AUTOVELOX, PD: “NON SONO BANCOMAT PER COMUNI MA STRUMENTO DI SICUREZZA, STOP A USO DISTORTO”

21 Febbraio 2022 17:38

Pescara: Politica

PESCARA – “Gli autovelox non devono essere un bancomat per i Comuni ma uno strumento per la sicurezza stradale. Dedichiamo un momento di riflessione politica all’utilizzo distorto”.

Questo il senso della conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina, convocata da Antonio Blasioli, consigliere regionale PD, con la partecipazione di Gianni Chiacchia, consigliere provinciale, e dei consiglieri comunali Gianni Iezzi per Scafa, Pino De Dominicis per Bussi sul Tirino, Gianni Filippone e Denis Sposo per Pianella, Francesco Lattanzio per Catignano, Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Stefania Catalano, Giovanni Di Iacovo e Marco Presutti.

È stata l’occasione di un confronto a 360° con Carlo Spaziani, già ufficiale della Polizia locale di Roma Capitale in pensione ed esperto nazionale di sistemi autovelox.

Di seguito la nota completa con le dichiarazioni.

 

Antonio Blasioli – consigliere regionale: Oggi dedichiamo un momento di riflessione politica all’utilizzo distorto degli autovelox, strumenti per la sicurezza degli automobilisti, che sempre più spesso vengono impropriamente finalizzati ad alimentare le entrate nelle casse dei Comuni.

L’incontro odierno costituisce un utile approfondimento su questo argomento assieme a Carlo Spaziani, uno dei massimi esperti in Italia di sistemi autovelox e all’esito della verifica sul territorio chiederemo un incontro su tutti i punti al sig. Prefetto e al Ministero competente.

Gli amministratori dei Comuni di Scafa (Gianni Chiacchia ha fortemente voluto questo incontro), Pianella, Bussi sul Tirino, Catignano, Pescara e Cepagatti, paesi e città in cui gli automobilisti sono stati flagellati dagli autovelox sulle strade, sono qui per dire la loro nei confronti di questo strumento.

Il nostro intento è quello di richiamare l’attenzione dei Comuni a interpretare l’uso degli autovelox come uno strumento di prevenzione e dissuasione dalle infrazioni al codice della strada. Parliamo di autovelox (30 Km/h a Pescara – in soli cinque mesi sono state elevate oltre 20mila multe o 50 Km/h a Scafa e Pianella) spesso sistemati su strade che non avevano mai registrato sinistri e contemplavano limiti di velocità ben più alti rispetto a quelli previsti per l’istallazione degli strumenti rilevatori della velocità, ma anche di T-red (via Michelangelo/via Ferrari a Pescara), ancora in funzione e speed scout montati su auto civetta della Provincia.

Sul territorio della Provincia di Pescara alcune amministrazioni hanno ritenuto che lo scopo di questi apparecchi fosse quello di multare il maggior numero di automobilisti e aumentare in questo modo le entrate derivanti dalle sanzioni in favore dei bilanci dei propri Enti. Senza poi destinare la parte del 50% deli proventi delle sanzioni alla sicurezza stradale, come previsto dall’art. 208 codice della strada.

È giusto prevedere la presenza di autovelox sulle nostre strade, ma è necessario che le Amministrazioni Comunali facciano installare questi strumenti di rilevazione della velocità nel pieno rispetto del Codice della strada e li utilizzino secondo giusti criteri, per diminuire l’incidentalità nelle strade a scorrimento veloce e in quelle dove si registra un elevato numero di sinistri, non possono considerarli una fonte per un facile incremento delle entrate. La procedura dev’essere legittima e trasparente e non deve violare la privacy. Per questo oggi accogliamo di buon grado la collaborazione di Carlo Spaziani a cui abbiamo chiesto una relazione accurata su ciò che si sta verificando sulle strade della provincia di Pescara.

“Autovelox” deve essere sinonimo di “sicurezza stradale”, non di “tesoretto per le casse comunali”!

