BABY GANG L’AQUILA: SI CERCANO PROVE NEI TELEFONI

6 Ottobre 2022 09:35

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – Spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate, risse, estorsioni e stalking: sono 30 gli indagati delle baby gang che hanno invaso il centro dell’Aquila, con episodi di violenza che hanno suscitato allarme in città, e in questi giorni un perito passerà al setaccio i telefonini sequestrati ai bulli.

L’analisi dei tabulati e delle memorie degli smartphone servirà a confermare l’impianto accusatorio.

L’operazione delle forze dell’ordine, ricorda Il Centro, ha sgominato almeno tre gruppi distinti ma con qualche “amicizia” in comune. Tra loro italiani, albanesi, egiziani e tunisini, ma anche un ragazzo originario della Bosnia e uno della Moldavia, finiti nell’indagine che ha portato all’esecuzione di tredici misure cautelari (6 arresti, 7 affidi in comunità) verso giovani tra i 15 e i 19 anni. Tra i provvedimenti adottati anche 23 Daspo “Willy” della durata tra i 18 e i 36 mesi.

L’attività investigativa ha avuto inizio a gennaio 2021 dopo episodi legati allo spaccio di stupefacenti nei dintorni delle scuole o in luoghi di ritrovo abituali quali Collemaggio, la Villa comunale, piazza Santa Maria di Paganica, ma anche pestaggi e sequestri di piccole quantità di stupefacenti.

A unire tutti i ragazzi sono i contesti sociali difficili: sette indagati vivevano in una comunità, che per cinque era la stessa. Due arrestati hanno precedenti: maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza in un caso; lesioni e minacce in concorso e rissa in concorso nell’altro. Uno dei ragazzi affidati in comunità è indagato per violenza sessuale.

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