BILANCIO: CERCASI ACCORDO MAXI-EMENDAMENTO, IN ABRUZZO CORSA NOTTURNA PER APPROVAZIONE

REVISORI DEI CONTI CONTESTANO ASSENZA PIANO DI RIENTRO DA DEFICIT, MA APPROVANO MANOVRA. PRESIDENZA CONSIGLIO STRALCIA 26 ARTICOLI SU 37, CHE NON AVEVANO NATURA FINANZIARIA. CAPOGRUPPO LEGA D'INCECCO POSITIVO AL COVID, DOPO MONTEPARA, TESTA E CIPOLLETTI. TAMPONI A TUTTI I DIPENDENTI, RISULTATI NEGATIVI.

30 Dicembre 2021 21:42

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – Lavori fermi in consiglio regionale nella seduta decisiva dell’approvazione del bilancio di previsione, dopo che i lavori erano cominciati alle ore 16, con la discussione generale.

E’ in corso una riunione di maggioranza, e da quanto si apprende, ci sono difficoltà nello stilare il maxi-emendamento da allegare alla manovra.

Il consiglio era cominciato oggi dopo che è arrivato, a lungo atteso, il parere del collegio dei revisori dei conti: un parere  positivo ma “con riserva”. E questo perché, come prevede invece la legge dello Stato, non è stata approvata la delibera consiliare con il piano di rientro del disavanzo.

Il bilancio potrà dunque essere approvato, essendo il parere positivo, ma in virtù della riserva, c’è comunque il rischio di una impugnazione successiva. In compenso ci sono ora le condizioni per chiudere i lavori entro il termine del 31 dicembre, ed evitare così l’esercizio provvisorio, ovvero spese contingentate e ridotte all’osso fino ad aprile.

I lavori del consiglio sono così iniziati alle ore 16.15, in ritardo per la positività al Covid del capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, emersa questa mattina: i consiglieri e i funzionari che sono stati a contatto diretto con il leghista, vaccinato, sono stati sottoposti in queste ore al tampone rapido, effettuato dagli operatori della Dante Labs, direttamente all’Emiciclo. Test anche per tutti i dipendenti del consiglio, risultati tutti per fortuna negativi.

In consiglio nei giorni scorsi si è già registrato un focolaio con la positività di tre consiglieri: Fabrizio Montepara, della Lega, Guerino Testa, di Fratelli d’Italia, e Marco Cipolletti ex M5s, attualmente al gruppo misto, ricoverato per una polmonite all’ospedale di Teramo. Dei tre solo Cipolletti non è vaccinato.

La legge di bilancio è arrivata però in aula con ben 26 articoli su 37 stralciati, su disposizione della presidenza del consiglio regionale, in quanto, come prevede l’articolo 63 dello Statuto regionale, la norma finanziaria, come dice il nome stesso, “prevede solo norme con effetti finanziari”.

A comunicarlo alla presidenza della prima commissione Bilancio e ai componenti della giunta regionale  lo stesso Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, di Forza Italia, con una nota inviata in tarda mattinata.

L’assessore al Bilancio, Guido Liris, ha commento positivamente la redazione dei revisori, che “hanno espresso parere favorevole al bilancio di previsione 2022-2024, che con la struttura dell’ente abbiamo perfezionato, non senza difficoltà dopo l’ormai nota sentenza della Corte Costituzionale”. E aggiunge, “l’attenzione dovrà ora essere tutta rivolta ad un costante monitoraggio della spesa, lo avevamo già previsto e lo ribadiamo alla luce delle considerazioni dei revisori”.

Nel dibattito odierno  Simone Angelosante di Valore Abruzzo si “è detto orgoglioso di sedere qui, nei banchi della maggioranza, in un momento così delicato, costretti a fare consiglio in emergenza a causa del covid, che ha colpito anche questa sede, noi siamo qui. C’è stata una concausa di fattori che hanno negato la possibilità di poter discutere con il tempo adeguato il bilancio, non c’è nessun disegno dietro, siamo ad oltre a 3mila contagi.  approviamo un bilancio di emergenza, ed è importante approvarlo entro oggi. Poi si penserà all’ammortamento del debito, e spendere bene i fondi del Pnrr”.

Lungo e agguerrito l’intervento del capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo, che ha difeso a spada tratta l’operato della maggioranza, elencando tutte le misure messe in campo, spiegando che il parere con riserva dei revisori, non è certo una novità ricordando analoghi giudizi aventi per oggetto le manovre economiche della precedente amministrazione del centrosinistra, che poi Febbo ha ripetutamente attaccato.