 

Carlo Spaziani – già ufficiale della Polizia locale di Roma Capitale in pensione ed esperto nazionale di sistemi autovelox

Oggi nessuno è in grado di quantificare con precisione il numero di autovelox presenti sul territorio nazionale, questo semplicemente perché non esiste un albo di registrazione di queste apparecchiature, e neppure sapere chi li detiene.

Tante sono le irregolarità che si rilevano nell’installazione degli autovelox e nell’elevazione delle sanzioni, dall’errata o mancata segnalazione della loro presenza, al loro non corretto posizionamento o distanziamento, dalla loro non omologazione nei modelli alla non periodica taratura.

Inoltre, i rilevatori elettronici della velocità, il cui posizionamento dovrebbe essere legato ad un alto tasso di incidentalità della strada individuata negli ultimi cinque anni, molto spesso invece sono collocati in punti dove non si sono verificati incidenti di una certa gravità nel periodo temporale prescritto di cinque anni, ragione per cui gli autovelox andrebbero rimossi, proprio perché vengono a mancare i presupposti di legge.

Infine, in molte occasioni c’è anche un “problema di territorialità dagli enti accertatori”, perché sul verbale della contravvenzione sotto il codice a barre ci sono dodici caratteri, che inseriti nel sito delle Poste italiane, verificano la provenienza della multa; effettuando questo test, si può scoprire così che, ad esempio una contravvenzione avvenuta a Scafa, è stata accertata da un ente di un’altra città..questo perché, in violazione di legge, i verbali sono redatti non dalla polizia municipale del Comune ma da soggetti terzi – spesso società private.

 

Gianni Chiacchia – consigliere provinciale e consigliere comunale di Scafa

Con la conferenza stampa di oggi vogliamo ribadire il nostro essere totalmente favorevoli a tutto ciò che garantisce la sicurezza stradale, autovelox compresi, se servono legittimamente a fare prevenzione e non cassa per i Comuni.

Da aprile a settembre 2021, periodo in cui è stato in funzione l’autovelox lungo la Tiburtina Valeria, il Comune di Scafa ha incassato circa € 1.300.000,00 – con 12mila verbali emessi.

Il Codice della strada prevede che i fondi derivanti da questo tipo di sanzioni debbano essere reimpiegati per la sicurezza stradale, ma, a due mesi dalle elezioni, il Comune di Scafa sta procedendo semplicemente a una serie di interventi di ordinaria manutenzione – asfalti.

Inoltre, la sospensione “a data da destinarsi” dell’attività di rilevamento di velocità con l’autovelox, trova un riscontro ben preciso delle vere intenzioni degli amministratori di Scafa nel bilancio di previsione triennale di recente approvato, in cui l’amministrazione ha previsto € 1.300.000,00 per ciascuna delle annualità 2022, 2023 e 2024, di entrate nelle casse comunali derivanti da sanzioni attraverso autovelox per le violazioni al Codice della strada.  Ciò significa che dopo la tornata elettorale l’autovelox tornerà a fare cassa per il Comune di Scafa.

Proseguirò le attività di verifica della legittimità dell’installazione degli autovelox sulle strade della Val Pescara e, da consigliere provinciale, mi occuperò anche dei controlli effettuati dalla Polizia Provinciale con lo Speed Scout.

 

Pino De Dominicis – consigliere comunale di Bussi sul Tirino

È palese l’uso indiscriminato dell’autovelox da parte di diversi Comuni per far cassa, tra cui Bussi su Tirino, che risulta essere il quinto Comune in Italia per le entrate per multe, sanzioni e ammende, in proporzione alla popolazione, e che solo nel 2020 ha incassato € 2.500.502 euro.

Molti Comuni poi non rispettano l’obbligo di rendicontazione delle entrate dalle multe e di come vengono utilizzate, dunque è bene chiedersi e pretendere di conoscere a quali miglioramenti della sicurezza delle infrastrutture sono state destinati gli introiti delle multe da autovelox? Rifare l’asfalto usurato o danneggiato non può essere l’unica misura di garanzia della sicurezza stradale.

