ASL PESCARA: 10 ORE IN PRONTO SOCCORSO, ESPLODE POLEMICA. ALBANI, “NON ABBIAMO PERSONALE”

27 Agosto 2021 16:32

Pescara - Abruzzo, Politica

PESCARA – Esplodono a Pescara le polemiche per le file interminabili al Pronto soccorso dell’ospedale “Santo Spirito”. Ultimo episodio è l’attesa di ben 10 ore per un sospetto infarto di un architetto pescarese in pensione che alla fine è tornato a casa senza essere visitato.

Il Movimento 5 stelle con Domenico Pettinari, denuncia il “fallimento politico del centrodestra nella gestione degli ospedali”. Interviene il consigliere comunale Massimiliano Pignoli, che constata che alla Asl di Pescara, “gli allarmi non sono stati ascoltati”.

Sul banco degli imputati finiscono dunque di fatto il direttore generale, Vincenzo Ciamponi, il direttore sanitario Antonio CaponettiAlberto Albani primario del pronto soccorso  e componente della task force regionale delle emergenze, tirato in causa, in una intervista al quotidiano Il centro, ammette che la situazione è critica, “per mancanza di personale”.

Drammatico il racconto del pensionato: “Ho aspettato pazientemente, nel primo pomeriggio avevo sete ma, non avendo monete, non potevo comprare una bottiglietta alle macchinette. Eravamo più di 30 persone, non riuscivo a credere che nessuno ci offrisse un po’ d’acqua. Dopo aver postato il mio sfogo su Facebook, sono arrivate delle guardie giurate a dissetarmi, sarà un caso?”. E aggiunge, “Avevo un codice giallo, in molti mi passavano avanti con il giallo scuro. Vorrei capire quale possa essere la reale differenza tra pazienti che hanno lo stesso colore con tonalità diverse”.

Albani, nominato con mandato fiduciario dalla precedente giunta guidata da Luciano D’Alfonso e confermato dal centrodestra di Marco Marsilio, era già finito nell’occhio del ciclone per aver frenato sull’ipotesi di concentrare nel covid hospital di Pescara i pazienti ricoverati affetti da virus, anche qui per mancanza di personale, tanto che il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, è arrivato a chiedere le sue dimissioni.

Al Centro Albani spiega dunque relativamente alla forte criticità che si registra nel pronto soccorso che “le condizioni dei pazienti che arrivano al pronto soccorso sono più gravi rispetto al passato”, spiega innanzitutto, visto che con la pandemia è venuta meno la prevenzione, e questo crea un rallentamento.

Ma soprattutto spiega che “ci sono pochi medici rispetto al necessario. Siamo venti, in servizio, ma ne servirebbero almeno altri dieci, e nell’ultimo anno ne abbiamo persi cinque che non sono stati rimpiazzati. Il problema non è di facile soluzione perché non c’è la disponibilità di medici emergenzisti, a livello nazionale. Basti pensare che il 40% dei posti delle scuole di specializzazione in medicina d’urgenza resta vuoto, per mancanza di iscritti, e chi frequenta queste scuole sa già che prenderà una strada diversa, lavorerà altrove, dopo un primo passaggio al pronto soccorso”.

Duro l’attacco all’esecutivo regionale da parte di Pettinari.

“Le parole del primario del Pronto soccorso di Pescara, che abbiamo letto oggi sulla stampa, sono la sintesi del fallimento politico del centrodestra: si tagliano nastri di scatole vuote, si fanno foto e grandi passerelle su operazioni di costruzione, tra l’altro partite decenni prima del loro ingresso in Regione, dando l’illusione di agire, ma i problemi non si risolvono e questo è inaccettabile. Denunciamo da tempo la cronica mancanza di medici e la carenza dei servizi di medicina territoriale che avrebbero il compito di diminuire e filtrare gli ingressi in pronto soccorso, ma sono denunce che rimangono inascoltate da chi ha il dovere di agire e siede sui banchi del comando in Abruzzo. Oggi, che le stesse denunce arrivano da chi combatte in prima linea in corsia, ci auguriamo che giunga una scossa sulle comode sedie della Regione e che finalmente si agisca per risolvere problema e non solo per mettersi in posa davanti a una telecamera”, scrive in una nota.

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