LETTERA AD ATLANTIA, LA HOLDING ABRUZZESE CHE GIA’ GESTISCE STRADA DEI PARCHI CONCESSIONARIA A24 E A25, PRONTA AD ACQUISIRE UNA QUOTA. IN ABRUZZO ANCORA GRANE: SU SICUREZZA DEL GRAN SASSO DOMANI AUDIZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE. NOVITA’ SU MANCATA APPROVAZIONE PIANO ECONOMICO FINANZIARIO 

AUTOSTRADE PER L’ITALIA, INTERESSE TOTO SU PEF IMMINENTE NOMINA COMMISSARIO

30 Settembre 2020 08:12

L’AQUILA – Le indiscrezioni sembrano trovare più di una solida conferma. Il gruppo abruzzese Toto Holding, che tra le altre cose la Strada dei Parchi Spa gestisce le autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25, si è fatta avanti per acquisire una quota di Autostrade per l’Italia dopo la decisione, imposta dal Governo nazionale a quest’ultima di separarsi dalla controllata Aspi e in attesa di capire che ruolo potrà giocare Cassa Depositi e Prestiti nell’ambito del braccio di ferro e duro contenzioso nato dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova.

Autostrade per l’Italia proprio oggi ha trasmesso al Mit il testo dell’accordo, contenente ultimi affinamenti, per la successiva ratifica. Nella lettera di accompagnamento, ASPI ricorda che, in assenza di alcun accertamento di responsabilità, pur di giungere ad una non più procrastinabile definizione della procedura di contestazione avviata a seguito della tragedia del Ponte Morandi, ha dato seguito a tutte le intese intercorse con il Governo, formalizzate in diverse comunicazioni.

La Toto Holding avrebbe inviato una lettera ad Atlantia, a firma dell’ad, Lino Bergonzi, lo scorso 14 settembre, per formalizzare la manifestazione di interesse, dando la disponibilità rilevare il pacchetto azionario di Atlantia all’interno di Aspi.

Un’operazione, quella intavolata, seguita in prima persona dall’imprenditore pescarese Riccardo Toto, figlio del patron, Carlo.

Tutto ciò mentre Strada dei Parchi è ancora impegnata in prima linea nelle grane legate alla concessione delle due arterie, in particolare sulla esplosiva questione della messa in sicurezza del sistema Gran Sasso (traforo, tunnel e acquifero) innescata dalla inchiesta della Procura di Teramo, su denuncia delle associazioni ambientaliste, sul presunto inquinamento dell’acquifero che vede coinvolte la stessa Sdp, l’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso e la Ruzzo Spa, società pubblica del ciclo idrico integrato di Teramo; in tal senso, dopo la minaccia di chiusura, risalente allo scorso anno, del tunnel autostradale da parte della concessionaria che non voleva con la gestione peggiorare la situazione penale, il Governo ha nominato il commissario, Corrado Gisonni, per attuare il progetto di messa in sicurezza che si stima costi oltre 150 milioni di euro, che non è ancora partito.

E sulla questione, alla luce del nuovo pericolo di chiusura del traforo dovuto alle difficoltà alle verifiche trimestrali di sicurezza, prescrizioni stabilite dal tavolo tecnico voluto dall’allora vice presidente della Giunta regionale di centrosinistra, Giovanni Lolli.

Per questo, domani alle 15 all’Aquila si terrà una importante riunione della seconda commissione consiliare regionale, alla quale sono stati convocati per essere ascoltati il commissario Gisonni, i vertici di Strada dei Parchi, il presidente del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e l’assessore regionale all’Ambiente Emanuele Imprudente, attuale vice presidente della Giunta.

Ma soprattutto la vicenda, altrettanto esplosiva, della mancata approvazione del nuovo Piano economico finanziario, il famoso Pef da 3,1 miliardi di euro (2 a carico dello Stato e 1,1 di Sdp) per la messa in sicurezza sismica strutturale dell’attuale tracciato, non rinnovato dal 2014, e con in carica il ministro De Micheli, addirittura bocciato dall’Ue dopo le autorizzazioni ottenute nella filiera italiana, tra cui dal Cipe, con a capo del dicastero il pentastellato Danilo Toninelli: si tratta di un progetto che dovrà ridisegnare interamente la concessione, pedaggi compresi, per il quale Sdp è ricorsa alle vie legali tanto che il Consiglio di Stato lo scorso anno ha ordinato al Governo di procedere entro il 30 novembre ad approvare il Pef e in caso di inadempienza, ha previsto la nomina di un commissario.

A tale proposito, si attende la ratifica della nomina del commissario ad acta.





Tornando all’interessamento per Autostrade per l’Italia, non si tratta di un’operazione semplice, visto che viene quantificata all’incirca in 11 miliardi di euro.

È per questo che autorevoli analisti ritengono che la holding dovrà cercare un alleato finanziario.

Il candidato principale è il fondo statunitense Apollo, con il quale Toto ha già stretto un’alleanza nel settore delle energie rinnovabili, comparto in cui l’azienda ha condotto già una serie di operazioni con relative plusvalenze per centinaia di milioni.

È possibile che l’intesa possa essere estesa al settore dell’autostrade per aumentare la quota di mercato che attualmente è data dalla presenza in A24 e A25.

L’interesse di Toto conferma che Atlantia punta a un’operazione di mercato, cercando possibili acquirenti sia in Cassa Depositi e Prestiti e sia in altri gruppi che possano presentare offerte al momento non vincolanti nell’ipotesi della “dual track”, ovvero della pianificata scissione.

Nel caso di partner privati è possibile che a farsi avanti siano vere e proprie cordate, espressione di grandi gruppi finanziari.

L’incertezza più grande, al momento, riguarda la procedura visto che il governo aveva dato come condizione l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti. Il rischio è che l’esecutivo possa evocare una revoca della concessione per trovare una soluzione che possa essere gradita.

Intanto, in Abruzzo, dopo le polemiche sui lavori provvisori di messa in sicurezza di ponti e viadotti e sulla copertura finanziaria e sul tira e molla con il Governo nazionale sulla sicurezza dell’arteria, si attendono lumi su il Pef. (b.s.)

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