 

Gianni Filippone – consigliere comunale di Pianella

Porto al tavolo di questa mattina quanto già segnalato con un esposto lo scorso 15 luglio 2021 riguardo le irregolarità di procedura e le insufficienti motivazioni tecniche nell’installazione dell’autovelox sulla statale S.S.81 nel territorio di Pianella, tra cui la riduzione del limite di velocità da 90 km/h, poi a 70 km/h e infine a 50 km/h, nel suddetto tratto della strada statale S.S.81, riduzione questultima espressamente richiesta all’ANAS dal Responsabile del procedimento del Comune di Pianella senza nessun atto di indirizzo politico della Giunta Comunale e successivamente approvato dall’ANAS, che di conseguenza ha adeguato la segnaletica in quanto proprietario della strada. Inoltre, nel tratto dei 4 km sottoposti a controllo con autovelox non c’è neppure un tasso di incidentalità elevato, infatti negli ultimi 5 anni ci sono stati solo 4 incidenti rilevati dai Carabinieri e non è stato rilevato un aumento di traffico e della pericolosità.

 

Denis Sposo – consigliere comunale di Pianella

L’autovelox sulla statale S.S.81 nel territorio di Pianella si è trasformato in una trappola per i cittadini e le multe elevate pesano gravemente sulle tasche di pendolari e lavoratori, una situazione incresciosa per famiglie e piccoli imprenditori che, già colpiti dagli effetti negativi della pandemia, si sono ritrovati a dover pagare sanzioni elevate emesse da questo autovelox, anche con decurtazione di punti dalla patente, e in alcuni casi sono state fatte multe più volte al giorno alla stessa persona o a più componenti della stessa famiglia.

A tutto ciò si aggiunge anche il danno d’immagine che sta subendo la città –  sui social sono nati gruppi che invitano a boicottare Pianella per la presenza di questo rilevatore di velocità e ciò ha finito per rivelarsi un danno per le attività del nostro Comune.

 

Francesco Lattanzio – consigliere comunale di Catignano

Da amministratore e già Sindaco di Catignano mi sono impegnato negli anni per migliorare e rendere sempre più sicura ed efficiente la viabilità delle aree interne e ridurre il tempo di percorrenza per raggiungere l’area metropolitana di Pescara.

Oggi l’intero territorio provinciale è costellato di autovelox: a Scafa, Manoppello, Pianella, Catignano, Nocciano, Rosciano, Cepagatti, Spoltore, Pescara.. Come si può pensare che la sicurezza stradale possa ridursi alla proliferazione di rilevatori elettronici della velocità, senza alcun intervento sul territorio. E’ inaccettabile che i Comuni preferiscano far cassa sulla distrazione di qualche automobilista invece di prevenire situazioni di pericolo su strada.

 

Piero Giampietro – consigliere comunale di Pescara e capogruppo PD

A Pescara in via di Sotto, la Giunta Masci la scorsa estate aveva installato un autovelox con il limite di velocità fissato a 30 km/h, e in soli cinque mesi sono state elevate oltre 20mila multe.

Ci siamo battuti per anni per la sicurezza nel tratto stradale di via di Sotto migliorandone la viabilità, ad esempio realizzando rotatorie che hanno diminuito la velocità delle autovetture, ma l’autovelox che prevedeva il limite di 30 km/h era una vera tassa occulta e la riprova è che era ampiamente previsto nel bilancio di previsione in introito di molto aumentato sulle sanzioni per la violazione del codice della strada. Guarda caso oggi Pescara ha tolto l’autovelox  e ad un anno dalla sua dismissione, arrivano gli aumenti dei parcheggi.

 

Francesco Pagnanelli – consigliere comunale di Pescara

Che l’intento dell’amministrazione di Pescara fosse quello di tassare i cittadini e non di garantirne la sicurezza, attraverso l’autovelox, è comprovato dall’attuale condotta, visto che la Giunta Masci ha deciso di fare appello alle sentenze del Giudice di Pace, che aveva accolto il ricorso dei cittadini su determinate questioni, cercando ostinatamente di fare cassa.

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