ASL PESCARA: “HO ALTRO DA FARE”, MANCATI RIMBORSI, DG MICHITELLI FUGGE DA CRONISTA FUORI DAL CORO

23 Maggio 2024 10:07

Pescara - Cronaca

PESCARA – “Ma di quali rimborsi sta parlando, scusi?”, “Lei mi sta pedinando”, “Sto facendo un’altra cosa”.

Questo si è sentita rispondere Costanza Tosi, inviata della trasmissione Fuori dal Coro di Rete4, da un a dir poco sfuggente direttore generale della Asl di Pescara, Vero Michitelli, in merito ai rimborsi negati a quei cittadini costretti a pagar anche centinaia di euro per le visite mediche  intramoenia.

Un diritto, secondo la trasmissione condotta da Mario Giordano, previsto dal decreto legislativo 124 dell’aprile 1998, nel caso in cui una Asl non riesca a garantire esami e visite entro i tempi stabiliti. Una legge che non sempre viene applicata, nemmeno in Abruzzo.

Ad essere intervistato un paziente che si è sottoposto ad una risonanza magnetica per un dolore sospetto alla spalla, e che come tanti altri, a causa delle liste di attesa interminabili, si è dovuto rivolgere a pagamento in intramoenia, ovvero pagare un medico della Asl che però opera dentro l’ospedale come libero professionista, al di fuori del normale orario di lavoro.





L’uomo ha poi fatto domanda di rimborso alla Asl, che ha risposto per mail che non era possibile, in quanto il decreto legislativo 124 ha cessato di avere una validità giuridica con l’entrata in vigore delle discipline regionali.

Stessa sorte di un’anziana paziente che ha forti dolori alle mani e a cui era stata prescritta un elettromiografia entro 60 giorni: anche qui nessun posto disponibile per essere visitata, e poi nessun rimborso per la prestazione intramoenia pagata dalla signora di tasca propria.

La voce è stata data anche a pazienti in fila al cup, stanchi e inviperiti, che si sentono dire che la loro visita potranno farla tra un anno, oppure che non ci sono possibilità, essendo le liste di attesa già chiuse. Però pagando, la visita la si può ottenere in intramoenia anche dopo due giorni.

Il problema è che tante persone, in particolare anziane con pensioni di poche centinaia di euro, non hanno una disponibilità economica tale per andare per le vie brevi.





All’ufficio relazioni con il pubblico le addette hanno spiegato alla cronista che la linea aziendale è quella di non dare rimborsi. Ma la responsabile ha ammesso di non essere a conoscenza dell’esistenza della legge nazionale che invece prevede rimborsi. Assicurando comunque che poi che se la sarebbe letta e studiata, per poi dare eventualmente una risposta.

E così la cronista è andata a trovare direttamente il direttore generale Vero Michitelli, nominato dal centrodestra in Regione a settembre, che però ha tirato dritto, allungando il passo, spiegando con tono molto infastidito che “ho altro da fare”, e di dover andare ad “onorare un appuntamento”. Aggiungendo che “è sgradevole essere inseguiti così”.

La cronista ha ribattuto che “sgradevole è anche il fatto che le persone non riescano ad ottenere un loro diritto, e di non riuscire a prenotare le visite” all’interno della Asl pescarese.

Michitelli, sempre più infastidito ha dunque tagliato corto, ribadendo che “non ho tempo di rispondere, devo andare all’appuntamento”, accusando la cronista di pedinarlo. Negando anche che le liste di prenotazione della sua Asl siano chiuse. Affermazione, ha evidenziato la cronista di Fuori dal coro, smentita più volte la trasmissione dagli stessi addetti del cup.

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