BANKITALIA AVVIA PROCEURA DI AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PER PERDITE PATRIMONIALI; ISTITUTO HA ACQUISITO LA TERAMANA TERCAS NEL 2014, UN' OPERAZIONE FATALE; ATTRITI NEL GOVERNO

BANCA POPOLARE DI BARI COMMISSARIATA, CDM, ”TUTELARE RISPARMIATORI”

13 Dicembre 2019 23:29

ROMA – La Banca d'Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali.

E' quanto si legge sul sito della banca pugliese che ha acquisito la banca Tercas, con sede a Teramo, nel 2014, che ha portato nel gruppo oltre a 250mila clienti e 4,5 miliardi di raccolta, 750 milioni di perdite e 1,4 miliardi di sofferenze.

Bankitalia ha nominato Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza.

A questi ultimi, si legge nella nota, è affidato il presidio della situazione aziendale, la predisposizione delle attività necessarie alla ricapitalizzazione della banca nonché la finalizzazione delle negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all'intervento di rilancio della banca.

“In sede del Consiglio dei Ministri, il ministro Roberto Gualtieri ha riferito – si legge nella nota finale – che la Banca d'Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e ha deliberato la sottoposizione della Banca stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del testo unico bancario”.

Dopo ampia discussione, il Consiglio dei Ministri ha espresso la determinazione ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio a beneficio del sistema produttivo del Sud, in maniera pienamente compatibile con le azioni di responsabilità volte ad accertare le ragioni che hanno condotto al commissariamento della Banca.

Il caso era finito in Consiglio regionale d'Abruzzo, lo scorso giugno, per l'interrogazione presentata dal consigliere regionale Antonio Blasioli, del Pd, riguardante la tutela dei circa mille lavoratori delle filiali della Banca Popolare di Bari in Abruzzo, per scongiurare una possibile chiusura degli sportelli nell'entroterra dopo la crisi di bilancio certificata per il gruppo bancario.

Parliamo di 101 sportelli situati , fra l’altro, a Civitaquana, Collecorvino, Civitella, Cugnoli, Farindola, San Valentino, Tocco a Casauria, Torre Dei Passeri, Arsita, Aprati, Campli, Canzano, Castelli, Colonnella, Pietracamela, Torricella Sicura, Isola del Gran Sasso, Carsoli, Santa Maria Imbaro, Poggiofiorito, ecc.





REAZIONI

“I ministri del Pd hanno partecipato al Consiglio dei Ministri. In ogni scelta di governo, e a maggior ragione quando si tratta di tutelare i risparmi dei cittadini, noi mettiamo doverosamente senso di responsabilità. Le minacce, le aggressioni agli alleati, le assenze per fare notizia, le lasciamo ad altri”. Così in una nota il ministro Dario Franceschini.

“La convocazione improvvisa di un Consiglio dei ministri sulle banche, senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia, segna un gravissimo punto di rottura nel metodo e nel merito”. Lo dichiara Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati di Italia Viva.

“Stupisce – sottolinea ancora Marattin – che chi per anni ci ha attaccato demagogicamente su provvedimenti finalizzati a sostenere i risparmiatori si renda oggi responsabile di una operazione incredibile, finalizzata più a salvaguardare le responsabilità di chi doveva gestire e/o vigilare e non l'ha fatto”. “Italia Viva non parteciperà al Consiglio dei Ministri e – conclude – si riserva di valutare in Aula quale posizione assumere”.

“Dopo che per anni i 5 Stelle hanno costruito contro di noi la retorica sulle banche. Oggi con il Pd votano in CdM a difesa di chi avrebbe dovuto ben amministrare. Noi non ci stiamo e non parteciperemo a questo voto. In attesa di vedere come lo giustificheranno”. Lo scrive su Twitter il coordinatore di Italia viva Ettore Rosato.

“Abbiamo sempre detto aiuteremo i risparmiatori non i banchieri: in questo momento c'è un problema con la Banca Popolare di Bari ma noi dobbiamo andare a vedere a chi hanno prestato i soldi: pensiamo a un decreto che aiuti i risparmiatori, non gli amici delle banche. Serve una riflessione sul decreto”. Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, partecipando a una iniziativa elettorale.

“Non si fanno cdm risolutivi finché non c'è un accordo sul metodo. Che sia chiaro: il MoVimento 5 Stelle vuole salvare i risparmi e non le banche”. Lo dichiarano fonti M5S a proposito del Consiglio dei ministri.

“Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un cdm d'urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell'istituto? Un pacato “no comment” avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente: facciamo appello ai partiti di questa maggioranza per far finire al più presto questa disastrosa e pericolosa esperienza”. Lo dichiarano Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.

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