“Non ci è stato possibile dunque portare avanti l’iter normale, ma non era mai successo che l’8 dicembre – ha evidenziato – arrivasse una sentenza della Corte costituzionale, che mettesse in discussione tutto l’operato del centrosinistra, di un presidente Luciano D’Alfonso, che poi è scappato a Roma,”, con riferimento alla bocciatura del piano di rientro a 20 anni, ora compressa a 10 anni, fissato dalla precedente amministrazione.

Tra i pentastellati il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari, ha annunciato la presentazione di 50mila emendamenti in quanto “mancano all’appello 300 mila euro a copertura della legge sui malati oncologici e 4 milioni di euro per finanziare il fondo perduto spettante a 6000 piccole imprese rimaste fuori dai ristori legati al fermo economico causa Covid”.

“Ci sono migliaia di cittadini e imprese che si aspettano una garanzia economica e sociale in difesa del diritto alla salute e della libertà di fare impresa – ha detto Pettinari -. Il bilancio che ci è stato consegnato è un bilancio in ‘profondo rosso’ che nasce con un debito di 360 milioni di euro e l’assenza di un piano di rientro che si sarebbe dovuto approvare a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale. Un bilancio che appare irregolare e che gli stessi Revisori dei Conti hanno giudicato carente perché non si individuano congrui gli strumenti utili a superare il disavanzo”.

L’opposizione di centrosinistra, ovvero  Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia hanno annunciato il no alla manovra.

“Non c’era nulla in questo bilancio che potesse essere avallato, per questo abbiamo votato contro. Un documento pieno di errori e lacune, caotico e confusionario che, ancora una volta, non programma il futuro della regione – hanno scritto in una nota congiunta -. L’Abruzzo è fermo da tre anni, si vede oggi cancellata la promessa riduzione delle tasse, il deficit della sanità è di nuovo esploso, come esplosiva è la mobilità sanitaria passiva che si traduce in costi altissimi per un comparto che rischia un nuovo commissariamento, si taglia sul trasporto pubblico esponendo il settore a debiti fuori bilancio, sotto scacco anche le risorse per il sociale e il diritto allo studio, nessuna attenzione per l’agricoltura, l’industria, l’innovazione: sono queste le ragioni del nostro no”

“È andata in scena una vera e propria commedia dell’assurdo –  Non è mai accaduto negli ultimi anni che l’Abruzzo approvasse così tardi il Bilancio di previsione, un oggetto misterioso per tutti, Revisori compresi, a causa dell’impossibilità di analizzare i documenti e della mancanza di parti essenziali, come il piano di rientro dal deficit. In questi giorni i lavori in aula sono andati avanti solo grazie al nostro senso di responsabilità che oggi è stato anche gravemente apostrofato da chi usa toni violenti perché, forse, non ha argomenti seri e convincenti da proporre.

“I fondi delle cartolarizzazioni usati per coprire le Omnibus, i conti in rosso sulla sanità, tanto da portare l’assessore persino a rimpiangere il commissariamento, i tagli al sociale, all’agricoltura, alla pesca, le risorse non reintegrate per i trasporti e la mancanza di una programmazione capace di restituire respiro e prospettivo all’Abruzzo anche attraverso il sostegno alle imprese – hanno concluso -. Scelte calate ancora una volta dall’alto, secondo la tradizione del centrodestra di non condividerle con le parti sociali, che hanno espresso un giudizio durissimo sul documento cardine dell’attività amministrativa del Governo regionale di centrodestra. Un governo, forse, troppo distratto dalle liti e dai giochi di potere in questi anni, impegnato 24 ore su 24 a fare politica non per gli abruzzesi, ma per i partiti di appartenenza, senza una guida davvero presente e interessata allo sviluppo e alla crescita che alla nostra regione serve in un momento irripetibile di rilancio”.

IL NODO DEL PIANO DI RIENTRO

Un nuovo piano di rientro si rende oggi ancora più necessario, visto che a seguito proprio della sentenza della Corte costituzionale, il piano di rientro regionale approvato dalla precedente legislatura di centrosinistra è stato ridotto da 20 a 10 anni, e dunque non si pagheranno più rate da 29 milioni, ma molto più consistente, se pure per una cifra inferiore ai 47 milioni, (il doppio delle precedenti) visto che sono scadute alcune cartolarizzazioni e si sono liberate risorse. La giunta ha dovuto dunque riscrivere da capo il testo del bilancio per poi consegnarlo ai revisori il 23 dicembre.

