BIM: VELENI CENTRODESTRA TERAMO DOPO VITTORIA D’ALONZO OMBRA “TRADIMENTI” SU COMUNALI E VOTO 2023

VOLTAFACCIA COMUNI DI MONTORIO AL VOMANO E CORTINO: NERVI A FIOR DI PELLE NELLA COALIZIONE CHE SI PREPARA AL VOTO ALLE AMMINISTRATIVE DEL 12 GIUGNO PER LA ELEZIONE DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A CAPO DELL’AMBITO CONSORZIO BACINO IMBRIFERO MONTANO VOMANO E TORDINO 

30 Maggio 2022 08:45

Teramo - Politica

TERAMO – In un Centrodestra con i nervi a fior di pelle in tanti comuni al voto il 12 giugno prossimo, c’è da gestire anche la grana della sconfitta nella corsa alla conquista dello strategico  Consorzio Bacino imbrifero montano (Bim) del Vomano e del Tordino, in provincia di Teramo, uno dei territori più conflittuali.

Data per favorita dai numeri, nell’assemblea caduta nelle passate settimane, prima della scadenza della presentazione delle liste per le imminenti comunali del 14 maggio scorso, dopo due votazioni, la coalizione ha perso l’ambita poltrona: è stato eletto infatti il “cavallo” del centrosinistra, Giuseppe D’Alonzo, sindaco uscente e non ricandidabile per un altro mandato, di Crognaleto.

A causare la sconfitta, clamorosi “tradimenti” di sindaci e amministratori anche importanti, in particolare il Comune di Montorio al Vomano con il 45enne Fabio Altitonante, che è diventato primo cittadino essendo consigliere regionale in carica nella regione Lombardia nelle file di Forza Italia.

E giù con le polemiche per un epilogo che a posteriori si può affermare abbia pesato nelle grandi manovre per le liste elettorali nei 49 comuni al voto in Abruzzo, in gran parte dei quali il centrodestra si è spaccato.

Un epilogo a sorpresa che dà la misura dei mal di pancia in seno alla coalizione, sul quale si è informato anche il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, di Fdi. A riprova del pericoloso effetto. A proposito dei voltagabbana, le scelte dei componenti della Giunta effettuate da D’Alonzo, che dopo la clamorosa vittoria si era affrettato a dire che avrebbe aperto al centrodestra e che sarebbe stato il presidente di tutti, confermano il “tradimento” politico: entrano il sindaco di Canzano, Maria Marsilii, ma soprattutto il consigliere comunale di Montorio al Vomano, Mariella Calisti, e il consigliere comunale di Cortino Salvatore Di Stefano. Proprio come dicono in seno al centrodestra, i due comuni di area centrodestra che si sono sfilati e schierati con gli avversari causando il ribaltone.

Vano l’attivismo che, stando ai bene informati, ha prodotto cinque voti, dell’ex consigliere ed assessore regionale di centrodestra Paolo Gatti, che dopo un periodo di pausa è tornato a fare politica attiva puntando la candidatura alle elezioni di Teramo.

“Come avevo preannunciato – ha spiegato l’esperto e scaltro presidente D’Alonzo – , si apre una nuova fase, quella di un Bim realmente inclusivo e bipartisan, che rappresenterà le istanze di tutti i 26 Comuni consorziati, al di là delle appartenenze politiche, come è doveroso per un Ente di area vasta che identifica. Con il nuovo esecutivo, con equa rappresentanza di genere, siamo subito operativi e in grado di dare finalmente soddisfazione alle numerose esigenze del territorio dopo quasi cinque mesi di stallo, al di là degli adempimenti amministrativi di rito. Rilanceremo da subito l’attività del Consorzio anche in sede nazionale”.

Sarà quindi il Centrosinistra teramano che si prepara alle elezioni di Teramo del prossimo anno con il sindaco, Gianguido D’Alberto, ancora ricandidato, a guidare un consorzio di comuni che distribuisce 2,5 milioni di euro nel territorio montano come contribuiti per attività culturali, sociali e turistiche e  per eventi che è finito nell’occhio del ciclone negli ultimi anni per gestione considerate poco efficaci e oculate. Ma nonostante tutto, la sconfitta del centrodestra deve far riflettere per la contesa alle amministrative del prossimo anno a Teramo.

Al cardiopalma l’elezione da parte dei 37 delegati dei 26 comuni soci, i più grandi con due voti a disposizione: D’Alonzo ha vinto al secondo scrutinio con 19 preferenze contro le 17 ottenute dallo sfidante, il vicesindaco di Torricella Sicura, Marco Di Nicola, candidato del centrodestra.

