AUTONOMIA: BOTTA E RISPOSTA PD-MARSILIO SU STIPENDI DOCENTI

3 Aprile 2024 19:57

Italia - Politica, Scuola e Università

ROMA – Nel corso dell’audizione in commissione Affari costituzionali della Camera sul provvedimento sull’autonomia differenziata è andato in scena un botta e risposta tra il responsabile Mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.





Sarracino ha più volte chiesto al presidente della Regione Abruzzo di rispondere sulla correttezza di una riforma che arriva persino a determinare differenziazioni salariali tra gli insegnanti delle scuole.

“Presidente Marsilio, per lei è giusto che gli insegnanti delle scuole abruzzesi vengano pagati meno di quelle del Veneto o più in generale delle regioni del nord?”.





“Io non lo trovo scritto in questa norma – ha replicato Marsilio – ma a volte accade già con le leggi esistenti: in diversi settori questo già accade perché la contrattazione decentrata è un istituto largamente praticato in quasi tutte, se non tutte, le categorie di lavoratori. Io non lo trovo scritto in questa norma e non è un effetto perché le intese vanno ancora scritte. Quando saranno scritte se ci saranno cose che producono distorsioni avremo le sedi compresa la Conferenza unificata dove le Regioni esprimono il parere sulle richieste delle altre Regioni”.

Successivamente Sarracino ha commentato a margine della Commissione, attaccando il presidente Marsilio: “Non sappiamo – sostiene – se sia più grave che Marsilio non sappia rispondere a questa semplice domanda o il fatto che stia dicendo cose non vere a questa commissione per evidenti imbarazzi politici. Non si può affermare infatti che questo provvedimento non preveda la possibilità di pagare diversamente gli insegnanti da regione in regione, perché purtroppo questo è uno dei grandi problemi del ddl Calderoli. In entrambi i casi abbiamo un serio problema e crediamo che Marsilio dovrebbe andare a spiegare agli insegnanti e ai lavoratori dei servizi pubblici abruzzesi che trova corretto che vengano pagati meno dei loro colleghi del Veneto o di altre regioni”.

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