BILANCIO REGIONE: MARATONA CON NUMERI RISICATI. OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO, “MANOVRA AL BUIO”

ATTESO PER DOMANI PARERE REVISORE DEI CONTI. MONTEPARA, TESTA E CIPOLLETTI CON COVID. CENTROSINSITRA "LE OMNIBUS HANNO CANNIBALIZZATO RISORSE". REPLICA DI FEBBO, "SARA' PROVVISORIO PER COLPA DELLA LEGISLATURA D'ALFONSO. M5S, "NESSUNA CHIAREZZA SU PROVENIENZA ENTRATE E VOCI DI SPESA"

28 Dicembre 2021 12:59

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – Con numeri risicati e una corsa contro il tempo, prosegue oggi all’Emiciclo la sessione di approvazione del bilancio regionale, risultato da portare a casa entro il 3o dicembre per non andare in esercizio provvisorio, ovvero con spese contingentate e ridotte all’osso, nel bel mezzo della crisi provocata dall’ultima ondata di pandemia.

I revisori dei conti Mario Del Vecchio, presidente Lucia Romano e Angiolino Di Francesco non hanno finora dato il via libera al documento, consegnato loro il 23 dicembre, passaggio fondamentale, atteso per domani. Il motivo del ritardo che sta costringendo i consiglieri ad un tour de force è da ricercare, secondo il centrodestra, nella sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la restituzione del debito strutturale in venti anni portando il mutuo a dieci anni, con aumento della rata annuale. Ragione per la quale il bilancio, già pronto, è stato rifatto.

A complicare le cose ci si è messa anche la pandemia: Fabrizio Montepara della Lega, presidente della prima commissione Bilancio e Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia, oltre a Marco Cipolletti ex Movimento 5 stelle ora nel gruppo misto, hanno il covid. E questo ha reso necessario lo screening a tappeto di tutti i dipendenti regionali.

Ieri Il consiglio ha approvato il progetto di legge di assestamento al bilancio con voto favorevole della maggioranza e l’astensione di MoVimento 5 stelle del centro sinistra. Approvato anche il Milleproroghe. Ma come ha sottolineato il capogruppo del PD Silvio Paolucci l’opposizione ha spesso sorretto il centro-destra nel mantenere i numeri in consiglio.

Oggi però sia centrosinistra che M5s sono andati all’attacco della maggioranza di centrodestra e non è detto che l'”atteggiamento responsabile” prosegua, soprattutto in cambio di nulla. Non si è fatta attendere la risposta rabbiosa del capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo, che conferma che sarà un bilancio provvisorio, per colpa della pesante eredità lasciata dal centrosinistra guidato dall’ex governatore della Regione, ora senatore Pd Luciano D’Alfonso.

I rappresentanti del centrosinistra  Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, del Pd, Americo Di Benedetto, di Legnini Presidente, Sandro Mariani di Abruzzo in Comune e Marianna Scoccia del gruppo misto, hanno in conferenza stampa bocciato oggi il Bilancio di previsione . “Il governo regionale di centrodestra presenta in aula un bilancio pieno di dubbi e privo di una reale e necessaria programmazione, nonostante la politica di rigore esercitata dalla Giunta di centrosinistra nei 5 anni di governo abbia lasciato in eredità una Regione sana e risorse in grado di continuare ad affrontare priorità e ad assicurare servizi essenziali. Un’azione sempre più deludente, che non aiuta l’Abruzzo a risollevarsi dalla crisi portata dalla pandemia, nonostante le rimesse governative, i fondi statali, le economie di bilancio e i milioni a disposizione dell’esecutivo anche per il 2021/2022 e che per queste ragioni non può essere da noi avallata”.

Hanno parlato di “bilancio illegittimo, alla luce della recente Sentenza della Consulta, la Giunta regionale non ha adeguato il proprio piano di rientro dal disavanzo, così come prescritto. Le Omnibus cannibalizzano le risorse che derivano dalla scadenza delle cartolarizzazioni. Dalle cartolarizzazioni derivano all’Abruzzo fondi per 41,21 milioni di euro, frutto di una politica rigorosa portata avanti dal centrosinistra, ma che il centrodestra ha già consumato, impiegando 33 milioni di questi per coprire le leggi omnibus, provvedimenti multitasking, collezionati in gran quantità in questi tre anni di governo, con l’intento di erogare fondi a pioggia senza programmazione. Ciò ha avuto come effetto il mancato taglio delle imposte regionali per cittadini e imprese, nonostante la promessa di ridurle, contenuta nell’articolo 8 della legge di Stabilità del 2020”.

