ATTACCO HACKER ALL’ASL DELL’AQUILA: I PAZIENTI CHIEDONO IL RISARCIMENTO DEI DANNI

7 Novembre 2023 13:50

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – A seguito del grave attacco informatico che ha coinvolto nei mesi scorsi l’ASL 1 della regione Abruzzo, che comprende Avezzano, Sulmona e L’Aquila, dove sono stati rubati i dati sensibili di numerosi utenti, alcuni pazienti aquilani coinvolti nella vicenda, assistiti e difesi dall’Avv. Prof. Carlotta  Ludovici del foro di L’Aquila, si apprestano ad inoltrare atti di costituzione in mora legali al fine di avanzare richieste di risarcimento dei danni non patrimoniali.

Questo in in virtù della normativa europea, in particolare del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e nazionale di riferimento. Interessati della grave vicenda anche il Garante per la protezione dei dati personali, nonché l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.





“Difatti, nonostante la pubblicazione on line dei dati sensibili trafugati, in palese ed illegittima violazione della privacy, rivendicata dal “Gruppo Monti”” dice il legale, “l’Azienda sanitaria ad oggi non ha notificato alcuna comunicazione in merito alla avvenuta violazione della privacy a discapito di tali utenti”.

“Pertanto, non si conoscono le difficoltà nel reperire la documentazione medica passata, nel ricostruire la storia clinica dei pazienti, anche al fine di attuare un confronto tra la situazione di salute odierna con quella passata e nell’assicurare agli stessi prestazioni sanitarie future conformi agli standard. E’ di tutta evidenza che il trafugamento di dati altamente sensibili dei pazienti derivi dalla mancata adozione di misure di protezione di sistemi informatici adeguate a standard elevati e che la loro pubblicazione on line, con evidente e grave violazione della privacy, abbia arrecato danni di notevole entità ai soggetti coinvolti”. Si attendono, dunque, risposte concrete da parte dell’ente sanitario.





L’attacco hacker  risale ai primi di maggio scorso e ha causato una gravissima emergenza alla Asl dell’Aquila e nei suoi ospedali e presidi sanitari in enorme difficoltà, con i server aziendali fuori uso dopo l’attacco della cybergang  che ha poi  pubblicato un link che consente di scaricare a chiunque i primi 10 gigabyte degli oltre 500 gigabyte “trafugati”: dati sensibili, e coperti da privacy, referti e diagnosi di pazienti, anche con Hiv e oncologici, neonati, informazioni sulla mortalità infantile. Dati personali dei medici e dipendenti, compresi i dati bancari, informazioni amministrative e legali. Online anche numeri di telefono personali, e-mail, indirizzi di residenza e codici fiscali, di chi lavora nella Asl, ma anche cartelle cliniche, referti medici, diagnosi, terapie prescritte, dati clinici, richieste di assistenza domiciliare, fogli di dimissioni per i pazienti.

A questi gravi disagi, compresi i ritardi di visite ed esami, anche per via dell’isolamemto del cup per diversi giorni, sono seguite iniziative di procura della Repubblica, prefettura, polizia postale, vertici Asl e regionali, e polemiche politiche infinite. Nel mirino anche il fatto che il sito non sarebbe stato adeguatamente schermato e protetto da questi attacchi mentre sito di altri enti, pur attaccati, hanno resistito bene.

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