BODY-SUSHI: PROTESTA FEMMINISTA, MA LA SERATA FA IL PIENONE

di Annalisa Casciani e Sara Ciambotti

16 Dicembre 2011 23:05

L'Aquila - Cronaca, Gallerie Fotografiche

L’AQUILA – Alla fine la tanto attesa serata del body sushi all’Aquila è arrivata.

Una tradizione secolare giapponese alla prima capatina nel capoluogo ha fatto discutere, da un lato attirandosi gli strali di benpensanti e femministe, dall’altra l’attenzione e l’interesse di tanti curiosi.

Netta la separazione tra i manifestanti che protestavano al freddo e sotto l’acqua all’esterno, e i clienti dell’Atelier, tutto esaurito per l’occasione, che si cibavano all’interno del locale.

LA FOTOGALLERIA DELLA PROTESTA

AbruzzoWeb, che per primo ha portato alla luce il fenomeno che poi ha fatto tanto discutere, ha affrontato la serata dall’esterno e dall’interno. Ogni lettore decida da che parte stare.

DALL’ESTERNO/LA PROTESTA

Ore 20 circa, ingresso del ristorante L’Atelier all’Aquila, e lì che, ieri sera, ha avuto inizio la protesta femminista contro l’evento Body-Sushi che già nei giorni scorsi aveva suscitato non poche polemiche nel capoluogo abruzzese, notizia riportata da questo giornale.

Un gruppo compatto di donne aquilane, di varie età giovanissime e madri di famiglia, sotto la guida della portavoce Antonella Centofanti, incuranti del vento e della pioggia, hanno brandito le loro armi pacifiche, fischietti e vassoi di carta con scritti slogan di protesta, per combattere quella che, a loro avviso, è stata una mercificazione del corpo della donna.

Al grido “Nude le donne sono belle è il resto che ci indigna”, “Contro il maschilismo che continua ad usare le donne”, “Nel vassoio metteteci la vostra inpotenza”, con una vistosa “n” invece che “m”, e lanciando volantini su cui era sintetizzata la loro posizione, inzuppati dalla pioggia, hanno intralciato l’ingresso dell locale, tanto che alcuni clienti sono dovuti entrare dalla porta secondaria e una pattuglia di Polizia è arrivata per controllare la situazione.

“Non so cosa sia successo all’Italia – ha dichiarato inorridita la Centofanti – Le donne che vanno a mangiare sul corpo di altre donne mi fanno schifo. Ma con il berlusconismo che c’è stato questo è il minimo. Abbiamo visto di tutto: escort, ministri veline, non mi stupisco di niente”.

All’interno del locale, musica dal vivo e la voce suadente di una cantante, atmosfera rilassata: tutti in attesa delle modelle per imbandire il sushi.

L’Atelier ha fatto il tutto esaurito, moltissime le donne che sono andate a mangiare, anche in compagnia dei propri fidanzati “non ci vedo niente di male. Hanno fatto un polverone per niente”, ha dichiarato una cliente.

“Soltanto una persona che non conosce il Giappone – ha dichiarato una ragazza dell’agenzia Gestalt Eventi di Roma, che ha organizzato la cena – può pensare che ci sia qualcosa di erotico in un evento del genere. In Giappone il sesso non è concepito come in Europa. Anche i porno sono censurati. Questa del body-sushi è un’arte antica: le ragazze orientali dovevano studiare anni per riuscire a restare immobili durante i banchetti”.

“A nessuno – ha commentato Luigi Damiani di Gestalt Eventi – verrebbe in mente di considerare oscene o mercificazione del corpo di una donna altre forme di arte che prevedono che la donna sia nuda, vedi il body painting. Nel nyotaimori come nel burlesque, non c’è niente di volgare: è un’arte. Questa è la prima volta che ci succede una cosa del genere e la nostra agenzia organizza eventi in tutta Italia”.

I ragazzi dell’agenzia hanno spiegato che per motivi igienici le ragazze avrebbero portato slip e il cibo sarebbe stato adagiato su foglie monouso di bambù, “mai a contatto con il corpo delle modelle, che oltretutto devono lavarsi con uno specifico sapone neutro”, ha spiegato Damiani.

“Poi nessun cliente può avvicinarsi alle modelle – ha continuato la ragazza dell’agenzia di eventi – non possono, assolutamente, mangiare su di lei. I camerieri portano il sushi ai tavoli. Abbiamo un grande rispetto per il corpo delle donne”.

Alle 21, le femministe hanno abbandonato il campo di battaglia, delle modelle ancora non si sapeva niente e hanno lasciato soltanto il vassoio di carta con il vistoso errore a portare avanti la loro protesta. Sono rimasti, invece, i clienti, affamati e impazienti di vedere l’evolversi della serata.