In merito alle azioni dovute per ripianare il disavanzo sul bilancio ordinario della Regione alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale, “ciò che il centrodestra non dice è che la Regione negli ultimi tre anni è stata inadempiente rispetto agli atti di indirizzo, di controllo, di monitoraggio e di fornitura di quanto richiesto dal MEF in base a quanto prevedeva la norma nazionale. Tale inadempienza è oggetto delle argomentazioni citate dalla Corte Costituzionale”.

“Sulla sanità da mesi lamentiamo l’inerzia, derivante dalla totale mancanza di programmazione. Nonostante le maggiori entrate avute dallo Stato per gestire l’emergenza covid – proseguono i consiglieri di centrosinistra – sono aumentati i costi al netto delle spese covid, ma ci sono state sempre meno prestazioni, anche a causa della potente esplosione della mobilità passiva che ha portato i pazienti a curarsi fuori regione. Nonostante il trasferimento aggiuntivo in tre anni di oltre 200 milioni di euro e degli ulteriori aumenti di oltre 120 milioni previsti per i prossimi 3, al netto delle risorse covid pari a 110 milioni, è comunque maturato un disavanzo di almeno 100 milioni a crescere nel 2021, come dichiara lo stesso esecutivo e la curva dei costi è paradossalmente progredita per prestazioni che di fatto risultano ad oggi bloccate e che ammontano a oltre 350 milioni. L’accordo di programma e gli investimenti sono reiscritti di nuovo in bilancio dopo tanti anni, perché nessuno dei 414 milioni di euro di interventi è ad oggi partito”.

Per il trasporto pubblico locale: “Il taglio dei 7 milioni sul fondo regionale del TPL sull’esercizio 2021 rispetto al 2020, non viene rimpinguato, ma, al contrario, viene incrementato il fondo complessivo di soli 3,5 milioni rispetto allo scorso anno, lasciando comunque una diminuzione di 3,5 milioni della spesa rispetto al 2020 e creando uno squilibrio nel biennio di oltre 10 milioni di euro, destinati a diventare debiti fuori bilancio che arriveranno nelle commissioni nei prossimi mesi. Una forzatura bella e buona, che espone la Regione al rischio di non poter correttamente assolvere agli obblighi contrattuali precedentemente assunti con concessionari e contrattisti dei servizi TPL”.

“Diminuiscono infine – per i consiglieri di minoranza – quasi tutte le voci inerenti le spese in conto capitale, a differenza di quelle per la sanità grazie alle maggiori risorse destinate dal Governo centrale con cui l’esecutivo Marsilio conta di pareggiare i disavanzi della sanità, stando a quanto dichiarato nelle ultime settimane”.

Per Febbo, però, “ha dell’incredibile  quello che oggi il centrosinistra viene a raccontare sul Bilancio di previsione 2022 e sul pluriennale 2022-2024. Abbiamo detto e ridetto che questo Bilancio è provvisorio perché risente, e non poteva essere diversamente, della sentenza della Corte Costituzionale”.

“Una sentenza che ha delle responsabilità precise ed individuate nella posizione di scontro e conflittualità, voluta dall’arroganza e dalla  prosopopea del duo D’Alfonso – Paolucci che ha portato la Corte dei Conti a impugnare il Bilancio 2018, unico caso tra le altre quattro regioni nelle stesse condizioni della nostra e che, anche loro, hanno deciso di spalmare il debito pregresso in 20 anni e non in 10 – prosegue Febbo -. La cannibalizzazione delle risorse è nella richiesta di confermare tutte le spese individuate negli anni pregressi senza indicare dove prendere la copertura finanziaria, facendo finta di non sapere che le rate di ammortamento del debito pregresso sono praticamente raddoppiate, senza contare che bisogna coprire il triennio 2018, 2019 e 2020 quando le stesse rate di ammortamento sono state calcolate al 50% rispetto a quanto oggi richiesto dalla richiamata sentenza”.

