BABY GANG, LA STRETTA DELLA LEGA: “VIA IL REDDITO DI CITTADINANZA AI GENITORI”

14 Novembre 2022 19:10

Italia - Politica

ROMA  – Lavori socialmente utili già nella fase delle indagini e, per chi rifiuta, processo senza sconti di pena. Ammonimento del questore anche per chi oggi non è perseguibile, cioè i minori tra i 12 e i 14 anni. E per i ragazzi che diffondono i video delle loro violenze, per autocelebrarsi o istigare altri a seguire le loro orme, pene da 1 a 5 anni. E soprattutto, multe ai genitori e sospensione dell’assegno familiare o del reddito di cittadinanza.

La Lega si appresta a proporre un giro di vite per arginare la violenza minorile, a partire dalle baby gang.





Un fenomeno che riguarda tutto il Paese e che assume connotati di sempre maggiore gravità. Non a caso, infatti, era stato il ministro dell’Interno Matteo Piantodosi a indicare il contrasto alle bande giovanili violente tra le priorità del suo mandato, ma ora il partito di Matteo Salvini gioca d’anticipo. Ed è pronto a riproporre un disegno di legge che aveva già presentato alla fine della scorsa legislatura, come annunciato dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, tra i proponenti di quel testo, che vedeva come primo firmatario il leader del partito.

La stretta ha l’obiettivo di “risolvere il problema stesso delle baby gang”, dando “un segnale ai giovani e ai loro genitori”, ha spiegato Ostellari, intervenendo a una trasmissione televisiva. E all’Ansa illustra i dettagli della proposta che sarà presentata nelle prossime settimane e in cui potrebbe confluire anche l’ipotesi di Salvini di ritardare il conseguimento della patente ai giovani che hanno fatto parte di baby-gang.

Attualmente i minori sonno perseguibili penalmente solo dai 14 anni in su. La Lega chiede innanzitutto l’introduzione dell’ammonimento del questore, anche per chi ha dai 12 ai 14 anni e che l’autorità di pubblica sicurezza possa applicare ai genitori la sanzione amministrativa dai 200 ai mille euro, per non aver assolto agli obblighi educativi e di sorveglianza del minore. Non solo: la proposta cerca di porre rimedio anche alla lentezza della giustizia penale.





“Spesso i giovani violenti vengono individuati nell’immediatezza dei fatti. Ma la messa alla prova interviene a distanza di anni dal fatto. Bisogna dare la possibilità alla magistratura di intervenire subito e ‘suggerire’ a minori e genitori un percorso rieducativo immediato: lavori socialmente utili subito e, se l’esito è positivo, si estingue il processo, altrimenti si fa il processo senza sconti”.

Tornando alle “punizioni” per la famiglia del minore, la Lega vuole che sia aumentata sino a 1.000 euro l’ammenda per i genitori dei ragazzi che non vanno a scuola, oggi “ridicola”, e che sia introdotta la sanzione accessoria della sospensione del beneficio del reddito di cittadinanza o dell’assegno unico familiare.

“È un messaggio per le famiglie, responsabili di non aver vigilato e non aver provveduto all’obbligo di istruzione e mi pare un provvedimento di buon senso”, conclude Ostellari.

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