BARRIERE A14: LEGA MARCHE, ”GOVERNO DICHIARI STATO EMERGENZA”

18 Gennaio 2020 16:09

ANCONA – “Il Governo dichiari lo stato di emergenza e stanzi subito almeno 200 milioni di euro per risolvere la grave situazione relativa alla tratta marchigiana dell'autostrada A14. La Regione non perda tempo e attivi subito le procedure necessarie”. 

Lo chiedono il responsabile regionale della Lega senatore Paolo Arrigoni, il senatore Giuliano Pazzaglini, i deputati Tullio Patassini, Giorgia Latini, Luca Paolini e i consiglieri regionali Sandro Zaffiri, Marzia Malaigia, Luigi Zura Puntaroni e Mirco Carloni. 





“Non è possibile – spiegano – accettare in silenzio la drammatica situazione che da settimane si sta consumando nell'A14. Senza perdere ulteriore tempo chiediamo al presidente Ceriscioli di attivare tutte le procedure necessarie per richiedere lo stato di emergenza, come da codice della Protezione civile, a seguito dei restringimenti di carreggiata nel tratto marchigiano della A14 colpito dai provvedimenti della magistratura”. 

“Il Governo – incalzano i rappresentanti leghisti – deve prendere atto che le Marche stanno vivendo una situazione di emergenza che sta provocando danni sotto il profilo ambientale, sanitario, di circolazione dei mezzi e per la sicurezza dei cittadini. Ad essere penalizzate non sono solamente le Marche del Sud, ma l'intera regione che sta subendo un danno incalcolabile per la sua economia già in crisi e per il settore turistico. Il caos determinato ormai da mesi a seguito delle misure adottate dalla magistratura deve diventare una priorità per il Governo e per la Regione che in queste settimane non hanno di certo profuso un impegno proporzionato allo grave situazione di crisi in atto. Chiediamo – concludono i parlamentari e i consiglieri regionali della Lega – che vengano prese subito misure concrete dal Governo per risolvere questa situazione a cominciare da uno stanziamento di almeno 200 milioni per i primi interventi e per riparare ai danni provocati alle imprese di trasporto, agli operatori turistici, commerciali e soprattutto alle popolazioni interessate”.

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