Il collegio, composto da Mario Del Vecchio, presidente, e da Lucia Romano e Angiolino Di Francesco, si legge nel testo consegnato questa mattina, “non ha elementi sufficienti per poter consapevolmente dare il suo parere in merito alla congruità degli stanziamenti del disavanzo inserito in bilancio”, e si trova dunque  “nelle condizioni di dover esprimere un parere sul bilancio di previsione 2022-2024 in assenza dell’adozione di un piano di rientro, sul quale peraltro avrebbe dovuto esprimere un proprio parere obbligatorio ai sensi dell’articolo 42 del decreto legislativo 118 del 2011, e relativamente al quale ad oggi non ho ancora ricevuto alcuna proposta di deliberazione.

E aggiungono i revisori: “si ritiene necessario richiamare l’attenzione del consiglio regionale sulle conseguenze di diverse interpretazioni e conseguente applicazione delle norme che presiedono alla copertura disavanzo avrebbero sul saldo e sugli equilibri di bilancio. Un errato stanziamento della quota di avanzo applicata senza la contestuale adozione della delibera consiliare di approvazione del piano di rientro, influisce infatti sull’intera programmazione di entrata di spesa, e quanto necessariamente dovrà essere variata al fine di consentire il rientro del deficit”.

Liris, nella sua nota, “annuncia un emendamento di maggioranza di cui sono promotore, contenente il completamento di alcune poste in bilancio per il cofinanziamento di fondi europei destinati ad agricoltura, sociale, cultura, diritto allo studio, protezione civile e altro ancora”.

“Con il parere dei revisori – si certifica di fatto il buon lavoro svolto nella stesura del documento contabile, dove, nonostante i pesanti tagli, le ingenti spese per fronteggiare l’emergenza sanitaria ma, soprattutto, il fatto che i tempi di rientro dal debito strutturale siano stati dimezzati, non sono previste riduzioni nell’erogazione dei servizi”.

“L’organo di revisione ha verificato che il bilancio è stato redatto nella sostanziale osservanza delle norme di legge -, aggiunge Liris -, rilevando la sostanziale congruità e attendibilità contabile delle previsioni di competenza del bilancio, salvo quanto osservato in ordine al nuovo piano di rientro del disavanzo di amministrazione”.

“L’attenzione dovrà ora essere tutta rivolta ad un costante monitoraggio della spesa, lo avevamo già previsto e lo ribadiamo alla luce delle considerazioni dei revisori, che – conclude l’assessore – nella relazione ci invitano proprio ad un attento e costante monitoraggio delle entrate e ad adottare un piano di rientro nel rispetto della normativa vigente e della decisione della Corte Costituzionale e, se necessario, ad apportare con tempestività le dovute modifiche al bilancio di previsione 2022-2024 al fine di garantire il mantenimento del rispetto degli equilibri di bilancio”.

PRESIDENZA CONSIGLIO STRALCIA 26 ARTICOLI SU 37, “NON HANNO NATURA FINANZIARIA”

Nell’elenco delle disposizioni contenute stralciate  c’è la modifica alla legge regionale 31 del 2010, sui parametri limite relativi all’Escherichia coli nelle acque, “non attinente all’oggetto della bilancio di previsione.

Per la stessa ragione di non attinenza, è stato stralciato l’articolo 10, in materia di scarico di corpi idrici superficiali in acque reflue urbane, domestiche ed assimilabili.

Stralciato anche l’articolo 11, che apporta integrazioni all’articolo 23 della legge regionale 68 del 2012, intervenendo sulle modalità di esercizio delle funzioni del collegio dei revisori dei conti. In particolare si prevede che il consiglio regionale assicuri al collegio, tramite i propri uffici, la comunicazione degli emendamenti approvati dalle commissioni consiliari e dall’aula, relative ad atti su cui il collegio è titolato ad esprimere il proprio parere.

Idem per l’articolo 12, che apporta modifiche alla legge regionale 146 del 1996, in materia di programmazione, contabilità gestione e controllo delle aziende del servizio sanitario regionale.

Stralciati infine gli articoli dal 13 al 35, sulle sanzioni amministrative di competenza regionale, e sulla rateizzazione dei crediti extra tributari. Anche qui “le disposizioni non appaiono riconducibili ai contenuti tipici della legge di stabilità”. Occorrerà dunque un diverso e organico progetto di legge.

Non si fa attendere la bordata sul suo profilo facebook del capogruppo del Partito democratico, Paolucci: “siamo in mano ad una Giunta di improvvisati, quello che é successo oggi é clamoroso e non lascia scampo a Marco Marsilio e alla sua Giunta Dopo il clamoroso parere dei revisori, la presidenza del consiglio boccia la Giunta di centrodestra stralciando 26 articoli su 37. Incredibile, mai successo prima. Giunta Lenta e incapace”.

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