AUTOMOTIVE ABRUZZO: “A RISCHIO FUTURO DELL’INDOTTO, AGIRE SUBITO A TUTELA DI 20MILA LAVORATORI”

17 Maggio 2024 08:09

Chieti - Cronaca, Economia, Lavoro

ATESSA – “È già in corso una riorganizzazione a livello europeo e mondiale  delle produzioni. Cina e India, in primis, stanno investendo somme molto significative per garantirsi prezzi concorrenziali e prodotti affidabili da collocare nei nostri mercati. Accanto ad essi, anche i Paesi dell’Europa dell’Est, attraggono significativi investimenti per la produzione di autoveicoli offrendo infrastrutture più moderne e costi di produzione più bassi a partire da quelli energetici. Il rischio quindi, è che in assenza di materie prime e di riorganizzazioni di processi produttivi, non basterà più la sola competenza delle maestranze a bloccare processi di ricollocazione produttive”.

A lanciare l’allarme sul futuro dell’Automotive in Abruzzo, settore trainante per l’intera regione che comprende poli industriali che contano decine di migliaia di lavoratori per tutto l’indotto, è Franco Spina, segretario generale Cgil Chieti.

“I cambiamenti radicali in atto per quanto riguarda il passaggio dai motori endotermici a quelli elettrici, costringe i decisori politici ad anticipare le criticità che arriveranno – sottolinea – Non solo occorre capire come salvaguardare aziende multinazionali che con molte incertezze sono oggi presenti, ma soprattutto come si intende tutelare l’indotto che è composto da centinaia di piccole e piccolissime aziende”.





“Occorre ricordare che, nella sola provincia di Chieti, tutto il comparto dell’automotive rappresenta un pilastro fondamentale per l’occupazione e lo sviluppo dell’intero territorio. Gli oltre 20 mila addetti dicono da soli quanto sia fondamentale oggi più che mai, avere idee chiare e strumenti adatti per gestire una fase di transizione e riorganizzazione globale del settore”.

“Nell’incontro del primo maggio a San Salvo, come CGIL Chieti e CGIL Molise, abbiamo messo in evidenza le criticità che i territori vivono ma anche le opportunità di prospettiva possibili – spiega – la discussione fatta in quella sede con le autorità delle due Regioni, pone un forte accento sull’urgenza di avviare accordi di confine tra le due realtà al fine di individuare strumenti e risorse comuni da mettere in campo. Temi come l’agricoltura, il turismo, le infrastrutture, i porti, i trasporti, la sanità e l’industria con l’automotive, rappresentano punti cruciali sia per il Vastese che per il basso Molise”.

“La due giorni organizzata a livello regionale sul tema dell’Innovation Automotive 2024 nei giorni 9 e 10 maggio, ha confermato per quanto ci riguarda, la necessità di affrontare per tempo le criticità che sono già palesi sul territorio. Già oggi abbiamo grandi aziende che chiedono cassa integrazione per crisi o piccole aziende in difficoltà nonostante le dichiarazioni di importanti multinazionali che evidenziano la strategicità del nostro territorio. Processi di re-internalizzazione da un lato e di mono committenza dall’altro, rischiano di compromettere l’alta specializzazione che negli anni si è strutturata. La conseguenza è la perdita di lavoro e di reddito”.

Per Spina sono necessari “strumenti straordinari in grado di offrire ai lavoratori e alle aziende una copertura in caso di crisi. Chiedere il riconoscimento di una area di crisi complessa per il territorio, chiedere l’istituzione di una cassa integrazione legata alla transizione in grado di accompagnare eventuali aziende in crisi. Poi servono idee e soprattutto scelte strategiche sul fronte delle infrastrutture e del costo dell’energia.  Puntare sulla autoproduzione a livello regionale di energia da fonti rinnovabili consentirebbe di offrire alle imprese e ai cittadini opportunità e attrattività verso il territorio, così come dare uno sbocco alle merci e alle persone attraverso il potenziamento dei Porti, della rete ferroviaria e della connettività stradale puntando sulla trasversalità Tirreno- Adriatica adeguando la strada statale 650 meglio conosciuta come Trignina, rappresenterebbe altrettanto una necessaria azione a sostegno del lavoro e dei cittadini”.





“Opere e progetti che possono e devono vedere le istituzioni impegnate nell’ottenere risorse dalla riprogrammazione in atto dei fondi PNNR, dalla riorganizzazione della zes unica e dalla programmazione dei fondi di sviluppo e coesione europei. Riteniamo che la priorità oggi sia salvaguardare il lavoro, riqualificarlo e tutelarlo, poiché da esso deriva il benessere dei cittadini”.

“Su questi temi e su queste proposte, il primo maggio abbiamo chiesto alle autorità presenti di avviare un momento di confronto, ribadiamo la necessità di accelerare poiché, i processi in atto, o siamo in grado tutti di governarli, o li subiremo”, conclude.

 

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