BANDO REGIONALE COVID: BLASIOLI, ”CRITERI GRADUATORIA, TEMPISTICHE E ITER POCO TRASPARENTI”

14 Agosto 2020 15:25

L’AQUILA – Lascia molti dubbi in merito alla trasparenza il bando “Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”e desta più di qualche perplessità sulle modalità di gestione di fondi pubblici da parte della Regione Abruzzo”.

A sostenerlo Antonio Blasioli, consigliere regionale del Pd, in riferimento al bando regionale scaduto l’11 luglio, che come ha riferito Abruzzoweb, ha già suscitato malumori tra imprenditori e rappresentanti politici della provincia aquilana. Quest perché alla luce della graduatoria approvata il 6 agosto su 3,1 milioni di euro su i 5,4 del budget totale, solo 375.000 sono andati ad imprese aquilane, una del capoluogo e due di Avezzano, mentre a fare la parte del leone è la provincia di Teramo, con 1.490.000 euro, destinate a 10 imprese e la provincia di Pescara, anche qui con 10 imprese, ma per un importo complessivo più modesto, di 846.000 euro.
Terza in classifica la provincia di Chieti con quattro imprese e un importo di 440.000 euro.

Gli uffici regionali hanno però dato esaudiente spiegazione del motivo: “La graduatoria delle imprese beneficiare è stata stilata in base ad una rigorosa istruttoria, che ha valutato i requisiti previsti nel bando delle proposte progettuali, attraverso un iter oggettivo, trasparente e che non ha dato e non poteva dare spazio a discrezionalità. Non prevedeva, e non poteva farlo alla luce della normativa vigente, e per la finalità per il quale è stato indetto, una ripartizione dei fondi a disposizione, in uguale misura, nei vari territori e nelle quattro province di appartenenza delle micro, piccole e medie imprese a cui era rivolto”.

Ora Blasioli, al di là della ripartizione territoriale, sostiene che nel bando ci siano significative anomalie, tra cui la modifica in corso d’opera dei requisiti e delle tempistiche di presentazione delle domande, e il fatto che al termine dell’iter non sia stato reso noto l’elenco delle imprese escluse.

“L’avviso era stato pubblicato il 26 febbraio 2020, con presentazione delle candidature dalle ore 12.00 del 06 marzo, ma poi era stato revocati il 7 maggio causa covid – spiega innanzitutto Blasioli -. Non si era mai visto che un bando, già in corso d’essere da oltre due mesi, venisse revocato in beffa alle ditte ed i loro consulenti che in quei due mesi avevano lavorato alla luce di quanto richiedeva l’Avviso stesso, pianificando i propri investimenti su criteri che poi sono stati completamente modificati con la nuova pubblicazione dell’avviso pubblico avvenuta il 18 giugno. A titolo esemplificativo l’investimento minimo richiesto a capo della ditta è passato dai 70.000 euro della prima pubblicazione ai 25.000 della seconda della seconda, vanificando, di fatto, il lavoro svolto da quelle aziende che prevedevano un impegno superiore”.






“Ma ai dubbi di un bando nato male si sono aggiunte le criticità emerse con il nuovo bando e la pubblicazione delle relative graduatorie – prosegue Blasioli -, che hanno suscitato nelle imprese profonde perplessità in merito alla trasparenza delle procedure adottate. Nel mese di giugno 2020 infatti, il Servizio Competitività e Attrazione degli Investimenti della Regione Abruzzo ha ri-emanato un avviso rivolto alle micro, piccole e medie imprese (mpmi) che intendano investire in macchinari, impianti e beni intangibili, processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale e implementazione di modelli innovativi aziendali di organizzazione del lavoro a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza da covid-19.
“L'obiettivo dell'avviso è quello di sostenere la competitività delle imprese, attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, che costituiscono una novità per l’impresa e/o per il mercato, l’innovazione dei processi produttivi, nonché l’implementazione di modelli innovativi aziendali di organizzazione del lavoro – aggiunge Blasioli -. I progetti d'investimento devono prevedere una spesa da un minimo 25.000 a un massimo di 200.000 euro e possono essere ammesse spese per attrezzature, opere e impianti, programmi informatici, consulenze e spese finanziarie, come riportato nel dettaglio nell'art. 10 dell'avviso. Le domande potevano essere presentate, esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 0:00 del 2 luglio 2020 e fino alle ore 24:00 dell’11 luglio 2020”.
 
Sin da subito, osserva dunque il consigliere dem, “il tempo di preavviso ha destato qualche preoccupazione. Dalla pubblicazione del bando, il 18 giugno, alla prima data utile per l’invio delle istanze, il 2 luglio, il tempo di preavviso è stato di poco superiore alle due settimane, compresi sabato e domeniche. Un preavviso troppo breve per la presentazione della domanda di un bando di questa entità, di molto modificato rispetto al precedente. Tralasciando anche la presentazione delle istanze ‘a mezzanotte’, orario che non può avere alcuna giustificazione nell’esigenza di non appesantire il sistema, considerato che parliamo di un migliaio di istanze, ma che crea non pochi problemi ai professionisti che devono lavorare di notte, i numerosi dubbi che permangono riguardano i meccanismi di valutazione e la trasparenza degli esiti”.
Infine protesta Blasioli, “manca una graduatoria finale delle istanze pervenute ma escluse e questa è una novità rispetto al passato. Ritengo necessaria la pubblicazione delle candidature esaminate con indicazione delle eventuali criticità e il riscontro dei punteggi. L’assenza di tale graduatoria, non solo appare incomprensibile da un punto di vista di trasparenza e chiarezza in fase di istruttoria delle singole pratiche, ma è anche incomprensibile per un eventuale rifinanziamento del capitolo di spesa e/o di un eventuale scorrimento che ecceda l’elenco delle ditte inserite nell’allegato due (quelle in overbooking). Ad oggi le imprese, eccezion fatte per quelle in graduatoria (che sono 67 – di cui 48 idonee e finanziabili e 19 idonee e non finanziabili per carenza di fondi) non sanno quale posizione occupano in graduatoria”.

“Siamo inoltre per la prima volta dinanzi ad un bando a sportello su base giornaliera. Tale criterio di valutazione mette seriamente a rischio la qualità delle stesse proposte progettuali e lede in maniera significativa la fiducia posta nel meccanismo di valutazione dei progetti. Un esempio pratico aiuta meglio a comprendere: un progetto che prevede 20 assunzioni e richiede un importo di 1000 euro di finanziamento a fondo perduto, solo perché presentato il secondo giorno viene messo in graduatoria dopo l'ultima domanda presentata il primo giorno, anche se quest'ultima istanza non prevede assunzioni e chiede il 70% di finanziamento a fondo perduto! A livello di premialità e serietà delle proposte progettuali, tale meccanismo è fortemente deficitario”, conclude Blasioli.

 

 

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