“Abbiamo detto e ridetto che è aperta una interlocuzione con il massimo Organo di controllo per superare le motivazioni che hanno portato alla decisione. Tutto il resto sono le solite litanie e chiacchiere di chi deve nascondere le responsabilità di questa incredibile e imprevista situazione,  peraltro arrivata a 10 giorni dalla approvazione dello stesso strumento contabile. Inoltre, si finge di non sapere che ci sono “contenziosi” aperti tra la conferenza dei Presidenti (tutti) e il Governo nazionale per il riconoscimento di tutta una serie di costi (sanità, Tpl, cassa integra ecc.) che le Regioni hanno sopportato e anticipato per spese di competenza dello Stato”.

“Spese che sicuramente ci verranno riconosciute ma di cui ad oggi non si conoscono le percentuali, per cui non possono essere messe in bilancio non essendo certe nella entità e soprattutto non lo sono temporalmente. A tutto questo, va aggiunto che bisogna prevedere risorse ingenti per la nuova programmazione europea e straordinaria che comunque prevedono in termini percentuali anche la contribuzione delle risorse regionali; questo non lo hanno detto nella conferenza stampa per ignoranza o perché in malafede ? Portiamo in approvazione un documento contabile provvisorio e condizionato ma che nel corso del 2022 subirà sicuramente variazioni ed integrazioni. Al Centrosinistra chiediamo più onesta intellettuale soprattutto per le gravi responsabilità che ha e che nessuno può disconoscere”, conclude Febbo.

Attacca la maggioranza anche Domenico Pettinari del Movimento 5 stelle.

“Questo Bilancio che il consiglio regionale si appresta a votare non ci permettere di comprendere la provenienza delle entrate e soprattutto la spesa che sosterrà la Regione Abruzzo. Siamo al buio, soprattutto senza conoscere i capitoli di spesa. La sentenza della Corte costituzionale pone in risalto una precisa responsabilità del governo di centrodestra – sottolinea Pettinari – che avrebbe dovuto incrementare gli investimenti. Sollecitazione giunta anche dalla Corte dei Conti, senza conseguenza alcuna, tanto da far apparire la Regione Abruzzo come lo scolaretto che non ha saputo fare i compiti a casa”.

Il forte indebitamento del settore sanitario con oltre 100 milioni di euro, ha fatto sì per il Vice Presidente del Consiglio che: “La mobilità passiva schizzasse alle stelle per una cifra di 176 milioni di euro in uscita, a fronte di 82 milioni di euro in entrata, con un saldo fortemente negativo. Tanto che l’Abruzzo, a causa del Covid 19, va in disavanzo rispetto ad altre Regioni virtuose passate all’incasso anche dalla nostra Regione. Addirittura l’Abruzzo dovrà restituire 12 milioni di euro al MEF per i maggiori trasferimenti ricevuti”.

Non mancano considerazioni negative rispetto al Bilancio anche per le rate di ammortamento passate da venti a dieci anni. “Soldi da reperire in bilancio – sottolinea Pettinari – soldi che verranno tolti certamente ad altri servizi per i cittadini. Come? Denaro recuperato dalle cartolarizzazioni? Ovvero dal tesoretto che si è liberato? Non è chiaro cosa accadrà inoltre per il piano sociale regionale ancora in regime di proroga. Siamo di fronte al buio più totale, anche in assenza di un piano sociale degno di questo nome, visto il continuo ricorso alla proroga. Senza contare il contributo una tantum per le micro imprese e gli autonomi di 4 milioni stanziati a fronte di seimila istanze. Verranno infatti finanziate solo duemila aziende mentre altre quattromila resteranno fuori. Con quale criterio? Chi resterà fuori e quando verranno erogati gli aiuti?” Dimenticando che allo stato attuale ancora non è previsto alcun aiuto alle famiglie dei malati oncologici, mentre per il Napoli calcio si sono trovati i fondi per altri tre anni”.

“Non ultima, la cronica distrazione di questo governo regionale rispetto al patrimonio Ater con un fabbisogno di interventi pari a 200 milioni di euro, mentre dal PNRR dovrebbero arrivare solo 50 milioni – conclude Pettinari – senza che un solo progetto preliminare presentato dai quattro Ater abruzzesi abbia ottenuto la dovuta approvazione, motivo per il quale sarò costretto a presentare cinquantamila emendamenti a fronte di tanta inerzia”.

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