Un esito che ha provocato amarezza e veleni all’interno della coalizione per i voti che erano considerati sicuri e sufficienti a ribaltare l’esito, venuti però meno: difficile ricostruire il quadro alla lettera ma il tradimento c’è stato. Tra i “traditori” principali viene annoverato il sindaco di Montorio al Vomano, Altitonante.

Montorio, tra i più importanti e ricchi della provincia ma anche tra i più conflittuali viste le consigliature cadute prima del tempo, avrebbe dato due voti al candidato del centrosinistra: il voltafaccia sarebbe stato necessario a causa del traballare della maggioranza comunale che sostiene il sindaco Altitonante, a cui vengono riconosciuti comunque ottimi risultati fin dal suo insediamento, dall’ottobre del 2020 alla guida di una coalizione di centrodestra e di civici.

Secondo quanto si è appreso, la inversione di tendenza sarebbe da ricondurre all’indebolimento della maggioranza da alcuni mesi a questa parte in conseguenza del defenestramento del vice sindaco, Raniero Bernabei, super votato alle ultime elezioni.

Ma c’è di più: ad influire anche il voltafaccia del sindaco di Cortino, Marco Tiberi, dato per sicuro dal centrodestra.

D’altra parte, Altitonante e Tiberi avevano già votato il bilancio della società del ciclo idrico integrato Ruzzo. Singolare come nell’assemblea Altitonante abbia delegato proprio il sindaco di TeramoD’Alberto, a capo di una coalizione di centrosinistra.

Per queste due operazioni i due hanno già  avuto la ricompensa politica con il posto nella giunta del Bim: ma, si dice negli ambienti politici teramani, ne arriveranno altre.

C’è poi stato il caso del comune di Fano Adriano, che pur avendo due voti si è presentato con il solo sindaco, Luigi Servi, che ha comunque mantenuto i patti: il pasticcio in questo caso sta nel ritiro della delega al vicesindaco Antonio di Battista, finita alla viglia del voto nell’occhio per il sospetto di un ‘tradimento’, un ritiro che di fatto è costato un voto perché non è stato possibile fare una sostituzione in extremis per mancava di tempi tecnici.

Il  verdetto è destinato ora ad influenzare le elezioni di Teramo del prossimo anno, ed è la conseguenza di turbolenze nel centrodestra in provincia di Teramo che ha in Regione, ente nel quale governa, l’assessore al Lavoro Pietro Quaresimale, della Lega, i consiglieri regionali Emiliano Di Matteo, Lega, e Antonio Di Gianvittorio, ex Lega ora Valore Abruzzo e federato con Forza Italia. Mal di pancia che si sono ripercossi nelle scelte di candidati sindaci e candidati nei comuni al voto nel Teramano, in particolare a Tortoreto, dove è in atto una aspra contesa tra Lega e Fdi, con il centrodestra che correrà spaccato. A completare la nutrita pattuglia a palazzo dell’Emiciclo gli esponenti delle opposizioni Sandro Mariani, ex capogruppo del Pd nella passata legislatura e capogruppo di Abruzzo in Comune, e Marco Cipolletti, ex M5S ora al Gruppo Misto, spesso accostato a Fdi.

Tornando al voto del Bim, nella prima votazione c’è stata la fumata nera con un pareggio 18 al 18, e con un voto contestato andato a D’Alonzo, perché espresso fuori dal riquadro.

Poi, al secondo scrutinio, ha vinto sul filo di lana D’Alonzo, 19 a 17, che ha preso il posto di Gabriele Minosse, ex sindaco di Cortino, appoggiato da una maggioranza bipartisan.

Va anche detto che alla vigilia del voto, le firme a sostegno di D’Alonzo erano 21, e anche in questo caso sono mancati sul fronte del centrosinistra, due voti dati per sicuri.

D’Alonzo, che non è stato candidato sindaco a Crognaleto, prenderà come stipendio da presidente Bim di circa 2mila euro, mentre il consiglieri circa 1.000 euro. A caldo il neo presidente aveva espresso parole di distensione e premonitore: “Cercheremo di ricucire un rapporto solido con tutti, perché il Bim è davvero al servizio dei territori, già gravemente limitati negli anni e da troppi episodi avversi. Le nostre comunità hanno bisogno di essere supportate con progettualità e azioni concrete, degne di tal nome, è necessario un cambio di marcia”.

Soddisfatto in particolare il sindaco di Teramo D’Alberto, che ha parlato di “una vittoria di un gruppo che ha avuto l’intuizione e si è fatta carico di portare avanti un cambiamento per tutta la provincia”. (b.s. – f.t.)
 

 

 

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