BRIGANTAGGIO: A TAGLIACOZZO IL LIBRO DI FANCIULLI, TRA RICORDI D’INFANZIA E RICERCHE ALL’ARCHIVIO DI STATO

4 Dicembre 2019 19:39

TAGLIACOZZO – Sarà presentato a Tagliacozzo (L’Aquila), sabato 7 dicembre dalle ore 17, nella sala consiliare del Comune, il libro “Chi Vive? Uomini diventati briganti”, frutto di un’impegnativa ricerca in archivio condotta dall’autore di Pretoro (Chieti), Fabrizio Fanciulli

A moderare l’evento, la giornalista pescarese Alessandra Renzetti. Gli onori di casa spetteranno invece al sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio.

Sarà presente, tra gli altri, il professor Emanuele Nicolini, presidente dell’Associazione Culturale Marsicana. 

Il libro è legato ad un progetto fotografico di Stefania Proietto, che, insieme allo scrittore e a numerose comparse, ha ricostruito fedelmente storie e situazioni del tempo; a Tagliacozzo sarà possibile vedere il video realizzato dalla fotografa sui luoghi del brigantaggio indicati nei documenti dell’Archivio di Stato di Chieti. 

Si tratta di un’opera sui briganti della Majella, le cui storie sono vive nel cuore degli uomini e delle donne di passate generazioni e che non lasciano indifferenti quelle attuali.





Alcune di queste storie raccontano episodi che sono stati tramandati dai nonni ai nipoti, vicende ancora vive nella memoria collettiva, vicende di miseria, di poveri e diseredati della terra, ma anche, ovviamente, del Risorgimento, per cui ci si trova a vagare nel ricordo di un’Italia in fervore, all’interno di un Paese che gridava al sud giustizia e al nord conquista: “Chi vive?”, è il grido di vendetta verso l’oppressore, l’urlo di riscatto del popolo affamato.

“Con questo libro voglio sottolineare che la storia deve essere raccontata interamente e bisogna sempre riportare la verità, bella o brutta che sia. L'unità d'Italia non è propriamente quella che ci hanno raccontato i libri di scuola, ed inoltre voglio sottolineare l'importanza dei valori famigliari – spiega l’autore del libro – Quando ero bambino visitavo spesso la montagna con mio nonno che mi raccontava sempre di storie accadute in quei luoghi e quando mi allontanavo esclamava: ‘Mo cal li brigant!’, per farmi spaventare. Questa frase dialettale mi ha accompagnato per molto tempo, soprattutto dopo la sua morte, tanto da spingermi ad andare all’Archivio di Stato di Chieti a documentarmi. Volevo capire se quelle storie erano vere o solo frutto di una fantasia. Così è nato il libro”.

“Mi sono fatto una nuova idea del fenomeno del brigantaggio – prosegue – Documentandomi mi sono reso conto che questi uomini erano stati etichettati con il termine briganti come ‘banditi’, invece, erano solo contadini che, unendosi in gruppi, si sono opposti allo Stato. Nel libro abbraccio il versante Orientale e Occidentale della Majella. Ho parlato anche dell'assalto di Pretoro del 6 giugno 1861, ma molte persone che hanno partecipato a questo scontro venivano anche dai comuni vicini come Abbateggio, Roccamorice, Caramanico. Ho trovato anche un documento nel quale la Majella veniva chiamata ‘Majella dei Fornelli’. Quindi tutti i comuni citati hanno contribuito alla stesura del libro”.

“La tensione storico politica del Meridione d’Italia dopo il processo unitario è caratterizzata dal cosiddetto fenomeno del brigantaggio – commenta il sindaco Giovagnorio, spiegando il motivo per cui quella di sabato è una presentazione simbolica per il suo comune – Sicuramente è una realtà storica complessa e ancora molto da indagare. L’8 dicembre di 158 anni, non va dimenticato, la la nostra città fu teatro dell’esecuzione del generale catalano José Borjes, giunto dalla Spagna per riorganizzare militarmente i nazionalisti duosiciliani contro l’invasore piemontese. Luci ed ombre di una storia di cui furono protagonisti anche uomini e donne delle nostre contrade che con coraggio e a volte con violenza ingiustificata diedero vita per la prima volta al fenomeno della resistenza nazionale”.

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