Verso le 21.30 sono, finalmente, arrivate le due modelle, si sono cambiate e mollemente adagiate su due materassini di raso rosso sopra al bancone del locale, con i seni coperti con due conchiglie bianche: un cuoco giapponese ha cominciato a disporre le pietanze.

“Non mi sento affatto mercificata – ha affermato una delle due modelle – è una tradizione giapponese. Mostrare il mio corpo rientra nel mio lavoro di modella. In Italia si vede tutto dal punto di vista sbagliato, in Giappone è una cosa sacra”.

“Nemmeno io mi sento usata – ha concordato l’altra, mentre il cuoco disponeva un’aragosta – mi sento parte di una cultura: è una cosa esclusivamente artistica, non c’è niente di volgare. Bisogna essere un po’ aperti”.

Niente di volgare, quindi, a detta degli organizzatori, anche se alcuni commensali che hanno partecipato alla cena body-sushi, a fine serata, hanno raccontato, ad AbruzzoWeb, che i clienti andavano eccome a mangiare sulle modelle e che addirittura una ragazza imboccava il fidanzato, prendendo direttamente il cibo dal corpo di una modella: su questo le femministe, se fossero rimaste, avrebbero avuto certamente qualcosa da ridire.

DALL’INTERNO/LO SPETTACOLO

Sotto una pioggia scrosciante, nel locale in via della Croce Rossa L’Atelier si è svolto ieri sera un evento nuovo per la città dell’Aquila, il nyotaimori.

Uno gruppo di una decina di femministe, capeggiate da Antonietta Centofanti, si è appostato davanti all’entrata del locale, distribuendo volantini e sfoggiando vassoi con frasi di protesta: “contro il maschilismo che continua a usare le donne” diceva uno, “nude le donne sono belle, è il resto che ci indigna” tuonava un altro.

All’interno, l’atmosfera del locale era tutt’altro che indignata, l’Atelier gremito di gente, uomini e donne hanno aspettato per un’ora che arrivassero le modelle, intrattenendosi in gioiosi aperitivi.

“Oggi a Roma è una giornata terribile – ha detto una dei tre organizzatori dell’evento – potrebbero fare tardi”. Intorno alle 21.30 l’evento tanto atteso e dibattuto ha avuto inizio.

Le due modelle sono uscite dai bagni avvolte in grandi stole giapponesi e protette da tre persone che impedivano alla gente di avvicinarsi, poi hanno raggiunto il bancone. Indossando le culotte e con il seno coperto da due conchiglie si sono stese sui materassini di raso rosso.

Nel giro di poche decine di minuti il loro corpo è stato decorato con fiori e foglie e ricoperto di sushi. Tutti gli occhi erano puntati su di loro, mentre tra i tavoli passavano i camerieri a consegnare piattini con sopra sushi, maki, uramaki e sashimi. Molto spesso le luci rosse del locale, venivano infrante dai flash dei curiosi.

Tra gli ospiti donne e uomini indiscriminatamente, tutti a mangiare sushi e a guardare gli spendidi corpi delle due donne. Qualcuno tentava di spingersi anche oltre, provando a fare solletico alle modelle, ma senza toccarle.

“Non si può mangiare dai corpi delle modelle – aveva detto precedentemente ad AbruzzoWeb un’altra organizzatrice dell’evento – non l’abbiamo mai fatto fare”, ma contro ogni aspettativa, una donna con le bacchette ha preso un pezzo di sushi e ha imboccato il fidanzato, e subito è stata emulata da molte altre persone, fino a quando le due ragazze non sono rimaste coperte solo da foglie e fiori.

Anche i camerieri, nonostante non avrebbero dovuto farlo, hanno iniziato a offrire ai clienti sushi preso direttamente dai corpi. “Hanno cambiato le direttive – si è scusata la ragazza – purtroppo come ha iniziato una persona hanno iniziato tutte le altre e non potevamo fermarli”.

Intorno alle due modelle, oltre ai clienti del locale, orbitavano anche i camerieri e gli organizzatori dell’evento portando loro da bere, cuscini, chiedendo continuamente come andava.

Alla domanda “Ti ha dato fastidio che mangiassero sushi da sopra il tuo corpo?” una modella ha detto di no, un’altra, invece, ha risposto “sì, era la prima volta che mi capitava”.

A sushi finito, la serata è proseguita con vino e canzoni, il titolare del locale, Luca Pace, di gran corsa a causa delle numerose richieste, ha affermato di essere molto soddisfatto “e ci sono anche molte donne!”.

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