BILANCIO, FEBBO: “PAOLUCCI DIMENTICA LA PESANTE EREDITA’ CHE HA LASCIATO ALL’ABRUZZO “

21 Dicembre 2021 16:56

Regione: Politica

CHIETI – “Continua la solita litania dell’ex assessore al Bilancio Paolucci che probabilmente appare spinto dalla convinzione che se ripeti una bugia milioni di volte questa diventi realtà”.

Lo scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Mauro Febbo in replica alle dichiarazioni del capogruppo Pd Silvio Paolucci: “Per quanto riguarda i conti della Sanità, come ben ricorderà, questa giunta regionale ha dovuto ripianare un consistente debito ereditato dalla sua amministrazione di centrosinistra, come ho più volte denunciato, e solo tramite operazioni di “ingegneria finanziaria” sui bilanci delle Asl sono riusciti a chiudere le passività del 2018 che chiaramente si sono ritrovate nel bilancio 2019. Il debito della Sanità, come più volte attestato dall’assessore Nicoletta Verì e dai 4 manager delle Asl, non supera gli 80 milioni di euro e comunque il dato sarà certificato in sede di Conto consuntivo”.

L’Abruzzo, del resto – osserva Febbo -, si trova nella medesima situazione delle altre 19 regioni, comprese quelle a guida Pd, che chiedono al Governo di rientrare dai 4 miliardi di 700 milioni derivanti da spese che le amministrazioni locali hanno sostenuto in luogo dello Stato. Paolucci dovrebbe sapere che la Conferenza dei presidenti ha intimato al Governo la restituzione di queste somme e che in caso contrario si andrebbe allo scontro istituzionale determinato da tutte le regioni, anche quelle a guida Pd. Sul capitolo trasporti, sia l’assessore Guido Liris sia il sottosegretario Umberto D’Annuntiis hanno anticipato e assicurato, durante i lavori in Commissione, che sarà presentato in Aula un emendamento di circa 5 milioni di euro che andrà a coprire quella situazione che il capogruppo del Pd conosce benissimo e che riguarda il Bilancio di previsione 2021″.

“Ci saremmo aspettati da Paolucci un maggiore senso di responsabilità vista la situazione economica e la ‘macelleria sociale’ che ci ha lasciato e soprattutto quella conflittualità accesa con la Corte dei Conti Abruzzo  che ha portato la famosa sentenza della Corte costituzionale, cosa che non è avvenuta nelle altre quattro regioni nella stessa situazione abruzzese ma che non hanno ‘urtato’ i magistrati contabili, che mette a rischio il Bilancio regionale con tutti gli effetti negativi che ne conseguirebbero anche per le generazioni future. Appare evidente che questo Bilancio di previsione non può essere considerato nella sua interezza ma andrà rivisitato nel corso del 2022 con la ridefinizione della situazione pregressa e alla luce delle decisioni che il Governo prenderà sia sulla sanità sia sulle altre emergenze determinate dalla pandemia”, conclude Febbo.

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