AVEZZANO: FORZA ITALIA CONTRO TEMPIO CREMATORIO,
” SE NON CE NE SONO IN ABRUZZO UN MOTIVO C’E'”

3 Novembre 2021 09:38

L'Aquila: Cronaca

AVEZZANO – Forza Italia dice no al forno crematorio a cui l’amministrazione comunale ha dato il suo via libera.

Sarebbe il primo in Abruzzo, per offrire un servizio a persone che devono recarsi in altre regioni con costi molto maggiori, e che come aveva spiegato l’assessore Loreta Ruscio, “porterà benefici alla collettività avezzanese, marsicana e regionale, oltre che una riduzione dei costi e delle aree cementificate e qualche posto di lavoro. Senza dimenticare l’introito economico per l’Ente utile da destinare a servizi per la comunità”. L’operazione tempio crematorio, secondo la proposta della società Altair, prevede un investimento privato di oltre 2 milioni e mezzo di euro su un’area di 3.000 mq nel cimitero, già individuata da anni. Nelle casse dell’Ente, in base a un’analisi dell’azienda, che ipotizza 1.200 cremazioni annue (al prezzo di 515 euro l’una, per i residenti dovrebbe scattare uno sconto del 25%), stando alle percentuali medie di agio incassate da altri Comuni italiani, (10%) affluirebbero circa 60mila euro annui.

Forza Italia però punta i piedi.

“Veloce, quasi fulminea l’approvazione da parte dell’Amministrazione Di Pangrazio della costruzione di un forno crematorio ad Avezzano. Ad un’amministrazione comunale che basa su condivisione e confronto ogni decisione e soprattutto non-decisione presa durante questo primo anno di mandato, impossibile non chiedere: perché non si è coinvolta la cittadinanza in una scelta che riguarda l’intera città, imponendo una decisione così forte, presa in pochissimo tempo da 15 persone, a cui i cittadini dovranno sottostare per almeno 30 anni?”

“In ogni città d’Italia in cui le imprese del settore hanno proposto l’installazione di un tempio per la cremazione si è giustamente aperto un dibattito e un confronto con la cittadinanza, la politica e le associazioni a vario titolo competenti – argomenta Forza Italia -. Nella maggior parte dei casi tali dibattiti hanno portato a un secco no delle amministrazioni, che spesso hanno cambiato idea riconsiderando tutti gli aspetti e i risvolti sociali ed ambientali. L’ultimo in ordine di tempo è il Comune di Tagliacozzo che solo un anno fa ha bocciato la realizzazione di tale opera”.

“Perché solo ad Avezzano l’amministrazione comunale non ha aperto un dibattito? Senza censurare l’iniziativa dell’imprenditoria privata e nel pieno rispetto di chi predilige questo tipo di procedimento funerario – prosegue la nota – , dobbiamo necessariamente chiederci e chiediamo all’amministrazione in carica: perché non si è aperto un dibattito in città per vedere se questa iniziativa va incontro a quella che è la vocazione del territorio, già orientata verso il settore produttivo dell’agro  alimentare e turistico ambientale, nonché crocevia di percorsi verso i più grandi parchi naturalistici del Paese ? Perché non si è ristretta la fruibilità del servizio ai soli cittadini di Avezzano ed invece dobbiamo allargarne l’utilizzo  alle salme provenienti da tutte le parti d’Italia ? Perché non si sono smentiti con fatti e dati certi tutti i rischi di inquinamento ambientale che hanno da  sempre impedito ai proponenti di questa tipologia di  impianti di aprire così facilmente, soprattutto  pensando che per i prossimi 30 anni ( durata della convenzione ) saranno effettuate centinaia di migliaia di cremazioni ? La legge 130/2001 prevede che siano le Regioni a regolamentare la realizzazione degli impianti crematori da parte dei Comuni, l’amministrazione  ha verificato se la Regione Abruzzo ha predisposto tale regolamentazione, mancante fino al 2020, circostanza che ha bloccato la realizzazione del forno a Tagliacozzo? Perché non considerare che non verranno creati   posti di lavoro aggiuntivi e che i guadagni del comune saranno assolutamente marginali?  Perché deliberare la realizzazione proprio adesso che abbiamo il sindaco sospeso?”.

Forza Italia chiede dunque  “al sindaco di intervenire per interrompere l’iter di affidamento del forno crematorio visto che è ancora possibile, ed aprire un corretto  e necessario dibattito in città sul tema. Se in tutta la Regione Abruzzo non si è mai aperto un forno crematorio ci sarà un motivo e se proprio non volesse  andare lontano con le ricerche, chieda le motivazioni al sindaco di Tagliacozzo che solo lo scorso anno ha impedito nella sua città la stessa realizzazione”.

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