ASSUNZIONI, INDOTTO E INVESTIMENTI GREEN: CANISTRO, ECCO PIANO INDUSTRIALE SANTA CROCE

SORGENTI SANT'ANTONIO SPONGA: IN ATTESA DECISIONE COMITATO VIA, LE AZIONI PREVISTE DAL CONCESSIONARIO PROVVISORIO; A REGIME 50 POSTI DI LAVORO, E 500 INDIRETTI, PERCORSO VERDE DEDICATO ALL'ACQUA, POTENZIAMENTO STABILIMENTO E MEGA IMPIANTO FOTOVOLTAICO

18 Marzo 2021 15:51

L'Aquila: Economia

CANISTRO – La realizzazione di un percorso tematico “Alle sorgenti della vita”, che comprenderà in un unicum la bellissima area verde attrezzata intorno alle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro e allo stabilimento Santa Croce, che sarà potenziato con una nuova linea produttiva: quattro milioni di euro di ulteriori investimenti, in primis per promuovere il prodotto e per realizzare un parco fotovoltaico al fine di ottenere l’autosufficienza energetica. E per finire, dal punto di vista occupazionale, venti operai impiegati nei primi 5 anni, poi a regime cinquanta, a cui si aggiungono fino a 500 posti di lavoro creati nell’indotto.

Sono questi alcuni dei punti più qualificanti del piano industriale con cui la società la Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, concessionario provvisorio, in seguito al bando regionale del 9 febbraio del 2019, della sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro, in provincia dell’Aquila, intende tornare a imbottigliare la pregiata acqua minerale che da oltre cinque finisce inutilizzata nel fiume Liri.

Il piano fa parte della proposta che è alle battute finali del vaglio dell’ufficio Via. L’affidamento definitivo metterà la parola fine ad anni di contenziosi e battaglie legali senza esclusione di colpi, che sono esplosi allorché nel 2015 la Regione ha revocato la concessione della sorgente, a seguito un ricorso al Tar per l’annullamento del bando da parte del Comune, non concedendo senza proroghe come fatto in vicende analoghe, per garantire la continuità produttiva e lavorativa. Atto di forza della Regione che ha costretto la Santa Croce a licenziare i 75 addetti, privando il territorio una delle sue risorse principali, e lo stesso ente regionale di ingentissime entrate in termini di royalty.  Entrate che secondo quanto stabilito nel bando in 0,30 euro ogni mille litri imbottigliati, cifra scontata a fronte delle garanzie occupazionali.

Ragione in più per leggere nel piano industriale di Santa Croce una ragione di riscatto per un territorio che ha bisogno disperato di lavoro e di rilancio economico, in particolare dopo l’avvento devastante della pandemia del coronavirus. L’anticipazione di alcuni contenuti del Piano industriale risponde del resto alla volontà da parte della società di inaugurare una nuova fase.

“Una volta ottenuta la concessione definitiva – spiega il patron Colella – riavvieremo la produzione entro 90 giorni. Dopo anni di scontri siamo i primi a voler voltare pagina, mettere da parte le polemiche e la conflittualità che ha segnato questi anni. Il nostro interesse è solo quello di tornare ad imbottigliare qui a Canistro una delle migliori acque minerali d’Italia, che da cinque anni si riversa inutilizzata nel fiume Liri. D’ora in avanti vogliamo solo lavorare con determinazione e serenità per la crescita dell’azienda e del territorio, creare lavoro e sviluppo, a maggior ragione ora che tutti devono fare la propria parte per superare la drammatica crisi sanitaria ed anche economica e occupazionale che causata dalla pandemia del coronavirus. A dimostrarlo è proprio l’ambizioso Piano industriale come abbiamo presentato e che ci siamo motivati a rispettare”

L’ultima parola spetta però al Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via), presieduto dal direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente, Pierpaolo Pescara, che in queste settimane sta valutando proprio il progetto industriale, con cui il sodalizio di Colella ha vinto il bando che la Regione ha lanciato nel centrosinistra il 9 febbraio del 2019, il giorno prima delle elezioni che hanno decretato la vittoria del centrodestra guidato da Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

La Santa Croce ha ottenuto in sede di gara 90,15 punti contro i 63,5 della sfidante San Benedetto, gruppo che opera nelle due sorgenti di Popoli, punteggio sotto la soglia minima, e questo significa che in ogni caso San Benedetto non potrebbe subentrare alla prima classificata in caso di esclusione, tanto che il sodalizio ad ottobre ha fatto ricorso al Tar contro l’ingenerosa valutazione della commissione presieduta dal dirigente Franco Gerardini.

L’udienza, dopo un primo rinvio, è stata fissata al 24 marzo. L’11 febbraio scorso, il Comitato Via ha chiesto a Santa Croce un elenco di una decina di chiarimenti e integrazioni relative ai fumi di scarico, e alla eventuale gestione di rocce e terreni movimentati.

Nei giorni seguenti sono state poi presentate le osservazioni da parte dei vari enti e amministrazioni coinvolti per rispettiva competenza nel progetto. In ogni caso la decisione andrà presa entro fine marzo, ovvero entro i 180 giorni dalla consegna della documentazione al comitato Via da parte di Santa Croce.

Se dunque ci sarà l’ok la Santa Croce tornerà come da impegno preso nel Piano industriale a tornare a imbottigliare l’acqua della Sant’Antonio Sponga entro 90 giorni lavorativi dalla consegna della presa della sorgente.  Tempi strettissimi, visto che il sodalizio di Colella non dovrà realizzare nessuna opera per l’utilizzazione giacimento.

