IMPONENTE DISPIEGAMENTO DI FORZE, DALL'ALBA OPERAZIONI DI CONTRASTO ROGHI CHE DIVORANO ETTARI DI PINETE SULLE MONTAGNE DI ARISCHIA E A RIDOSSO DI CANSATESSA E PETTINO; BIONDI, ''PRONTI AD EVENTUALI EVACUAZIONI''

BATTAGLIA CONTRO LE FIAMME A L’AQUILA
INCENDI DOLOSI, E’ CACCIA AI PIROMANI

1 Agosto 2020 08:50

L’AQUILA – E’ ripresa all’alba di oggi la durissima battaglia contro le fiamme che assediano l’alto Aterno e L’Aquila, divampate l’altro ieri a Fosso delle Pescine,  nei pressi della frazione di Arischia, e ieri a Monte Cozza, zona Pettino-Cansatessa, a poche centinaia di metri da popolosi quartieri del capoluogo.

Incendi dolosi, oramai non ci sono dubbi, ed è già partita la caccia ai piromani.

Imponente il dispiegamento di forze: sette canadair, 3 elicotteri, 80 Vigili del Fuoco, 40 militari del IX Reggimento Alpini, 70 volontari di protezione civile, 30 dipendenti comunali e 4 pattuglie della Polizia municipale in azione da stamani sui fronti degli incendi che stanno colpendo la zona ovest dell’Aquila e che, pur essendo monitorati e controllati, destano preoccupazione tra operatori e cittadini.

Utilizzato anche un drone. 

Generosa e indefessa la mobilitazione dei cittadini, che si rendono utili come possono, armati e di zappe e pale, per creare “sbarramenti”, utili ad evitare che le fiamme possano con il favore nel vento, e nella peggiore delle ipotesi, raggiungere le loro case sul limitare della pineta.  

Non ci sarebbero dubbi intanto sull’origine dolosa dell’incendio, che sta mandando in fumo ettari ed ettari di pineta, tra cui 100 ettari di pregiato pino nero. A rischio anche la rarissima “Pulchella subspecie aquilana”, scoperta nel 2005 da un botanico.

Per quanto riguarda il rogo di Arischia, divampato giovedì alle 14 una mano ignota e criminale ha innescato l’incendio in zona Fosso delle Pescine, all'interno del bosco dove è impossibile l'auto combustione, come verificato dall'unità specializzata di repertazione dell'Antincendio boschivo dell'Aquila.

Tutto lascia presupporre che doloso sia anche l’incendio che minaccia Pettino e Cansatessa,  divampato, strana coicidenza, alla stessa ora, il giorno seguente. Al lavoro in tal senso gli investigatori dei Vigili del fuoco, Carabinieri forestali e Polizia.

Secondo le forze dell'ordine, potrebbe esserci insomma la regia dello stesso piromane in entrambi i roghi. 






La natura e le modalità del rogo ricordano quelle dell'incendio che nell'estate 2017 distrusse oltre mille ettari di bosco sul monte Morrone, altro elemento al vaglio degli investigatori. 

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha ieri in tal senso lanciato un appello alla popolazione: “Invito tutti i cittadini che hanno notizie o hanno visto qualcosa di sospetto a comunicare, anche in forma anonima, alle forze dell'ordine qualsivoglia informazione utile all'individuazione di chi, sciaguratamente, sta mandando in fumo ettari di bosco, patrimonio di tutti”.

E ha aggiunto:  “I Carabinieri Forestali  escudono categoricamente una causa accidentale o di autocombustione. L'incendio, a loro dire, è assolutamente doloso e la concomitanza di innesco con l'incendio di Cansatessa lascia presagire lo stesso disegno criminale”.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ieri ha attivato il Coc, ha questa mattina effettuato un sopralluogo a Cansatessa, per poi recarsi al comando regionale dei Vigili del Fuoco. 

“Le energie in campo sono straordinarie e la mobilitazione è ampia e sentita. I dipendenti comunali dalle 6 hanno ripreso a lavorare sulla linea tagliafuoco – spiega il sindaco – mentre abbiamo completato il censimento delle famiglie che risiedono a ridosso dei punti critici nel caso dovesse rendersi necessaria un’evacuazione. Anche in questo caso siamo pronti a intervenire con abitazioni sostitutive.  Lo sforzo è enorme e il contatto con le sale operative di Vigili del Fuoco, Regione e Prefettura è costante. Purtroppo le condizioni climatiche e il territorio impervio non favoriscono l’attenuazione del pericolo”, che ha  incontrato il comandante regionale del Vigili del Fuoco, Stefano Marsella.

Nel pomeriggio di ieri si è tenuta in Prefettura  la riunione tecnica di coordinamento. All’incontro hanno partecipato le strutture operative e di Protezione Civile del Comune dell’Aquila, con la contestuale presenza del Sindaco, ed i vertici della Polizia, Polizia Stradale, Carabinieri, Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Esercito, 118, Anas e Provincia dell’Aquila. Presente altresì il Responsabile della Protezione Civile della Regione Abruzzo.

ll presidente del Parco Nazionale Gran Sasso Laga, Tommaso Navarra ha poi reso noto che “nel rogo di Arischia sono andati in fumo circa 100 ettari di bosco di Pino nero, frutto di un rimboschimento effettuato negli anni Trenta. Su Arischia ci siamo fatti le idee chiare, in quella zona non abbiamo avuto problemi col Parco, c'è una forte tradizione di protezione della natura”. 

Durissimo Elia Serpetti, consigliere comunale e presidente dell'amministrazione per gli usi civici di Arischia (Asbuc), “Sono anni che chiediamo come Asbuc di avere la possibilità di intervenire ripulendo il sottobosco, diradando, dove possibile e necessario, gli alberi, creare spazi frangifuoco che sono fondamentali perché limitano al massimo la distruzione. Purtroppo siamo inascoltati. Oggi siamo finiti in balìa di qualche criminale che, approfittando di siccità, caldo e vento, danneggia un patrimonio inestimabile”, ha commentato al quotidiano Il Centro.

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