AUTOVELOX ”KILLER” BUSSI: ACCOLTE PRIME ISTANZE SOSPENSIONE MULTE, LUDOVICI, ”FINE DELL’INCUBO”

29 Gennaio 2020 08:00

L'AQUILA – “Accolte da alcuni giudici di pace di Pescara le prime istanze di sospensione delle multe”.

Ad annunciarlo è l'avvocato Carlotta Ludovici, dell'Aquila, e le multe in questione sono quelle elevate a causa del superamento del limite di velocità in prossimità dell'ormai famoso “autovelox killer” di Bussi, installato a giugno dello scorso anno sulla strada che permette un collegamento più rapido e facilitato agli aquilani per recarsi nella provincia di Pescara.

“Lì posto dall’Ente comunale di Bussi che non si è fatto nessuno scrupolo nel collocarlo dopo un filare di alberi, all’uscita di una curva e soprattutto ben nascosto tra le fronde rigogliose degli alberi che hanno contribuito alla poca, se non inesistente, visibilità dello stesso”, ricorda ancora una volta l'avvocato che ha promosso i ricorsi. 

E così, dopo mesi di polemiche, “l’incubo vissuto da migliaia di automobilisti lungo la statale 153 all’altezza di Bussi sul Tirino sembra essere quasi giunto ad una svolta”. 





“Se è vero che nessuno dei malcapitati passato di lì è riuscito a scampare all’autovelox 'killer' – dice Ludovici -, è ben vero che la caparbietà di coloro che hanno deciso di affidarsi alla Giustizia e quindi di tentare il ricorso contro tale comportamento ingannatore e del tutto penalizzante adottato dal Comune di Bussi, in questi giorni è stata ripagata”.  

“Infatti, sono state accolte da alcuni Giudici di Pace di Pescara le prime istanze di sospensione delle multe impugnate, inaudita altera parte, ossia prima ancora della discussione della causa nella pubblica udienza innanzi al Giudice adito”. 

“E' un primo risultato che fa ben sperare e dare un sospiro di sollievo ad alcuni degli odierni ricorrenti, ai quali, sic et stantibus, non potranno essere sottratti i punti alla patente (o non potrà essere sospesa la patente) e nemmeno potrà essere loro richiesto dal Comune di Bussi il pagamento delle sanzioni pecuniarie”, conclude l'avvocato. 

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