ASL L’AQUILA: VIVARELLI, “SE POLITICA REGIONALE TAGLIA PERSONALE PRECARIO, PRONTI ALLE BARRICATE”

22 Agosto 2021 17:00

L'Aquila: Lavoro

L’AQUILA – “Circola una voce insistente, in ambito politico regionale, sulla presunta intenzione di tagliare una grossa fetta di personale amministrativo e di altri servizi delle cooperative che lavorano per la Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Vogliamo sapere se si tratta di qualcosa di vero oppure no, considerando che già l’anno scorso la ‘scure’ di diversi tagli era stata disinnescata dopo una pioggia di polemiche. Come sindacato, siamo pronti a fare le barricate e a muoverci con ulteriori azioni eclatanti nei confronti di una politica che sui media fa la retorica della difesa dei lavoratori, mentre nelle ‘segrete stanze’ sembra fare l’esatto contrario”.

Durissimo intervento di Marcello Vivarelli, segretario di categoria Terziario del sindacato Fesica-Confsal della provincia dell’Aquila, che in una nota si dice “Molto preoccupato per quanto si starebbe tendando di fare, ancora una volta, in seno alla politica regionale abruzzese, ossia tagliare il personale delle cooperative, quindi i lavoratori più aggredibili perché precari, dopo che per mesi e mesi di emergenza Covid-19 la stessa politica – penso all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, che recentemente ha parlato di internalizzazione, cosa che noi chiediamo da tempo, dopo la protesta dei precari della Asl di Chieti – ha detto in tutte le salse che la sanità pubblica va potenziata con assunzioni ulteriori e con l’aumento delle tutele di chi ci lavora già”.

“Sappiamo – afferma Vivarelli – che per qualcuno c’è l’esigenza reale di eliminare il personale considerato in esubero. E già questo basta a far capire che chi ha certe idee in mente non conosce, o fa finta di non conoscere, le enormi difficoltà in cui si trova la sanità pubblica non soltanto dell’Aquila e provincia. Qui c’è bisogno di altre assunzioni, non di tagli, visto che sia dal punto di vista della pesantezza della burocrazia, sia dal punto di vista della salvaguardia dei servizi sanitari, il personale può e deve essere messo in condizioni di lavorare meglio, ma non certo eliminato. E in questa ottica, i tanto sbandierati concorsi rischiano di portare all’assunzione di un numero di lavoratori a fronte di un altro numero, più elevato, di lavoratori, precari, di cui ‘liberarsi’. D’altra parte, anche due grandi sigle sindacali come la Cgil e la Uil hanno in questi ultimi giorni ampiamente protestato per la carenza di personale”.

Secondo l’esponente del sindacato Fesica-Confsal, “Di fronte a un simile scenario, che riguarda purtroppo anche le altre Asl provinciali, crediamo sia il caso di trovare una unità sindacale per mettere fine una volta per tutte agli scempi che si vorrebbero di nuovo perpetrare alle spalle di tutti i lavoratori sanitari, amministrativi e dei servizi di pulizia e mensa, che devono necessariamente far sentire la loro voce, e delle loro famiglie, come ad esempio è accaduto nel caso della Asl di Bari, con una prima internalizzazione dei lavoratori precari”.

“Per tutte queste motivazioni – prosegue il sindacalista – la Fesica-Confsal della provincia dell’Aquila chiede all’assessore Verì e al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, un incontro urgentissimo per chiarire la posizione della politica che ci governa. Al tempo stesso, chiedo agli esponenti di centrosinistra, Stefania Pezzopane e Pierpaolo Pietrucci in testa, quali sono le loro intenzioni in questa vicenda e dunque se hanno a cuore tutte le categorie dei lavoratori o solo ‘alcune’ categorie, vedi precari della Ricostruzione. Domanda rivolta anche al sindaco del capoluogo di regione, Pierluigi Biondi, che, come si è speso per quei precari, ci aspettiamo che si spenda politicamente per tutti i precari della città”.

“Nel frattempo, io mi sto personalmente spendendo per organizzare una protesta civile ma costante in forma di presidio permanente fuori l’ospedale regionale ‘San Salvatore’, chiamando a raccolta i lavoratori che vorranno unirsi in questa battaglia che, se necessario, mi vedrà fare lo sciopero della fame. E se le cose dovessero essere confermate nella veste peggiore, questa protesta varcherà i confini regionali con altre forti iniziative. Inoltre, se non dovessimo essere ascoltati a stretto giro di posta, sarà mia premura impegnarmi in una campagna a tutto campo per fare in modo che i lavoratori interessati non votino alle prossime elezioni amministrative”, conclude Vivarelli.

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