AVEZZANO: PROCESSO AUTO BLU PROVINCIA, CHIESTI 4 ANNI E MEZZO PER DI PANGRAZIO, “SONO SERENO”

2 Giugno 2021 08:46

L'Aquila: Cronaca

AVEZZANO – “Attendo con serenità la pronuncia del collegio giudicante, sicuro del fatto che emergerà la mia completa estraneità agli addebiti contestati”.

Così in una inervista al quotidiano Il Centro, il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, per il quale i pm del Tribunale dell’Aquila, Stefano Gallo e Roberta D’Avolio, hanno chiesto il rinvio a giudizio nel processo incentrato sul presunto e spregiudicato utilizzo a fini personali  delle auto blu della Provincia dell’Aquila, di cui Di Pangrazio, due volte sindaco di Avezzano, è stato dirigente.

La richiesta è la condanna di 4 anni e mezzo per peculato.

Sette i casi nei quali a Di Pangrazio è stato contestato l’utilizzo dell’auto blu per scopi personali, con benefici anche per gli autisti finiti sotto processo.

Tra i viaggi in auto blu uno a Napoli, per accompagnare il sindaco a Ischia, luogo, secondo la testimonianza di un accompagnatore dell’imputato, scelto perché tranquillo, dove poter meditare le scelte politiche.

“Pensiamo di aver dimostrato la completa insussistenza delle accuse contro il dottor Di Pangrazio, peraltro come dimostrano gli atti della ragioneria, in quel periodo lo stesso ha rinunciato a circa 60 mile euro di indennità e non ha mai chiesto un euro di rimborso per le spese”, dichiara l’avvocato difensore di Di Pangrazio, Antonio Milo, “la sua specchiata moralità riconosciuta dalla città è stata testimoniata in tutte le fasi processuali che ormai durano da oltre otto anni con una grande sofferenza del dottor Di Pangrazio, rieletto sindaco della città per tutelare i cittadini, come sta facendo sin dall’inizio, dalla grave fragilità economica e sociale in cui versa il territorio marsicano”.

“Sul contestato utilizzo dell’autovettura di rappresentanza dell’Ente”, conclude, “ricordo che un illustre predecessore, il professor Mario Spallone, in occasione di un procedimento analogo del Tribunale di Avezzano, dove gli venivano contestati numerosi viaggi e il Pm aveva chiesto 5 anni di pena, sulla base del regolamento per la gestione e l’uso dei veicoli comunali, tutt’ora vigente, fu assolto perché il fatto non costituisce reato. Siamo sicuri che anche il tribunale dell’Aquila sulla base della ricostruzione dei fatti assolverà il dottor Di Pangrazio, per continuare a difendere i cittadini e una città che, dopo un lungo periodo di commissariamento, sta iniziando a risalire la china”.

 

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