SULMONA – “Una donna dalla parte dei papà? In realtà io non mi sono mai schierata, né dalla parte dei papà né da quella delle mamme, io sto dalla parte dei minori, perché penso che loro hanno i diritti completamente violati. Sono loro che durante le separazioni di coppia ci vanno a rimettere in prima linea dal punto di vista psicologico ma di conseguenza anche dal punto di vista fisico. Ci sono bambini che sviluppano ansia, attacchi di panico, fino a forme di disagio più gravi”.
Con queste parole Rona Musti, psicologa ipnotista e vicepresidente dell’associazione per la bigenitorialità “Assistenza papà separati Abruzzo”, con sede a Sulmona (L’Aquila), racconta ad AbruzzoWeb le perplessità che tante madri le hanno espresso da quando nel 2015 lei in prima linea in seno all’associazione, ha dato il via al servizio di sportello di ascolto per padri che vivono la separazione di coppia o che sono già divorziati.
La psicologa ribatte sottolineando l’importanza del servizio offerto dall’associazione per mitigare i danni di una separazione genitoriale che, inevitabilmente, ricadono su tutti membri del nucleo familiare, e sui bambini in particolare. Lo sportello dell’associazione, tripartito, offre ascolto e assistenza psicologica, con la dottoressa Musti, ma anche sociologica nella persona del presidente dell’associazione Marco Colantoni, e legale, con l’avvocato Andrea Marino.
“Abbiamo assistito soprattutto papà ma anche qualche caso di donna che veniva a chiedere informazioni. C’è riscontro nel servizio dello sportello soprattutto da padri che vengono dalla costa, come da Montesilvano, Pescara, Francavilla, Ortona, Chieti. Qui, nel nostro territorio, abbiamo un pochino di vergogna, omertà, forse”, racconta Musti. “C’è tanto disagio, le persone non conoscono altre associazioni. Ci hanno chiamato anche dal nord e dal sud Italia per sapere se eravamo agganciati ad altri sportelli più vicini al loro territorio, perché noi troppo distanti. Io seguo un papà della Puglia per via telematica”.
Ma c’è un altro ostacolo nella gestione di questo percorso che mirerebbe alla serenità di chi vorrebbe intraprenderlo: “Molte persone – rivela Musti – non vanno oltre la prima seduta, che è gratuita con tessera associativa di 20 euro l’anno. Dalla seconda seduta in poi al mio sportello psicologico applico prezzi ridotti rispetto al tariffario. Ma diversi papà mi dicono che non riescono a gestire tutte le spese del divorzio. Anche per questo volevamo chiedere lo sportello al Comune perché nel caso sarebbe tutto gratis per il cittadino. È questa la battaglia che stiamo cercando di fare”.
Ma non è una chiosa di rammarico quella della dottoressa Musti, che vanta altri traguardi dell’associazione. Buone nuove infatti per “Assistenza papà separati Abruzzo”, che il 18 settembre ha ottenuto il riconoscimento del Registro per il diritto del minore alla bigenitorialità dal comune di Introdacqua (L’Aquila).
“La bigenitorialità – come spiegato in una nota dell’associazione – è il principio etico in base al quale un minore ha diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche in caso di separazione o divorzio, e, viceversa, entrambi i genitori hanno pari responsabilità nella cura dei propri figli. L’iscrizione al Registro che non ha rilevanza ai fini anagrafici, consente ai genitori di far comparire il domicilio del figlio o dei figli minori presso le residenze di entrambi, in modo che ambedue possano essere resi partecipi delle comunicazioni che riguardano i propri figli”.
“Nel Registro potranno essere iscritti anche i genitori soli e coloro che hanno contratto una unione civile o si trovano in stato di unione di fatto. La creazione e l’aggiornamento del Registro, farà in modo che chi lavora con i minori nell’ambito comunale nell’esercizio delle professioni socio-sanitarie, scolastiche o ludico sportive, sia tenuto a inviare a entrambi i genitori copia di qualunque comunicazione che necessiti l’avviso o il consenso di entrambi, come ad esempio: prestazioni sanitarie, consenso medico-pediatrico, firma della pagella, iscrizione scolastica, gestione eventi religiosi, centri estivi, e così via”.
“Il Registro diventa quindi uno strumento importante per le famiglie e la tutela dei minori, aiutando a ridurre la conflittualità e gli squilibri che potrebbero sorgere con l’essere o meno genitore co-residente con il minore. Per procedere all’iscrizione sarà necessario che il minore sia residente nel Comune di Introdacqua e che ne faccia richiesta almeno uno dei due genitori”.
Nel corso del consiglio comunale, dopo un’introduzione dell’assessore alle politiche sociali Carla Di Benedetto, è stato Palmerino Pingue, in qualità di socio dell’associazione dei papà separati, a prendere la parola, relazionando sull’utilità del registro, il quale rappresenta uno degli strumenti di diritto alla Bigenitorialità, per mantenere un rapporto educativo e affettivo tra il minore ed entrambi i genitori, indipendentemente dal tipo di rapporto che intercorre fra loro.
Pingue, che si è affacciato agli sportelli dell’associazione anni fa come utente, in quanto padre separato, è oggi socio e “attivista”, come si definisce ad Abruzzoweb. Esulta per il traguardo raggiunto e guarda già ai prossimi obiettivi dell’associazione:
“Introdacqua è, così, il primo comune della provincia dell’Aquila che ha approvato questo Registro. Stiamo lavorando per farlo approvare dagli altri comuni della provincia, ma non solo, siamo impegnati nel progetto ‘Oltre il genere’ per il protocollo d’intesa per l’apertura di sportelli della Asl, che un tempo aveva, e da parte di altri Enti. E abbiamo in programma la collocazione della panchina blu sulla bigenitorialità di fronte al tribunale di Sulmona, per il 20 novembre, in occasione della giornata mondiale del fanciullo, con il simbolo delle mani di un bambino che tiene insieme quelle dei genitori”.






