BAGNAI, “DATO PRODUZIONE INDUSTRIALE RIFLETTE CRESCENTE DIVARIO IN UE”

11 Maggio 2020 18:15

ROMA – “Il collasso della produzione industriale nel mese di marzo, pari a -28,4% sul precedente mese di febbraio, evidenzia quanto sia stato drammatico l’impatto del lockdown. Risalta anche il crescente divario fra i Paesi dell’Unione Europea, chiaramente riconducibile all’incapacità di proporre strategie comuni e condivise a fronte delle sfide della globalizzazione”.

Lo afferma, riporta l’AdnKronos, il responsabile economico della Lega, senatore Alberto Bagnai.

“In Germania, ad esempio, dove il lockdown è iniziato due settimane dopo e in forma differenziata per territorio, l’impatto è stato più contenuto, con un calo della produzione industriale dell’11,2% su base mensile nel mese di marzo”.

Anche la coesistenza di diversi regimi valutari contribuisce alla divergenza fra Paesi.

“Particolarmente evidente – spiega il responsabile economia della Lega – è la divergenza di performance tra i paesi euro rispetto a quelli non euro. Alcuni di questi hanno reagito allo shock lasciando deprezzare le rispettive valute. La Polonia, tanto per fare un esempio, è riuscita a contenere la caduta registrando un calo della produzione a una cifra (-7,3% rispetto a febbraio) anche grazie a un deprezzamento dello zloty nei confronti dell’euro in misura pari al 5,5%”.

“Vi è poi il caso limite della Svezia che, oltre ad aver sostanzialmente evitato misure di lockdown, ha lasciato anche deprezzare la corona del 3% rispetto alla moneta unica, con il risultato di aver riportato a marzo un calo della produzione industriale di appena lo 0,7% su base mensile”, continua.

“In assenza di un piano razionale ma incisivo di riaperture, che tenga conto delle specificità dei singoli territori, e di interventi efficaci di sostegno da parte delle istituzioni europee, in particolare della Bce – conclude Bagnai – il crescente divario fra le economie dei Paesi membri costituirà un fattore di serio rischio per la coesione europea”.

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