BORGHI E CENTRI STORICI: ESPERTI A CONFRONTO CONTRO SPOPOLAMENTO

16 Settembre 2019 13:50

L'AQUILA – Come far rinascere borghi e centri storici custodi della storia e dell’identità del Paese? Se ne parlerà venerdì 20 settembre, a partire dalle ore 13:30, nel corso del Convegno “Il restauro nei borghi e centri storici”, promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia in programma presso la Casa dell’Architettura (Piazza Manfredo Fanti, 47). 

Un argoento che riguarderà anche l'Abruzzo, dove le aree interne sono a forte rischio spopolamento.

L’iniziativa è un momento di confronto sulle criticità che investono questo immenso patrimonio italiano e ha lo scopo di individuare strategie e soluzioni per il recupero e la miglior fruizione della loro identità ed eredità culturale.

Tra i partecipanti Francesco Scoppola, direttore generale Educazione e Ricerca del MIBAC, Stefano D’Amico, segretario Regionale dell’Abruzzo, Alessandra Vittorini, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Aquila e Cratere – MIBAC. Interverrà inoltre Maria Giuseppina Gimma, delegato Oar dei Beni Culturali, del Restauro e della conservazione, Alfredo Passeri, docente Università degli Studi di Roma Tre e Luciano Marchetti, già vice Commissario alla ricostruzione dell’Umbria e dell’Abruzzo. 






Nel corso del convegno saranno analizzati alcuni casi rilevanti, relativi principalmente ai centri minori dell’Abruzzo, anche alla luce delle recenti esperienze di ricostruzione, e di quelli delle Marche e dell’Umbria. Coordinatore scientifico Maria Giuseppina Gimma (Delegato Oar dei Beni Culturali, del Restauro e della conservazione), tutor Antonella De Bonis (Formazione OAR).

Un gran numero di centri storici italiani, infatti, vive in stato di abbandono, soprattutto per lo spopolamento da parte dei residenti, spinti altrove da migliori prospettive occupazionali. L’edilizia, quindi, priva di manutenzione, raggiunge livelli di degrado che ne minacciano spesso la stessa esistenza. Stesso discorso per i collegamenti infrastrutturali. Da qui la necessità di promuovere un serio esame del patrimonio edilizio esistente, con l’obiettivo di messa in sicurezza del costruito e al contempo di salvaguardia del valore storico e vocazionale dei luoghi. 

 

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