Va inoltre ricordato che a seguito anche qui di un lungo contenzioso la Santa Croce nel suo stabilimento imbottiglia già l’acqua della più piccola sorgente Fiuggino. Non si troverà insomma nella situazione della Norda, ora Acque minerali per l’Italia, della holding dei fratelli Pessina che aveva vinto la gara contro la sfidante Santa Croce nel maggio 2017, per poi tirarsi indietro e adendo per le vie legali anche e soprattutto perché avrebbe dovuto sostenere, tra le altre cose, costi per 20 milioni di euro legati all’acquisto dei terreni e alla realizzazione di un nuovo stabilimento.

La Santa Croce invece, come dichiarato nel Piano Industriale ha a Canistro un patrimonio già esistente e pronto all’uso di 46 milioni di euro, tra sito industriale, condutture, linee produttive e varie attrezzature.

E la Santa Croce si è impegnata ad effettuare altri 4 milioni di investimenti, così ripartiti: 1.489.550 euro per la realizzazione di un importante impianto fotovoltaico, utile all’auto approvvigionamento energetico dello stabilimento, e con importanti ricadute positive sull’ambiente in virtù dell’abbattimento delle emissioni di Co2.

E ancora ben 2,2 milioni di euro in cinque anni d investimenti per pubblicità, marketing e comunicazione, fondamentali per rilanciare in grande stile l’acqua minerale a marchio Santa Croce che sarà nuovamente imbottigliata a Canistro, una delle qualitativamente migliori in Italia.

Previsti poi 300 mila euro per i lavori di rifacimento del manto stradale nelle aree adiacenti al sito produttivo. Investimenti sono infine previsti per la realizzazione di una stazione pluviometrica, circa 3.000 euro, per il rivestimento della vasca Capranica in acciaio inox, 5.000 euro, e per l’installazione di un impianto di videosorveglianza della sorgente, contatori e misuratori per altri 2.500 euro. Con la formula del leasing, strumento ritenuto maggiormente flessibile e che non comporta di intaccare la liquidità aziendale, la Santa Croce si è poi impegnata a realizzare una nuova linea di imbottigliamento per contenere la grammatura delle bottiglie, garantendo così l’efficientamento dei consumi energetici, la riduzione dei costi di produzione. In virtù di questo potenziamento a Canistro, si afferma nel Piano, saranno eventualmente delocalizzati anche alcuni segmenti di produzione ora nello stabilimento di Castelpizzuto in Molise, dove la Santa Croce in questi ultimi cinque anni ha focalizzato le attenzioni dopo il blocco in Abruzzo.

Veniamo dunque ad uno degli aspetti fondamentali dell’intera vicenda delle sorgenti Sant’Antonio Sponga, quello dei posti di lavoro. La Santa Croce, si legge nel Piano industriale, si impegna a garantire un livello occupazionale di 14 addetti per il primo anno, 18 nel secondo, 20 nel terzo, 22 del quarto e 27 nel quinto anno. nella media del primo quinquennio, dunque, 20 addetti in media. Poi, da sesto anno fino alla fine della concessione il livello occupazionale si attesterà sui 50 addetti. A questi si aggiunge però, si evidenzia nel Piano industriale, anche un importantissimo indotto, quantificato in 450-500 addetti ricomprendendo fornitori di materie prime, logistica e trasporti, manutenzioni, servizio di pulizia, distribuzione, consulenze legali ed amministrative, e così via.

“Elementi e principi qualificanti del Piano industriale  – spiega ancora Colella – è la sua alta valenza green, volta alla riduzioni di emissioni di Co2, al risparmio energetico, alla riduzione del consumo di plastica, e che si dispiega anche nell’aspetto turistico, didattico e culturale. Riteniamo infatti altamente strategico e qualificante anche la realizzazione del nuovo parco tematico. Una nuova attrazione, che potrà anche qui creare indotto e posti di lavoro”.

Altro aspetto non secondario del Piano industriale, seppure non legato direttamente all’imbottigliamento, è infatti l’ambizioso progetto di valorizzazione e potenziamento del Parco Santa Croce e del percorso tematico “Alle sorgenti della vita”, che ricomprenderà in un unicum la bellissima area verde attrezzata intorno alle sorgenti e anche lo stabilimento.

Un vero è proprio polo di attrazione turistica, rivolta in particolare alle scolaresche: nel percorso tematico, a partire dall’area verde, sarà mostrato il ciclo naturale dell’acqua e la sua importanza come risorsa primaria per l’umanità. Nello stabilimento sarà illustrato come avviene il processo industriale di imbottigliamento e come vengono effettuati i vari controlli di qualità.

Di valenza ambientale anche il progetto di installazione eco stazioni della tipologia “reverse vending machine” per il riciclo della plastica, ovvero distributori automatici che restituiscono denaro sonante a chi li utilizza portando in dote, in questo caso, le sue bottiglie di plastica. Saranno installati presso i principali clienti di Santa Croce della grande distribuzione, e saranno in grado di raccogliere fino a 10.000 bottiglie in Pet.

Nel piano industriale si precisa anche che Santa Croce si impegnerà a selezionare con cura i fornitori privilegiando quelli più attenti alle tematiche ambientali. Requisito ad esempio per le società di trasporti sarà il possesso di mezzi classificati Euro 5/6.

Altra iniziativa prevista nell’ambito delle ricadute territoriali dell’attività industriale, è la creazione di un sistema di imprese tra produttori locali con le quali Santa Croce si impegna a firmare un protocollo d’Intesa finalizzato alla condivisione della propria rete distributiva all’estero in modo da ottimizzare i costi e penetrazione commerciale.

Infine la società si impegna a promuovere il consumo di prodotti locali di alta qualità, acqua compresa, in sinergia con Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio, associazioni datoriali e sindacali, e con il coinvolgimento di bar, ristoranti e strutture ricettive.

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