SERRATO IL DIBATTITO NELLA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA: I DUE ˝PARTITI˝ SI FRONTEGGIANO IN ATTESA DELLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE TECNICA STABILITA CON LA FINANZIARIA. A MARSILIO IL COMPITO DELLA DIFFICILE SINTESI

BILANCIO REGIONE, SPESA VS TAGLIO TASSE: PRIME TENSIONI SU TESORETTO DI 70 MILIONI

17 Gennaio 2020 08:00

L'AQUILA – La partita, seppure sottotraccia, è già cominciata.

Come utilizzare il tesoretto di circa 70 milioni di euro a disposizione entro il 2023: spenderli per infrastrutture e progetti di sviluppo, tra cui contributi per eventi ed associazioni, oppure tagliare le tasse, in particolare Irpef e Irap, le cui aliquote sono salite al massimo per ripianare il deficit della sanità.

Si fronteggiano due anime, due “partiti”  all'interno della maggioranza di centrodestra, in Regione.

Con una sintesi non semplice da trovare e il rischio di nuove frizioni dopo quelle estive con la mini-crisi innescata dalla Lega sulle nomine dei manager delle Asl di L'Aquila e Chieti, il “caso” della super nomina milionaria di Paolo Gatti alla Corte dei Conti e le tensioni, poi rientrate, sul bilancio.

In ballo ci sono i milioni di euro che si libereranno da qui al 2023 per la fine delle cartolarizzazioni sulla sanità attivate una decina di anni fa per chiudere l'indebitamento che ha condotto nel 2008 al commissariamento, poi rientrato nel 2017.

Si parla di un tesoretto che, sebbene possa sembrare di poco conto in un bilancio che muove complessivamente circa 6 miliardi di euro, è oro colato: basti pensare che quest'anno si è arrivati a liberare pochi milioni, per il resto la finanziaria è stata incardinata su binari quasi completamente obbligati.

Il tema, ora, è quello di capire come utilizzare questi fondi.

La novità introdotta dal consiglio, nell'ambito dell'approvazione della legge di Stabilità, è la previsione di costituire una commissione tecnica di esperti, interni ed esterni, per valutare la destinazione dei fondi.

Ma Silvio Paolucci, ex assessore alle Finanze e alla Sanità della giunta di centrosinistra targata D'Alfonso e oggi capogruppo del Pd, ha già messo un freno: “Quei fondi – ha detto – sono in parte vincolati per l'edilizia sanitaria, in particolare per il nuovo ospedale di Chieti”.

Tema, questo, su cui oggi a Chieti ci sarà un incontro quasi decisivo: la Giunta Marsilio appare contraria all'idea del project financing proposto da Maltauro-Nocivelli, ma l'azienda sembra intenzionata a far valere le proprie ragioni, attraverso una maxi richiesta di danni qualora dovesse persistere l'impasse.

Il primo scoglio, dunque, sarà decidere, una volta per tutte, cosa fare per l'emergenza Santissima Annunziata, per cui esiste una perizia tecnica che certifica la non sicurezza sismica.

Il passo successivo, con Marco Marsilio che dovrà addossarsi l'onere di una regia non agevole, sarà quello di contemperare le esigenze del “partito” della spesa, che vorrebbe destinare quei finanziamenti a infrastrutture, opere pubbliche e contributi e quello del taglio delle tasse per alleggerire la pressione fiscale oggi al massimo a causa proprio del piano di rientro dai debiti della sanità.

Lo stesso Marsilio, in occasione dell'ultimo consiglio del 2019, quello sul bilancio, aveva ammesso la partita in corso tra le due posizioni.

E nei primi giorni del 2020 si sono registrate le prime stoccate, sebbene informali, all'interno della maggioranza.

Il primo step sarà quello di costituire la commissione, che dovrà necessariamente mescolarsi con la rotazione delle posizioni dirigenziali voluta dall'assessore al Bilancio e al personale Guido Liris e già varata dalla giunta.

Passaggio delicato e non privo di potenziali rischi per la tenuta politica dell'esecutivo. (Red)

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