BANCA DEGLI OCCHI: 2013 PARTE BENE, TANTE CORNEE E NUOVE TECNOLOGIE

di Marianna Galeota

9 Febbraio 2013 08:35

L'Aquila -

L’AQUILA – Dopo un ottimo 2012, anche l’anno nuovo è cominciato bene per la Banca degli occhi, struttura operativa da oltre dieci anni all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: l’equipe guidata dal direttore Germano Genitti, infatti, sta processando dieci nuove cornee provenienti da donatori dell’Aquila e di Campobasso che, se risulteranno idonee, potranno migliorare la qualità della vista di molte persone.

Nuova tipologia degli interventi nel 2013, inoltre, con una serie di tecniche innovative che da quest’anno entrano a regime, in particolare i trapianti lamellari, come spiega Genitti ad AbruzzoWeb: “Sono trapianti parziali, non di tutta la cornea quindi, ma solo di una parte che può essere quella anteriore o posteriore”. Tra i programmi innovativi, indagini diagnostiche e terapie che potranno curare le patologie degli occhi più complicate.

“L’acquisizione di nuovi dispositivi e strumentazioni all’avanguardia ci consentirà di avviare presto l’erogazione di nuovi servizi – svela Genitti – come il siero autologo, usato per la terapia di alcune patologie della superficie oculare e di lenticoli corneali che consentiranno l’introduzione anche all’Aquila delle più avveniristiche tecniche, come il trapianto endoteliale”.

“Guardando all’anno appena concluso il bilancio è positivo – spiega ancora Genitti – con un incremento delle donazioni che ha consentito di ridurre notevolmente le liste di attesa dei trapianti in Abruzzo e Molise”.

Sono 148 le cornee trapiantate in totale, di cui 79 dall’Aquila, 17 da Avezzano, 14 da Pescara, quattro da Chieti, due da Teramo, due da Atri, 24 da Campobasso, quattro da Termoli e due dall’Istituto Neuromed.

Il maggior numero di donatori arriva dal capoluogo abruzzese: sono 44, infatti i donatori aquilani, 9 arrivano da Avezzano, 7 da Pescara, due da Chieti, uno da Teramo, uno da Atri, 12 da Campobasso, due da Termoli e uno dal Neuromed.

I tessuti processati, cioè analizzati per attestarne l’idoneità, sono stati invece 1.848, dei quali 1.322 cornee, 304 membrane amniotiche, 119 sclere e 103 lenticoli.

“Auspico che il Centro dell’Aquila possa divenire un riferimento per l’Abruzzo anche nell’ambito di collaborazioni con altri reparti come  l’ortopedia, la neurochirurgia, l’odontoiatria, per l’utilizzo di tessuti quali la membrana amniotica ed il tessuto osseo”, conclude Genitti tracciando le linee guida per quest’anno.

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