Cicogna.

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